The X-Files (ep. 1 e 2)

thexfiles

 

Sono tornati Beverly Hills 90210, i Take That con Robbie Williams, i Take That senza Robbie Williams, Jurassic Park e il Winner Taco. Potevano mancare Mulder e Scully?

Iniziato nel 1993, The X-Files dura 9 stagioni, più uno spin-off (birra pagata a chi se lo ricorda) e un film al cinema (che poi era solo un puntatone lungo), prima di concludersi in maniera affrettata e stanca, tirato per le lunghe ben oltre il dovuto, lontano dalle premesse iniziali e dalla qualità che lo ha contraddistinto almeno nelle prime quattro stagioni. Un secondo film nel 2008 invece di dare degna conclusione alle varie sottotrame lasciate in sospeso scontenta tutti ancora una volta e sembra la pietra tombale sul franchise che nel bene e nel male ha tracciato la strada di tutto quello che c’è stato dopo.

Nel 1993, nonostante l’esperimento semiriuscito di Twin Peaks, le serie TV sono ancora Tequila & Bonetti, i Robinson e MacGyver (entrambi conclusi nel 1992). FRIENDS arriverà l’anno dopo, i supereroi sono Lois & Clark  in TV,  Batman di Tim Burton al cinema, nelle sale nel 1993 dominano Jurassic Park e Schindler’s List, con Spielberg che ridefinisce tutto lo spettro dell’intrattenimento. Oh, io di X-Files compravo le VHS originali contenenti gli episodi clou. 24.900 lire a VHS, mica bruscolini.

Nel 2016 viviamo ancora l’onda lunga di LOST (che con X-Files condivide sia pregi che difetti), adesso anche le sit-com hanno premi Pulitzer alla sceneggiatura e premi Oscar in regia, il confine si è assottigliato, quasi annullato: da Dexter a Game of Thrones, la lista è lunga, forse pure troppo. Al cinema ci sono solo supereroi del cazzo, Batman lo fa Ben Affleck. Spielberg ancora se la cava, dai. Io mi sto liberando pure dei DVD (a proposito, se qualcuno ne vuole…)

La verità è ANCORA là fuori. Dai cazzo. Eccitazione a palla, facciamogliela vedere a ‘sti deficienti che si sono ingrifati per quella cazzata di LOST e poi ci sono rimasti male che non gli hanno spiegato l’orso polare. Altro che le Bahamas con quella topa di Evangeline Lilly: noi ci siamo sorbiti Vancouver e l’orrore della provincia americana con vampiri, indemoniati, alieni, bambini rapiti, mostri veri e presunti, insabbiamenti, dischi volanti, l’olio nero, Alex Krycek e la nicotina dell’uomo che fuma, con Gillian Anderson in 4:3 vestita come la preside delle medie:

Lost

So’ boni tutti a fare i naufraghi così

 

Dana-Scully

Questo è quello che passava il convento nel 1993

E’ il momento della riscossa. The X-Files è tornato e pure Gillian Anderson s’è data una sistemata. E’ ora di rimettere tutti al loro posto e ricordare una buona volta chi ha iniziato a fare televisione seriamente.

Problemino: nell’ultima puntata, però, Mulder e Scully sta verità là fuori la scoprivano eccome: la fine del Calendario Maya (21 dicembre 2012) avrebbe segnato l’inizio dell’invasione aliena coperta per decenni dal Governo Americano. Cazzi amari, insomma. Finale aperto (non fregava più a nessuno comunque), magari non soddisfacente, ma poi vediamo: vuoi mettere che da qui (era il 2002) al 2012 non ci fanno almeno un film? Appunto. Puntualmente superata la data fatidica senza battere un colpo, il nuovo X-Files aveva da smarcare questo insignificante snodo: dove cavolo sono gli alieni, quattro anni dopo la presunta fine del mondo? Si sono iscritti su Twitter e hanno perso tempo?

E’ il problema dei sequel non necessari e non programmati. Bisogna disfare prima di poter fare di nuovo. Il primo episodio (di sei…) della nuova miniserie affronta la questione, ma non si può dire che ci riesca benissimo: Mulder ci fa un po’ la figura del pollo e, personalmente, mi sento anche preso un po’ in giro, dopo tutto questo tempo. Non spoilero, ma gli alieni non sono arrivati per un motivo preciso (non Twitter), che mi fa un po’ incazzare: per nove stagioni (tranne un paio che mi ero già rotto le palle) ho sospeso l’incredulità e creduto, VOLUTO credere. E ora cazzo non voglio più credere, mi devi convincere tu. E partiamo male, perchè non è più il 1993. Mi devi convincere come hanno fatto Game of Thrones e Breaking Bad, non come i Chips e Star Trek Voyager.  Ho aspettato quindici anni, non te la puoi cavare con Joe McHale che fa fare a Mulder la figura del coglione.

Il secondo episodio torna sui binari degli episodi autoconclusivi (benchè sia legato al personaggio di William) e ogni tanto sembra di nuovo X-Files, c’è persino il vicedirettore Skinner. Niente di memorabile, ma aspettiamo a giudicare.

Il risultato è uno strano ibrido di televisione anni Novanta e televisione moderna, tipo gli ibridi alieno/umano tanto cari alla mitologia della saga: i difetti di entrambi i tipi di tv ci sono tutti, sui pregi ancora c’è da lavorare. Con sole quattro puntate davanti, la vedo dura. Ma voglio crederci.

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