10 Cloverfield Lane

WS

L’avete visto? Da noi è uscito ad aprile scorso, ma non ricordo un gran battage pubblicitario.

Io l’ho recuperato sull’aereo, in ossequio al principio che essendo tempo perso a prescindere, posso autoassolvermi per qualunque scelta cinematografica di pessimo gusto. Non che la British Airways abbia un catalogo molto vasto o raffinato: la scelta era tra questo e Hail! Cesar dei Coen, che però voglio vedere su uno schermo decente e possibilmente senza l’odore appestante del pasto confezionato dei vicini di posto (odore peraltro identico tra Chicken e Pasta,  cosa che dovrebbe bastare a non toccarli nemmeno) . Io stavolta neanche ho abbassato il tavolino, in segno di protesta.

Il sigillo di qualità ce lo mette J.J. Abrams, che produce e che ha avuto l’intuizione di collegare allusivamente il film a quell’altra gran cacata di Cloverfield che avevamo quasi finalmente dimenticato. 10 Cloverfield Lane non è nè un remake, nè un reboot nè un sequel, solo che oggi se non sei parte di un franchise non sei nessuno: a Star Wars non poteva collegarlo (Skywalker Street?) , a Star Trek nemmeno (Klingon Boulevard?) , gli restava solo Cloverfield. Immagino la conversazione tra lui e il tizio della Paramount:

Abrams: Pronto , sono J.J. ho avuto un’idea, ovviamente geniale.

Paramount: Illuminaci, o Maestro, con una delle tue astute trovate per mezzo delle quali stai cercando in tutti i modi di diventare Spielberg.

Abrams: Allora ho pensato a quella fesseria di The Cellar. Il titolo non va, non acchiappa. Ci vuole un riferimento metacinematografico, un gancio, una strizzata d’occhi, un mistero da discutere su internet per mesi, pur di non parlare della qualità del film. Che franchise avete che non escono quest’anno?

Paramount: Ci sarebbero i Transformers e Mission: Impossible

Abrams:  Mamma mia, roba da carrettieri. Ci penso io, come al solito, dai: vi regalo Cloverfield. Lo chiamiamo Cloverfield Lane e impostiamo la campagna pubblicitaria su una possibile, remota connessione con l’altro film, che però spiegheremo solo nell’ottavo capitolo della serie, nel 2064.

Paramount: ma…veramente…

Abrams: sì. lo so, sono un genio maledetto. Anche oggi v’ho dato una lezione di cinema, marketing e comunicazione. Ricordatevelo al prossimo assegno.

E così deve essere andata. Anche stavolta nessuno l’ha contraddetto e The Cellar è diventato 10 Cloverfield Lane, a insaputa di cast e regista. Non è un pessimo lavoro e sia John Goodman che Marie Elizabeth Winstead sono ottimi, ma è un film dimenticabile e già visto, a cui il colpo di scena finale toglie qualcosa più che aggiungerla. Tutta la premessa (intrigante, per la verità) si basa sul fatto che abbiamo visto Pappa e Ciccia per anni, e non riusciamo a pensare a John Goodman come a una persona cattiva ( lo dice pure il nome), anche quando lo sembra davvero. Il gioco funziona per oltre metà film, poi parte il pilota automatico del finale abramitico e vabbè. Per un paio d’ore d’aereo basta e avanza.

Scherzi a parte, penso sia la prima volta che un franchise venga continuato esclusivamente via titolo. Non sarà un capolavoro di film (sempre meglio del Cloverfield originale, comunque), ma resta un caso più unico che raro, l’ennesima trovata inutile della carriera di Abrams.

J.J. caro, all’età tua Spielberg aveva fatto già Lo Squalo, tre Indiana Jones, E.T., Jurassic Park e pure Schindler’s List, e prodotto (tra le altre cose) Ritorno al Futuro, I Goonies e I Gremlins. Tu hai girato quattro sequel e Super 8, che è Stranger Things venuto male, e prodotto Cloverfield e altri sequel di quei quattro sequel. Fai tu i conti…

A proposito, in Pappa e Ciccia alla fine Dan (John Goodman) muore e si scopre che tutta l’ultima stagione era una fantasia di Rosie per elaborare il lutto. Ora non dico che sia proprio uguale, ma insomma, ci sono notevoli similitudini con la trama di 10 Cloverfield Lane, in caso vi foste illusi che J.J. Abrams avesse davvero prodotto qualcosa di originale.

P.S. sempre su Pappa e Ciccia, la cosa che erano napoletani se la sono inventata quei buontemponi degli adattatori italiani (evidentemente gli stessi che hanno trasformato in ciociare  le ruspanti ebree de La Tata ). Non c’entra nulla col film ma se siete arrivati fino a qui a leggere, almeno una cosa remotamente interessante da sapere ve la meritate.

 

 

 

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