NETFLIX HOUR: Hell or High Water

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Una pioggia di nominations (quattro ai prossimi Academy Awards), qualche premio e l’inclusione nei migliori dieci film del 2016 da parte del National Board of Review of Motion Pictures (insieme a pezzi grossi come La La Land, Arrival e La battaglia di Hacksaw Ridge). Un biglietto da visita di tutto rispetto per Hell or High Water , diretto da David MacKenzie (la cui filmografia non mi dice molto) e scritto da Taylor Sheridan (che ha scritto Sicario di Villeneuve e molti episodi della serie Sons of Anarchy), disponibile in Italia su Netflix da ottobre scorso .

Hell or High Water è un moderno western che non regala particolari emozioni, ma si fa apprezzare per l’alchimia tra Chris Pine e Ben Foster, nei panni dei fratelli Howard, rapinatori di piccole banche in missione per conto di Dio, e per la bravura di Jeff Bridges, che però è entrato nella fase della carriera dove ti fanno fare il poliziotto vicino alla pensione che ha sempre ragione. E’ una trappola, Jeff, scappa! Vabbè, sempre meglio che il remake di Tron.

Nonostante il film non sia di certo memorabile (il che la dice lunga sulla qualità media dei prodotti dell’industria cinematografica al momento), MacKenzie riesce efficacemente a calare un tipico contesto da film western (rapinatori affascinanti e sceriffi che li inseguono) nello scenario inquietante degli Stati Uniti contemporanei, quelli lontani dalle metropoli e dall’opinione pubblica, quelli in cui anche la gente per bene non sa più che fare e vota Trump. Mentre l’auto dei fratelli Howard sfreccia da una cittadina all’altra, i cartelli delle case in vendita e le scene di miseria umana riempiono un Texas mai così poco epico. Non c’è speranza nè redenzione, il sogno della frontiera si è capovolto, lasciando tutti a farsi giustizia da soli, in un modo o nell’altro.

Hell or High Water lascia una sensazione di sconforto, soprattutto se per quelle zone ci siete passati e sapete quindi che la rappresentazione della vita rurale americana è molto vicina a quella soffocante e opprimente che ne danno nel film. Ottime le interpretazioni principali, peccato per la sceneggiatura che non decolla proprio mai.

 

 

 

 

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