I miei 2 euro

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Leggo che già oltre 3000 sale in Italia hanno aderito all’iniziativa promossa dal Mibact e da ANICA che riduce il costo del biglietto, una volta al mese, a 2 euro. Iniziativa pessima e diseducativa, l’ennesima.

Pessima, perchè non è svendendo il cinema che si potrà riportare le persone a goderne davvero. Diseducativa, perchè una cosa che costa poco, solitamente, vale altrettanto. La percezione dell’esperienza cinematografica ridotta a economico passatempo per le sere che non si sa che fare (essendo la Roma uscita dalla Champions prima ancora di entrarci, il mercoledi le sale romane vedranno aumentare l’affluenza di sicuro, per esempio…) è quanto di più degradante io possa immaginare, per chi il cinema lo fa e per chi lo ama.

Ho scritto spesso della ineducazione e della maleducazione imperante nei multisala romani, ma è chiaro che il problema è più ampio, culturale: come la gente si comporta al cinema è forse la manifestazione meno rilevante del fenomeno di imbarbarimento collettivo che ormai ha colpito l’Italia. Le sale sono vuote perchè l’offerta è scadente e l’esperienza sempre meno gratificante. Se tre anni fa andavo al cinema almeno una volta a settimana, quest’anno forse in media ci sarò andato una volta al mese. Ho di meglio da fare che vedere l’ennesima americanata davanti a quattro dementi con l’iphone acceso che sono in sala solo perchè il bowling di fronte era chiuso, o i pensionati in libera uscita che discorrono amabilmente della trama di cui evidentemente non hanno capito un cazzo già dopo le prime due scene. La lenta morte delle sale di quartiere a favore dei multisala nei centri commerciali ha cambiato il pubblico di riferimento, che è diventato quello che fa fatica a concentrarsi, che non legge, che non segue, che non si interessa dei film in programmazione fino a quando non gli tocca comprare il biglietto, che d’estate va al mare e poi all’aperitivo invece che al cinema, come se fossero alternative, quello che ha bisogno della PAUSA RELAX al The Space. Hanno voluto questo pubblico, e ora lo devono rincorrere, regalandogli i biglietti, perchè non lo fidelizzeranno mai.

Non accetto nemmeno la motivazione del caro biglietti: un papà con due figli deve spendere 30 euro per andare al cinema, poverino, come fa. Fa così: se ha i soldi, ci va. Se non ha i soldi, non ci va, come per tutte le cose. E se ha solo 30 euro può comprare 5 film su amazon e vederseli a casa con i suoi figli. Oppure ci va di mercoledì. Oppure invoca una politica di sconti per famiglie (che peraltro penso esista pure, tra abbonamenti e tessere varie). E’ il papà appartenente al pubblico occasionale che ha il problema della spesa esagerata, non quello appassionato di cinema.

Il mercoledì a 2 euro è un altro giorno in cui starò a casa.

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