LEGO Batman – Il Film

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Non fatevi scoraggiare dall’animazione, o dal fatto che il logo LEGO campeggi nel titolo. Questo Batman, se vi piace  Batman, è un’iterazione del personaggio che nulla ha da invidiare alle altre, almeno se facciamo riferimento agli adattamenti televisivi e cinematografici. Un’overdose di citazioni che solo i cinefili coglieranno non basta a nascondere un’autentica versione del personaggio, grazie alla straordinaria interpretazione di Will Arnett, che aveva reso Batman indimenticabile già in The LEGO Movie, e al rispetto per l’essenza del personaggio.

Rispetto a The LEGO Movie, c’è solo qualche accenno al fatto che i due film siano ambientati nello stesso “metauniverso” (non voglio spoilerare), mentre abbondano i riferimenti a tutti i film precedenti su Batman e alla serie degli anni Sessanta, che forse è il riferimento principale. Geniale l’intuizione nel fare di Dick Grayson un ingenuo, irresistibile entusiasta della vita, che fa da polo opposto alla cupa, disperata, seriosità di Batman. Gli altri personaggi, da Joker ad Alfred in giù sono poco più di una carrellata di cameo più o meno riusciti, non senza alcune sorprese. Grande merito al fatto di essere riusciti a toccare in chiave comica tutti i capisaldi della letteratura di Batman (senza mai scadere nel ridicolo involontario tipo Batman Forever) , dal suo essere un eroe solitario (spassosa la scena con la Justice League) al dualismo con Joker (Zach Galifianakis, decisamente all’altezza del ruolo), che è l’altra grande intuizione del film. Tutta la trama, leggera ma originale, ruota infatti intorno all’accettazione dei propri sentimenti da parte di Batman, siano essi di affetto per gli amici, rispetto per gli alleati e sano odio verso i nemici. Il finale è caramello puro, ovviamente, ma non guasta: questo Batman è capace di crescere e superare i propri limiti, senza tradire lo spirito del personaggio. Nemmeno Nolan aveva osato tanto.

LEGO Batman – Il Film non ha l’effetto sorpresa di The LEGO Movie nè la sua geniale intuizione finale, ma mantiene uno standard elevato e soprattutto riesce a elevarsi a qualcosa di meglio di una semplice parodia per bambini. C’è molto mestiere e grande cura per i dettagli, qualcosa che forse anche Zack Snyder potrebbe tentare di imitare con i suoi supereroi in carne e ossa, se vuole sperare di avere successo.

Un appunto al doppiaggio (che ve lo dico a fa’?) GEPPI CUCCIARI doppia il commissario Barbara Gordon. Nell’originale era ROSARIO DAWSON. Considerazioni estetiche a parte (tanto è doppiaggio) Maria Giuseppina Cucciari detta Geppi è una che parla con un marcatissimo accento sardo, che a Gotham City, anche se fatta di LEGO, non c’entra veramente un cazzo, oltre al fatto che per saper doppiare, bisognerebbe saper recitare, o avere una lontana idea di cosa vuol dire prestarsi a un personaggio e non scavalcarlo. A Geppi Cucciari una volta hanno detto che era simpatica per non dirle che era una cozza e lei è arrivata fino a Zelig e alle pubblicità di Activia. Complimenti, non c’è che dire. Però, cara Geppi, che cazzo, un po’ di umiltà ogni tanto e dire : “non è il mio lavoro, lasciamo perdere”? Mai, mai una volta. A memoria un doppiaggio tanto fastidioso non si sentiva da Laura Morante ne Gli Incredibili (Ilaria d’Amico in Eragon me la sono risparmiata…)

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