Star Wars Episodio VII – MENO UNO (1!!): Episodio VI Return of the Jedi

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Una notte ci separa da The Force Awakens. Stanotte possiamo ancora sognare con candore che Abrams ci restituisca il mito di Star Wars e ci faccia dimenticare Jar Jar. Se andasse male, da domani sarebbero solo sogni molto amari. Tipo quando sogno che ho ancora i capelli (lunghi).

Partiamo dalla fine (spoiler, vabbè): festa in tutta la Galassia, l’Imperatore è morto, Darth Vader anche e Luke ha baciato sua sorella che però lo sapeva, dalla forza emergono fantasmi strani, uno sembra Hayden Christensen, ma solo se si guarda il dvd. Queste sono le premesse da cui parte The Force Awakens. Nella nuova timeline disegnata dalla Disney, tutto ciò che è stato raccontato nell’Expanded Universe non conta più nulla, sia che fossero racconti di raccordo tra un film e l’altro, sia che fossero storie ambientate dopo Il Ritorno dello Jedi. Dopo la battaglia di Endor ci sono il romanzo “Aftermath” e il fumetto “Shattered Empire”, di recente pubblicazione. Niente di trascendentale. Tutto il resto è territorio (ancora per pochissimo) inesplorato.

Torniamo indietro. Nel 1999 Lucas annienta i suoi fan con The Phantom Menace. Infantile, sconclusionato, noioso, ridicolo. Gli insulti si sprecano e a qualcuno ancora non è passata. Lucas si giustifica dicendo che è un film per bambini, e infatti ai bambini Jar Jar piace. Lucas  deve essere passato al lato oscuro, in un qualche momento tra il 1983 e il 1999. O no?

Il Ritorno dello Jedi conclude in tono minore la trilogia classica, non riuscendo a eguagliare la drammaticità de L’Impero Colpisce Ancora. Per un momento, però,  immaginate Wookie al posto di Ewoks, una sorella Skywalker che non sia Leia, un finale più amaro per Luke (solitario su  Tatooine o addirittura passato al lato Oscuro), magari Han Solo morto eroicamente a inizio film. Sono idee scartate, emerse nei decenni attraverso interviste spesso contraddittorie a Lucas (che ogni volta che glielo chiedono cambia il numero di film che aveva inizialmente in mente) ed altri che hanno lavorato alla produzione. “Revenge of the Jedi“, come doveva essere originariamente intitolato, poteva essere un film ben diverso, poteva essere davvero un altro Impero Colpisce Ancora. Lucas ha sempre detto che Star Wars è un tentativo di replicare i serial della sua infanzia, tipo Flash Gordon, destinato ai ragazzi delle nuove generazioni. Non una saga dark per adulti, non fantascienza, non qualcosa che cresca insieme al suo pubblico. E allora Ewoks e fuochi d’artificio per tutti. Per quanto discutibile, la scelta va rispettata: è la visione dell’artista. Sull’esecuzione, invece, si può dire parecchio. I cambi in corsa di sceneggiatura sono palesi e gestiti male: il goffo “da un certo punto di vista” di Obi-Wan per giustificare la balla su Vader, ma soprattutto Leia “Skywalker” sono passaggi che non giovano in alcun modo alla risoluzione del film, e Yoda viene eliminato forse troppo presto, visto che poi per il resto del film non succede moltissimo, fino al gran finale.

La redenzione di Darth Vader è comunque toccante e il finale lascia presagire il ritorno della pace nella galassia. Morto l’Imperatore, del resto…e invece no, la Forza deve ancora risvegliarsi, dopo trent’anni.

Non manca l’ultimo scherzo di Lucas, quello sui fantasmi della Forza, che incasina per sempre la scelta sull’ordine giusto in cui vedere i film. Se volete vederlo in DVD o Blu-Ray, vi tocca la faccia beffarda di Hayden Christensen che vi ricorda la tragedia dei prequel.

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Oggi niente compiti a casa, niente ripasso, anche se sarebbe di buon auspicio rivedersi lo Star Trek di Abrams, manuale  di salvataggio di franchise che sembrava inesorabilmente affondato. Tra l’altro, ieri è uscito il trailer di Star Trek Beyond, terzo capitolo e primo non diretto da Abrams, ma da Justin Lin (Fast & Furious…) . Già dal trailer si nota la tragica differenza, quindi oggi sono ottimista, se il trucco gli riesce bene anche solo la metà, è fatta. Siamo nelle migliori mani possibili…se non fosse per quei guanti gialli e quei pantaloncini rossi…

 

 

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