10 ragioni per cui a me Gomorra proprio non è piaciuto

Gomorra

Giuro che non è una presa di posizione, né voglia di fare il bastian contrario. Gomorra l’ho visto e non mi è piaciuto per niente. Mentre tutti intorno a me ne subivano gli effetti collaterali (in maniera preoccupantemente simile a quella mostrata da The Jackal), io ne restavo completamente indifferente. Gusti, certamente: ma ho comunque provato ad analizzare questa mia indiosincrasia. Perché Romanzo Criminale mi mette ancora i brividi e mi dà dipendenza mentre con Gomorra ho fatto fatica a finire un episodio? La mettiamo in una top 10, che fa sempre la sua figura.

1) De Gustibus

Parto dai miei gusti personali, quindi il motivo più debole ma anche quello meno contestabile. Faccio sempre una gran fatica ad appassionarmi a una storia (film o serie che sia) in cui non ci sia un conflitto morale tra i personaggi. Se sono tutti buoni, tutti cattivi o tutti scritti da Paolo Sorrentino, non trovo proprio l’appiglio.

2) Il “realismo”

Io preferivo Romanzo Criminale. “Eh però Gomorra è più realistico”. E ‘sti cazzi, anche. A parte che ce ne sarebbe da dire sul realismo, visti e sentiti certi dialoghi, ma anche volendo, perchè dovrei annoverarlo tra le qualità? Per il realismo esistono i reportage e i documentari. La fiction si chiama così perchè è finta, e proprio per mezzo della finzione deve superare la realtà, non scimmiottarla restando però nel solco di quello che può essere trasmesso in prime time. Questo neorealismo di inizio millennio non ha niente di artistico, ma soprattutto non è realistico per davvero.

3) Le figurine

Nessuno tra i personaggi principali ha uno straccio di evoluzione: sono stereotipi cristallizzati sin dalle prime battute. Figurine dell’album Panini di Saviano: il boss, la femmena, il giuda, il boss rivale, il traditore. Non c’è movimento drammatico, crescita, conflitto interiore. Ognuno resta esattamente dov’è all’inizio, rispetto a se stesso. La pochezza umana dei soggetti raccontati è lampante, ma un’evoluzione non si nega a nessuno, in letteratura.  Questa caratterizzazione così statica me non funziona applicata ad un contesto narrativo, soprattutto se non si trova un contraltare all’altezza. Persino il pessimo Scialoja di Romanzo Criminale assolveva decentemente a questo ruolo, senza dover fornire per forza un modello positivo.

Non mi sfugge, sia chiaro, che l’intento di Gomorra è quello di raccontare un mondo chiuso, governato da un sistema di valori autoconsistente e calato in una realtà che non ammette via d’uscita e non propone alternative. Incentrare la storia su dieci personaggi che quando non parlano per aforismi si sparano in faccia è comunque troppo poco.

La crescita di Gennaro Savastano, unico spiraglio di movimento in due serie impantanate nella macchietta (il personaggio di Scianel è il capolavoro, sembra scritto direttamente dai The Jackal) , è un inesorabile avvicinamento ad un ruolo sociale che avrebbe comunque ereditato e anzi, nel momento in cui diventa un boss – per quanto sui generis – e smette di fare cazzate, si perde l’unica variabile impazzita della storia.

4) Repetita Juve

Che c’è di interessante (dal punto di vista drammatico) nella lotta tra gruppi di camorristi che procede indefinitamente uguale a se stessa? Lo stesso schema si ripete dalla prima puntata all’ultima per due serie intere, senza variazioni di sorta. Si minacciano , si alleano, si tradiscono, si tendono agguati, si sparano in testa, e via un altro giro, chi prima era in vantaggio deve ora recuperare e viceversa. Due serie intere. Aiutami a dire “che palle”.

5) Savianite

Se c’è una cosa che proprio non riesco a non notare è che tutto mi sembra terribilmente e chiaramente scritto e riscritto. Tutti i personaggi parlano solo ed esclusivamente per iperboli e frasi a effetto, come se avessero Saviano che gliele suggerisce nell’auricolare. Nella seconda serie, ancor più che nella prima, è una forzatura evidente, un limite enorme per una serie di cui si loda tanto l’approccio realistico. Ogni personaggio ha il suo momento “frase del giorno” con la quale uscire da una scena, una metafora con cui impreziosire una minaccia, una chiosa da far impallidire Winston Churchill. Passi la buonanima di Salvatore Conte, che poteva avere l’arguzia come caratteristica personale, ma che tutti, fino all’ultimo guaglione, siano macchine da aforisma mi pare una gran cazzata, un’esagerazione che non si sposa con lo stile e le intenzioni della serie. Anche sull’utilizzo del dialetto ho i miei dubbi, ma non essendo un esperto, me li tengo.

6) Nella prossima puntata…

Non c’è alcun colpo di scena che mi abbia fatto aspettare la puntata successiva con trepidazione, perché tutto è stato sempre estremamente prevedibile. Non c’è mai stata alcuna emozione in ballo, perché non ci può essere empatia con personaggi così perdutamente neri da non potersi nemmeno considerare antieroi o archetipi tragici (come ad esempio i protagonisti di Romanzo Criminale, o quelli de Il Padrino). Se l’unica attesa è per sapere chi ci lascia la pelle al prossimo turno, mi tengo Game of Thrones, almeno muoiono i buoni.

7) La docufiction

Gomorra soffre della stessa piaga dei romanzi di Saviano: la commistione tra verità e fiction, pensata in questo modo, indebolisce entrambe le componenti, invece di recare beneficio. La miseria umana raccontata è al di là di ogni immaginazione, ma i compromessi con le necessità drammaturgiche pesano tantissimo: è ovvio che tutti finiscano male perché  guai a scatenare istinti di emulazione: è comunque una produzione italiana che prende le distanze, forse inconsciamente, ma inevitabilmente dalla stessa storia che racconta, restando sospesa e incerta tra fiction, documentario e tv impegnata. Si resta a metà. Che ci resta di Gomorra? Le battute di Salvatore Conte da rivendersi con gli amici. Un po’ poco.

8) La qualità

Ma come, la RAI continua a proporre Don Matteo, l’agiografia di Luisa Spagnoli e Beppe Fiorello nell’ennesimo morto di Stato, Mediaset l’ultima fiction decente che ha fatto era Kiss Me Licia con Cristina d’Avena, e io mi metto a criticare Gomorra, che l’abbiamo (abbiamo?) venduto pure in America. E però non è che se la RAI e Mediaset continuano a fare Gli Occhi del Cuore, tutto smarmellato e pieno di cagne senza cuccia, allora per Sky ci lanciamo per terra appena mette una luce al posto giusto. Certo, della qualità tecnica di Gomorra possiamo non vergognarci (già di 1992 eviterei di parlare, però) e tentare di affacciarci timidamente sul mercato estero, tipo gattino che si affaccia timidamente sull’autostrada. A me però in tasca non  ne viene niente se Gomorra non sembra uno spot dei detersivi: non mi sembra nemmeno che tutti questi soloni dell’estetica cinematografica si pongano il problema quando vanno a vedere Zalone o I soliti Idioti, che tecnicamente fanno ribrezzo.

9) “Una bella commedia”

Cito Nanni Moretti in Aprile, che aveva capito tutto, poi ha smesso pure lui perchè si sentiva solo. Possibile che l’unica cosa che sappiamo fare è parlare di quello che è successo sotto casa? E’ così interessante la storia di Bartali o quella delle faide di Scampia, e non parliamo di 1992, che se inizio non la finisco più? Posto che non credo manco se scende Saviano dal cielo che c’è un intento di impegno civile dietro una produzione commerciale, veramente non c’è modo di uscire dal raccontarsi addosso la storia di un Paese che non conta pià niente dalla scoperta dell’America? Ma una bella cazzo di storia finta ma interessante, una serie horror, un thriller, una fantascienza, calata magari pure a Scampia, perchè no? Possibile che l’hype si monti solo per il nazionalpopolare di Don Matteo o lo sputtanamento cosmico di Gomorra, che hanno lo stesso approccio critico alla materia (cioè nessuno)? Boh, sarò strano io.

10) Gli attori

Last but not least, non m’è piaciuto nemmeno un attore, nemmeno per sbaglio. Sarà colpa della sceneggiatura, del regista, delle scie chimiche, di Saviano, sarà che non ci sono i toscani, ma che ne so, fatto sta che a me questo ostinato parlarsi solo e sempre a due centimetri dalla faccia e caricare senza distinzione ogni battuta di enfasi retorica e recitativa non mi ha convinto per niente.

Sto senza pensieri e mi riguardo Romanzo Criminale.

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