Sausage Party

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Se guardando il trailer di Sausage Party avete pensato che fosse un film del tutto idiota, non è colpa vostra: un film che parla di cibo che scopre con orrore la fine che fa il cibo, e di wurstel (maschi) arrapati che sognano di entrare nei panini (femmine). A Seth Rogen basta e avanza un’idea del genere per andare avanti ore, ma il problema vero è che se – messa così – il film sembra l’incubo di ogni dipartimento di marketing, è perchè quello di cui veramente parla il film è ancora peggio: è la tempesta perfetta di ogni dipartimento di marketing.

Sausage Party è un film di animazione da tenere lontano dalla portata dei bambini per il contenuto volgare e le esplicite e costanti allusioni sessuali, ma soprattutto una disarmante  metafora della condizione umana rispetto alle divisioni causate dalle grandi religioni monoteiste. Tutta un’altra cosa rispetto a quello che il trailer lascia intendere, una bomba a orologeria mascherata da farsa, in tempi molto bui rispetto alla tolleranza reciproca.

Ovviamente, la deriva scatologica è il marchio di fabbrica (e il grande limite, talvolta) della ditta Rogen & Goldberg (coadiuvati dalla solita banda, da Jonah Hill a James Franco, con l’apporto non indifferente di Kristen Wiig e Ed Norton) , pertanto ogni scintilla di approfondimento e di serietà viene spenta immediatamente da un torrente di demenzialità e volgarità e questo alla lunga pesa sul film. Tantissime sono le trovate geniali e gli inside joke, ma il capolavoro comico che sembra sempre alla portata dei due autori di 50/50, The Night Before e  The Interview non arriva nemmeno stavolta. C’è una differenza rispetto al passato, probabilmente frutto di una scelta consapevole:  la follia di certi comportamenti umani  è messa ancora più alla berlina dal tono leggero, dalla volgarità senza filtri e del character design cartoonesco e caricaturale. Se pensate che un film su wurstel  arrapato sia un’idiozia, allora pensate per un attimo alla gente che si odia e si uccide per imporre la propria visione di Dio. Invece di penalizzare il film, la consueta insistenza sulle solite scemenze a cui Rogen ci ha abituato ne rafforza il messaggio.

Rogen e Goldberg hanno avuto un coraggio raro e puntato altissimo (e fatto centro, per quanto mi riguarda), riuscendo a prendere una posizione netta – per quanto discutibile – su un argomento scottante e di estrema attualità, rimanendo fedeli al proprio stile. Se il finale sembra scegliere una soluzione molto banale alla questione è solo perchè l’aspetto erotico della faccenda è il più divertente e provocatorio su cui andare a parare, e poi non è certo Seth Rogen a dover fornire la soluzione ai problemi del mondo. 

Ah, un consiglio: non penso mangerete tranquilli dopo aver visto il film, quindi meglio guardarlo a stomaco pieno.

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