The X-Files (episodio 6 ) Season Finale

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Dopo aver completato la visione di questo mini revival, mi viene in mente Woody Allen (da Io e Annie): “C’è una vecchia storiella. Due vecchiette sono ricoverate nel solito pensionato per anziani e una di loro dice: “Ragazza mia, il mangiare qua dentro fa veramente pena”, e l’altra: “Sì, è uno schifo, ma poi che porzioni piccole!” Ecco, The X-Files è stato così: discutibile, inutile, convoluto, affrettato, girato male….e troppo corto, cazzo!

Il cartello a fine sigla recita un incoraggiante This is the End, ma non c’è da illudersi. E’ solo la prima delle tante ovvietà che Chris Carter infila in quest’episodio: ci dice che è l’ultima puntata.

Il finale di stagione riprende i temi della premiere, incastrandosi anch’esso nella mitologia tanto cara ai fan. Purtroppo, il risultato è una sorta di b-movie di pessima fattura, zeppo di voli pindarici e incongruenze, che nulla aggiungono alla saga, portandola anzi verso un pericoloso punto di non ritorno. L’impressione è che Chris Carter  abbia lavorato isolato rispetto agli altri sceneggiatori, perchè altrimenti non si spiega il motivo per cui per sei settimane Mulder e Scully siano stati con le mani in mano a cazzeggiare con lucertole giganti e line dancing invece di indagare sulla cospirazione emersa nel primo episodio, salvo affrettare tutte le indagini dopo l’inizio della pandemia (e ovviamente non riuscire a concludere niente prima dei titoli di coda).

Gravissima incongruenza per una mini di sei episodi, di cui quattro del tipo “monster of the week” e due  “di sostanza”, ma sconclusionatissimi, a fare da cornice. Sarebbe stato meglio unire le due puntate in un finale in due parti, forse o approfondire un po’ di più, considerando anche la scelta del cliffhanger finale. Era così difficile fare una stagione da dodici puntate?

Ancor più grave dell’inconsistenza interna dello show è la pessima qualità degli episodi curati da Chris Carter, che deve essersi ispirato alla qualità dei prequel di Lucas, in tema di revival. I dialoghi e la narrazione delle puntate 1, 5 e 6 sono davvero ingiustificabili per una serie tv del budget e dell’importanza di X-Files. La prosaicità e la sciatteria di immagini e parole lasciano davvero poco ai commenti, e la speranza è che eventuali sequel non vedano  Carter coinvolto in prima persona nella lavorazione, o che qualcuno gli insegni a lavorare anche con le sfumature e il sottinteso e non solo con l’evidenziatore giallo che si illumina anche al buio.

Tutto sommato,  accoglierò con gioia la notizia di una stagione 11, perchè la scena finale non può essere solo un omaggio ai finali sospesi delle stagioni classiche (quando però si era certi di una nuova stagione!) e perchè quattro episodi su sei sembravano tendere ad una chiusura per Mulder e Scully che ci è stata ancora una volta negata e che ora voglio vedere.

Ultima considerazione: pare che per la stagione 11 il problema maggiore sia incrociare le agende di Duchovny, Anderson e Carter il lapalissiano. Non capisco: non è che negli ultimi dodici anni questi tre siano stati così richiesti da non potersi permettere un altro po’ di episodi, dai…

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