The Founder

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“You’re not in the burger business, you’re in the real estate business”

John Lee Hancock, il regista di The Founder, è lo stesso di Saving Mr. Banks : i due film non sono poi così diversi tra loro – entrambi infatti giocano sull’ironia implicita che ispira una vicenda dall’esito clamoroso che tutti conoscono, tranne i personaggi. Se in Saving Mr. Banks faceva tenerezza  la testardaggine di Pamela Travers nei confronti della visione di Disney riguardo l’adattamento di Mary Poppins, ancora più effetto fa vedere i fratelli McDonald combattere per la genuinità e la qualità del loro prodotto. Patatine surgelate? Giammai! Pinguini animati? Non se parla proprio. Certo, come no.

 La storia la scrivono i vincitori, dai tempi di Tito Livio: agli sconfitti non resta che fare da comparsa, da bersaglio. E’ lo scontro tra la visione imprenditoriale (anche artistica, nel caso di Disney) e la semplice protezione di un’idea, la persistenza contro il semplice talento: in The Founder, meno edulcorato del film su Disney, se ne parla esplicitamente, anzi è il mantra di Ray Kroc, il “fondatore” di McDonald’s. Virgolettato d’obbligo, perchè nome e sistema di cucina e servizio rapido appartengono in effetti ai fratelli McDonald, la cui memoria solo recentemente  è divenuta parte della storia ufficiale della multinazionale che avvelena quotidianamente l’1% della popolazione mondiale.

Michael Keaton, disperatamente a caccia dell’Oscar che gli farebbe finalmente leggere il discorso che aveva in tasca due anni fa, ci mette tutto il suo repertorio per fare di Ray Kroc un bastardo di cui avere il massimo rispetto. Dopo un rapido fact-checking, sembra che Hancock non si sia inventato molto (a parte la storia del milk shake in polvere, che nel film è il casus belli tra Kroc e i McDonald) e anzi abbia calcato la mano sulla divergenza di visione tra Kroc e i due fratelli, certamente per accentuare l’eccezionalità e la caparbietà del primo, più che per sminuire e deridere i secondi.

Non c’è alcuna condanna morale, The Founder non è SuperSizeMe: Ray Kroc non è il diavolo in guerra con la visione della ristorazione familiare dei fratelli McDonald (che sempre hamburger e patate fritte vendevano). A Walt Disney si riesce a perdonare molto, mentre con uno come Ray Kroc, motivato solo dal bisogno di affermazione personale, si fa molta più fatica, soprattutto se si guarda la storia dal punto di vista del finale. Se c’è una lezione da imparare, invece, è che i sogni costano e non tutti sono in grado di pagarne il prezzo – questo rende eccezionale (nel senso più neutro che si possa intendere) chi lo fa, anche se l’effetto collaterale è l’obesità delle classi sociali meno agiate.

Si fa sempre fatica, con questi film, a distinguere tra i meriti reali della pellicola e l’interesse per la vicenda raccontata. The Founder è un buon film, che racconta una storia di imprenditoria come tante, ma che riguarda uno dei brand più noti e controversi del pianeta e mostra la genesi dell’impero del cibo spazzatura. Il cast è eccellente, il ritmo non cala mai e anche le spigolature finanziarie ed economiche sono spiegate abbastanza chiaramente. In più, trattandosi, di McDonald’s, che ci piaccia o meno, è storia contemporanea, conoscerla non fa mai male. Certo, se volete la verità, ci sono diversi documentari su Ray Kroc, The Founder è sufficiente giusto per farsi un’idea. D’altra parte, se volete della carne vera, non andate certo al McDonald’s, ma per togliervi la voglia, può bastare anche quello.

 

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