Batman V Superman

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Potrei usare tre parole, ma che gusto ci sarebbe.

Batman contro Superman, Superman contro Lex Luthor, Bryce Wayne contro Clark Kent, Batman e Superman contro Doomsday, Wonder Woman contro un paio di tette accettabili, Gal Gadot contro la recitazione, Amy Adams contro il tono muscolare, Zack Snyder contro la sceneggiatura, Capitan America contro Iron Man, Marvel contro DC, Warner contro Disney e tutti insieme appassionatamente contro il cinema.

Non c’è niente in questi film che faccia anche lontanamente pensare al piacere di creare qualcosa per intrattenere il pubblico. Con un film come BvS, in cui non c’è mai un momento di leggerezza , appare ancora più chiaro: la qualità non conta, conta l’hype, conta che tornino tutti per il sequel e nel frattempo affollino i social e facciano strisciare le carte di credito. Che il film sia orribile è un dettaglio, tanto è “too big to fail”: infatti tutti lo criticano  (tutti ne parlano), ma gli incassi volano. Prima o poi qualcuno tirerà fuori la pagliuzza corta del flop e il castello di carte inizierà a venir giù. Quest’anno è toccato ai film “young adult”, con la toppa di Divergent. Si è finalmente esaurita l’onda lunga di Harry Potter. Vediamo quando finisce quella di Iron Man.

Iniziamo dalla questione più tecnica: il dualismo Batman/Superman. Non c’è bisogno di costruirlo con l’intreccio, come ad esempio con quello tra Capitan America e Iron Man per Civil War. Nel caso delle due icone DC Comics, è connaturato ai personaggi: luce e buio, speranza e cinismo, sorriso e pianto. Se lo si trasforma in penombra / buio, ecco che poi intorno bisogna costruire altre due ore di cazzate senza alcun senso per tenerlo in piedi. E’ sempre Superman che non funziona, e non funzionerà mai, così. Non si può nolanizzare Superman, nè si può pensare che la lezione di Nolan sia stata quella di buttare una secchiata di vernice nera su tutto. E questa però è filosofia, interessa a pochi, e comunque è una mia opinione.

BvS non funziona perché Zack Snyder è un regista mediocre, l’equivalente dei giocatori che conoscono una sola giocata (e magari una volta ogni tanto funziona) o gli attori con una sola espressione. BvS inizia con cinque minuti di ralenti insopportabile, come se non bastasse è la moviola di una scena vista e rivista: l’omicidio dei genitori di Bruce Wayne. Si procede per altre due ore e mezza alternando ralenti e rallentamenti della trama, buttandola in caciara con sequenze oniriche, scene ripetute, Lex Luthor che imita Mark Zuckerberg, Superman così pensieroso che si dimentica che in montagna non gli serve il piumino (ma forse si chiede anche perché con tutte le donne del mondo si deve ciucciare Lois Lane con la faccia acquosa della sempre flaccida Amy Adams).

BvS non funziona perché gli attori non hanno chimica (o in alcuni casi non sono proprio capaci), ogni performance sembra pensata per reggere da sola, ma messe insieme non funzionano. La metà dei personaggi è infilata dentro per mandato aziendale, i cameo che rimandano al futuro sono buttati dentro in maniera così scolastica che qualunque fan avrebbe trovato una strada migliore. Il momento più basso è il sogno distopico di Batman: una visione onirica di un futuro cupissimo all’interno di un film fantastico ambientato in un presente altrettanto cupo. Una cazzata senza motivo di esistere, praticamente un trailer buttato nel mezzo di un film che stava già arrancando dopo un’ora. E se riesci ad arrancare avendo BATMAN e SUPERMAN insieme, beh, sei veramente un fenomeno. Anzi: uno studio intero di fenomeni votati al fallimento, non c’è altro modo di dirlo.

Quelli bravi vi diranno che è uno lavoro metaforico sul rapporto tra uomo e divinità. Non ve fate frega’, quelli bravi sono pagati. E chi li paga è pagato dalla pubblicità di BvS. Io che ho buttato due ore della mia vita (non sto arrotondando, ho mandato avanti veloce certi punti, tipo tutte le scene di Amy Adams) ve lo dico senza timori di smentita: ‘sto film è inguardabile sotto qualunque punto di vista, non regge né come intrattenimento né come metafora, non prende né allo stomaco né alla testa, non diverte e non coinvolge.

Potevo usare tre parole: è una merda.

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