Visti al volo (e indice di abbiocco)

Quando si parte ci sono tre domande fondamentali. 1. Mi arriveranno i bagagli a destinazione? 2. Ho contato bene le mutande? 3. Ci sarà lo schermo sul sedile davanti? Per me, la terza è la più importante, anche perchè se poi non ti arriva la valigia, puoi anche aver contato bene le mutande, ma sempre te le devi ricomprare. Lo schermo, questa volta, c’era. Il catalogo era vario e interessante, ma ormai c’ho un’età e non riesco a sorvolare l’oceano come ai bei tempi, e devo anche dormire qualche ora. Il conto totale dei film visti per intero ammonta solo a 6, quindi. Per rendere le cose più interessanti ho aggiunto per ognuno un indice di abbiocco, la misura cioè di quanto la visione del film favorisca un sonno profondo anche da seduti e in quota.

FOCUS

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Margot Robbie al momento vale la pena anche di sorbirsi La Stangata versione Will Smith, che quando non fa Men In Black è tipo un buco nero (ops) che assorbe tutto il film e non ne lascia passare nulla all’esterno. Un film con Will Smith è Will Smith che fa Will Smith, parla come Will Smith, si muove come Will Smith. Avete presente, no? Focus è una mezza palla vista e rivista, sorretto dalla speranza di vedere nuovamente la Robbie nuda come in The Wolf of Wall Street. Non accade.

Indice di Abbiocco: 4/5 se lo vedete subito dopo il decollo, forse riuscite ad arrivare alla fine. Altrimenti, vi accompagnerà tra le braccia di Morfeo e vi farà perdere il passaggio del carrello degli snack.

 

 

I PINGUINI DI MADAGASCAR

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Lo ammetto: ho riso – in certi punti – così tanto da dover mettere in pausa. Però. Non capisco quale sia il pubblico di riferimento, ma spero non siano i bambini. E’ un film divertente, solido, tecnicamente ineccepibile (anche se dallo schermo dell’aereo non è che potessi apprezzarlo molto), ma tradisce una tale mancanza di innocenza da fare quasi male. L’universo dei Pinguini di Madagascar ha senso solo se calato nella realtà che continuamente cita, è un gioco continuo di rimandi più o meno espliciti alla cultura (?) contemporanea, pensato per funzionare nel momento in cui esce e non per durare negli anni e fare da ponte tra la fantasia dei bambini di oggi e quella dei loro figli. E’ un discorso da vecchi, lo so, ma non lo farei mai vedere a un bambino.

Indice di Abbiocco: 2/5 fa troppo ridere nella prima mezzora per consentire l’abbiocco, poi si assesta sui soliti binari ma rimane comunque abbastanza fracassone per tenere le palpebre aperte.

 

ASSASSINATION CLASSROOM

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I più attenti magari conoscono il manga o l’anime, io non ne avevo mai sentito parlare (sto invecchiando, è evidente). Un mostro a forma di polipo minaccia di distruggere il pianeta, ma offre una possibilità alla Terra: insegnerà in una classe di liceo a un gruppo di alunni poco brillanti tecniche varie di uccisione. I ragazzi avranno quindi la possibilità di sbarazzarsi del mostro come esame finale. Geniale nelle premesse, divertente nell’esecuzione, folle al punto giusto e – ovviamente – sconclusionato come piacerebbe al maestro Miike, è un film da recuperare a tutti i costi.

Indice di Abbiocco: 1/5 L’audio giapponese non aiuta, ma è un film talmente delirante che risulta praticamente impossibile lasciarlo a metà. 

FAST 7

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E’ il primo film della serie che vedo, merito della condizione in cui mi pongo quando scelgo i film sull’aereo: se è un film che non vedrei mai al cinema, ma nemmeno a casa, perchè so che è una perdita di tempo, è il film perfetto per l’aereo, dove tanto non è che ci sia molto altro da fare o posti dove andare. Mi sono sempre rifiutato di vedere Fast And Furious perchè non ne ho mai capito il fascino. Fast 7 però si porta dietro la triste storia di Paul Walker, morto durante le riprese, che ha costretto la produzione a variare la seconda parte del film per chiudere la storia del suo personaggio. Il finale, con un sentito omaggio quasi metacinematografico, è molto toccante. Il film va, accumulando cavolate, spacconate e scene spettacolari. Non è quello che mi ha fatto venire più sonno

Indice di Abbiocco: 2/5 Saranno anche veloci e furiosi, ma è tutto abbastanza monocorde. Se avete la pancia piena, potrebbe essere un buon aiuto per una pennica.

INTO THE WOODS

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Si può dire che un film con Meryl Streep fa schifo o mi tolgono il patentino da blogger? Perchè questo Into the Woods, una rielaborazione in chiave musical di diverse fiabe classiche è una bella cacata disneyana, un altro mattone sulla strada sempre più tortuosa che porta a Episodio VII e che non ci fa stare affatto tranquilli. E basta con Johnny Depp che fa sempre le stesse smorfie.

Indice di Abbiocco: 4/5 Cantano pure una serie di nenie dimenticabili…meglio dello Xanax.

E FUORI NEVICA

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No, non faceva parte della programmazione della Japan Airlines. Ce l’avevo sull’ipad. Dopo vent’anni Vincenzo Salemme ha riunito il suo nucleo storico e rimesso in scena quella che è forse la sua opera teatrale migliore, ma anche quella meno adattabile a film. Privo del ritmo e della cattiveria dell’originale, diluito con un paio di sottotrame che allungano il brodo, ma comunque molto godibile soprattutto grazie al solito, grandissimo Nando Paone, E Fuori Nevica conferma che Salemme è più a suo agio su un palcoscenico che dietro e davanti a una macchina da presa.

Indice di Abbiocco: 2/5 Il ritmo è un po’ basso, ma se non conoscete la commedia originale, difficile che vi annoi

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