The Revenant

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Caro Leonardo,

scusami per lo scarso preavviso, ma purtroppo dobbiamo rimandare anche quest’anno. Spero tu non interpreti questa scelta come un accanimento nei tuoi confronti, anche se ammetto che le altre volte è stata quasi sempre colpa mia. Lo sai come funziona, d’altra parte. Se tu cerchi di vincermi dopo aver interpretato un criminale ricco e cocainomane, facile che mi trovi impegnato con uno meno bravo di te ma che magari ha fatto un gay tossicodipendente mezzo ebreo e mezzo indiano d’America, tratto da una storia vera.

Sono fatto così, non resisto al fascino delle minoranze vessate e delle malattie terminali. In fondo sei tu che insisti, non dovrei giustificarmi. Fatti furbo anche tu, però, una buona volta.

Stavolta però è solo colpa tua, fattelo dire. Era tutto pronto per te. Avevo anche affittato un paio di bionde abbronzate di quelle che solitamente  ti spupazzi, per festeggiare e scusarmi del ritardo. Però ‘sto The Revenant non l’ho proprio capito. Cioè mi vorresti vincere con un grizzly in computer grafica e un pesce crudo che, scusami, ma sembravi Gollum. E poi senti, ‘sta cosa della carne cruda non si capisce. Non potevi arrostirla sul fuoco che avevi vicino? O proprio sono gusti tuoi? Io capisco che girare a meno 30 è impegnativo, ma a me che me ne frega?  Secondo te quando è venuto Dustin Hoffman è stato perché aveva avuto freddo a girare Rain Man? No: gli è bastato fare quella cosa di chi gioca in prima base e contare due stuzzicadenti.

Poi, ma che si scrive così, una storia di vendetta? Lo so che non è colpa tua, ma dopo tutto questo tempo, avresti dovuto insistere su qualche snodo narrativo in più e qualche campo lungo in meno. Magari se il personaggio avesse perso l’uso delle gambe, che ne so, avresti avuto qualche chance. Lo so che vai in giro a dire che non ti interesso davvero, ma anche togliendo me per un attimo dal discorso, ‘sto film è una gran palla. Mi sa che ho fatto una cazzata l’anno scorso con Alejandro per quella patacca di Birdman, ora s’è montato la testa e pensa di essere Malick. Mai avrei pensato che avrebbe fregato te, di rimando, un po’ mi sento in colpa.

Dico, l’hai visto Redmayne che faceva Hawkins l’anno scorso? Lo so che da piccoli ci dicevano che non si imitano i portatori di handicap, ma io proprio non resisto. C’avevo un amico al liceo, un certo Antonello, che era bravissimo a fare lo spastico. Sarà per quello, vivo di ricordi.

Redmayne s’è vestito da donna quest’anno, e Cranston se la gioca col senso di colpa atavico dell’Academy. La vedo nera per te. Vado a disdire le bionde.

Sarà per la prossima volta.

Senza rancore,

Oscar

 

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