Star Wars – Gli Ultimi Jedi (spoiler free)

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La maggior parte delle recensioni su Gli Ultimi Jedi è positiva. Si apprezza soprattutto il coraggio di Rian Johnson e la sua capacità di sorprendere con scelte narrative audaci ma funzionali a una storia che aveva bisogno di ritrovare la propria ragione di essere. Poi ho letto anche autorevoli pareri affermare che Episodio VII sia un capolavoro e questo solo un buon film. Sono pareri e valgono tutti lo stesso (cioè poco), ma penso che un merito indiscutibile ci sia, in questo Episodio VIII: è lo Star Wars contemporaneo, libero dai retaggi e dai forzati collegamenti che J.J. Abrams aveva dovuto inserire per dare sostanza all’operazione rilancio de Il Risveglio della Forza. Gli Ultimi Jedi appassionerà finalmente qualcuno. Non i nostalgici quarantenni che non ritroveranno più l’emozione delle spade laser della loro infanzia (non è colpa dei film, non possono queste storie invecchiare come chi le guarda), magari non i nerd che pensano di saperne sempre più di chiunque altro, e nemmeno i critici, nonostante le recensioni positive (più per basse aspettative, forse, che per reali meriti del film).

Star Wars è quel brevissimo lasso di tempo tra quando si spengono le luci, appare il logo di LucasFilms, poi la schermata ormai così fuori moda  “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana” (che dovrebbe servire da gentile memento che sempre di favolette si tratta) e poi un attimo di silenzio, e cuori tutti fermi per un attimo – prima dell’esplosione della fanfara di John Williams. Quel momento, quel preciso istante, è quello che ci riporta al cinema ogni volta, l’essenza stessa dell’esperienza cinematografica. In quel momento tutto è possibile, in quel momento siamo felici e siamo noi stessi ad ogni età in cui ci siamo emozionati con Star Wars, prima dei prequel, dei LEGO e prima di Disney, ed è il momento in cui ci emozioneremo sempre.

Rogue One è un ottimo film, migliore della maggior parte dei capitoli principali della saga, senza dubbio, ma non c’entra nulla con Star Wars, proprio perché non ci fa mai provare quell’emozione, non ci riporta da nessuna parte.

Penso che grazie a questo film, più che alla ripetizione in formule di Episodio VII, questo rito magico si potrà finalmente passare a una nuova generazione nello stesso modo, senza fraintendimenti.

Tutte le grandi produzioni oggi procedono per saghe che si vendono da sole e si ripetono all’infinito. In questa storia c’è, dall’inizio, qualcosa di diverso: la fallibilità degli eroi, la perdita non solo come storia di origine ma come vero centro emotivo di una narrazione che comunque vuole evitare di scendere a compromessi con le mode dei tempi (letture metacinematografiche, seriosità a buon mercato) e restare fedele a una visione archetipica di concetti come bene e male, buoni e cattivi. Se trovate noiosi i Porgs e non gli Ewoks, è perché siete invecchiati, è ora di farvene una ragione. Se trovate fuori luogo certi spunti comici, andate a risentirvi i dialoghi di Lucas a cui siete tanto affezionati.

Com’è il film? A parte una sequenza centrale che ricorda pericolosamente i prequel per eccesso di computer graphic e inconsistenza narrativa, Gli Ultimi Jedi si apre e si chiude su due tra le migliori sequenze dell’intera saga. Cinematograficamente, Rian Johnson riesce ad innovare senza comunque allontanarsi dall’estetica tipica di Star Wars. Dal punto di vista narrativo, si compie il passaggio di consegne iniziato timidamente ne Il Risveglio della Forza tra la vecchia e la nuova generazione di personaggi, costruendo però dinamiche più credibili e moderne e rimodellando certi elementi della storia (in particolare la Forza) al fine di stupire lo spettatore e aprire nuove possibilità. Ci sono tantissime sorprese e colpi di scena, che faranno anche discutere, ma almeno ci sono: è l’essenza del cinema. Si potrebbe addirittura imputare a Johnson di risolvere in maniera troppo frettolosa almeno tre delle maggiori questioni lasciate in sospeso da due anni. La consegna della spada a Luke, che chiudeva drammaticamente l’Episodio VII (ma non apre l’Episodio VIII) si risolve in maniera emblematica, ma è una dichiarazione di intenti: non andrà come pensate. Se non vi sta bene, fareste meglio a uscire subito dalla sala, ma vi perdereste un grandissimo finale, arricchito da un’ultimissima scena senza precedenti che dà senso a tutto il film e che avrebbe sicuramento funzionato anche da finale definitivo per l’intera saga.

Sarebbe stato meglio fermarsi a Il Ritorno dello Jedi? Forse sì, e non si può ripetere quel tipo di miracolo. Ma se proprio si deve andare da qualche parte, questa è la direzione.

 

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