Not In Kansas Blog Awards 2014 – parte 2: TOP & FLOP

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Dopo l’assegnazione dei premi speciali, sotto con gli ambitissimi AWARDS. Sia chiaro: è un gioco. Non credo alle classifiche e ai voti (e infatti non ne trovate su questo blog), e quest’anno per me è stato l’anno del divano di casa e delle serie TV. Magari servono dei premi a parte…

Categoria: Miglior Opera Prima

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Smetto quando voglio aveva l’award in mano, ma non si possono ignorare Melbourne e St. Vincent, contendenti dell’ultima ora. St. Vincent è uno showcase di Bill Murray , senza il quale non credo che il film mi sarebbe piaciuto. Ritira il premio, a sorpresa,  Melbourne di Nima Javid.

Dalla recensione: “Il film si mantiene in equilibrio, sull’orlo del baratro, e ricorda per certi versi “Nodo alla gola” di Alfred Hitchcock per il modo in cui la tensione è gestita per tutto il film e per l’ambientazione domestica che diventa sempre più claustrofobica con lo scorrere dei minuti.”

La recensione di Melbourne è QUI
Categoria Spinaceto (Me pensavo peggio)

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Ritira il premio: EDGE OF TOMORROW. Non gli avevo dato due lire quando è uscito, ma la versione per online gamers di Ricomincio da Capo ha il suo perchè: un ottimo duo di protagonisti e un gran ritmo. Popcorn movie, ma in senso buono. Divertentissimo.

 Categoria: (ri)animazione

 

animazione

Se questo post esce così a ridosso della fine dell’anno è perchè ho aspettato di vedere Big Hero 6. La Disney conferma la sua crisi di identità, nell’anno in cui Dreamworks conferma di aver capito come bilanciare quantità e qualità. Mi sono perso i Pinguini, ma Mr. Peabody e Sherman e Dragon Trainer 2 sono ottimi film, il primo più per bambini, il secondo più maturo. Anche con tre film all’anno si possono ottenere grandi risultati. Boxtrolls (LAIKA studios) segna un passo avanti rispetto a Paranorman, che partiva da migliori premesse ma aveva poco ritmo. Più semplice, più compatto, e con una delle migliori scena post credits di sempre. La sorpresa resta THE LEGO MOVIE : era molto più facile sbagliare, era molto più facile tradire lo spirito dei LEGO o non riuscire a portarlo sul grande schermo. Invece, in maniera stupefacente,  Phil Lord e Christopher Miller ci hanno regalato un gioiellino. E’ stato un ottimo anno, in fondo, e c’è Si Alza il Vento  che è troppo fuori categoria per includerlo qui.

Categoria: Interessamento del crociato anteriore

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In ogni multisala che si rispetti c’è la “sala vagone”. Si entra, ci si siede e si ha la sensazione che debba passare il controllore. Ci sono poche file di sedie, progettate da qualcuno che non aveva idea che da seduti le gambe sporgono dal bordo della seduta, la sala è più larga che lunga, lo schermo sembra quello dell’iphone. Visto da lontano, anche. Generalmente, in queste sale vengono proiettati i film distribuiti quasi per errore. I migliori, insomma. Le nominations vanno a:

Locke di Steven KnightSnowpiercer di Bong Joon-Ho – Frank di Lenny Abrahamson – St. Vincent di Theodore Melfi – Stories We Tell di Sarah Polley Melbourne di Nima Javid

I migliori film indipendenti che ho visto quest’anno. Se Locke e St. Vincent traggono la propria forza soprattutto dalle interpretazioni dei due protagonisti principali (Tom Hardy e Bill Murray), e di Melbourne ho già detto, Frank, Stories We Tell e Snowpiercer sono sicuramente i film più sorprendenti dell’anno. Per ragioni molto diverse: Snowpiercer è un esperimento riuscitissimo di sincretismo cinematografico (il kolossal orientale con la recitazione occidentale), Stories We Tell è un curioso “autobiopic” che nasconde un lavoro sull’identità, la famiglia e la memoria. Non perfetto, ma ammirevole. Frank è una commedia cattiva, magari sconclusionata, ma molto interessante, con un Micheal Fassbender incredibilmente espressivo nonostante sia sempre nascosto da un mascherone di cartapesta. Vedere per credere. E Domnhall Gleeson non sbaglia un colpo. Senza vincitori, ma soprattutto senza vinti: vedete questi film e basta.

Categoria: Copia e Incolla

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Anche quest’anno concorrenza agguerritissima: quando si è saputo dell’uscita di Scemo e più Scemo 2 e The Expendables 3, alla Sony volevano posticipare The Amazing Spider-Man 2 per paura di perdersi l’award in questa categoria. Davvero: è in una delle mail che gli hanno hackerato. Invece poi s’è scoperto che Jim Carrey fa ancora ridere, Stallone mena ancora forte e Spider-Man fa ancora schifo. Ma fa davvero più schifo delle Tartarughe Ninja con le narici o dell’ennesimo nano che corre nelle caverne della Terra di Mezzo? No, in effetti. Allora facciamo che Sin City 2 lo salvano chiappe,  tette e Christopher Lloyd, Tartarughe Ninja lo salva qualche battuta divertente e X-Men lo salva Hugh Jackman, come sempre. Salvate il soldato Spider-Man, sempre meno Amazing, che ritira il premio. Sospiro di sollievo per la SONY.

Dalla recensione: “The Amazing Spider-Man 2 ha tutti i difetti del primo capitolo: narrazione incoerente, colpi di scena senza senso, implausibili laboratori nelle fogne. E voi mi direte: e basta fare il nerd, potevi non andare al cinema. E invece no, perchè il difetto principale del film è quello di avere un personaggio principale insopportabile, vanesio e immaturo – impossibile da amare. “

CATEGORIA: GLI INTOCCABILI (top  5 peggiori film)

In ordine sparso, non ci perdo troppo tempo, che se penso al totale delle ore spese per vederli mi sento male:

FROZEN: Qualcuno mi spieghi perchè questo film ha ottenuto incassi stratosferici, per me rientra tranquillamente tra i peggiori 5 Disney di sempre. Fiacco, sconclusionato, senza struttura, senza ruoli ben delineati, con numeri musicali pessimi, che mi fanno essere grato per essere cresciuto a pane e “In fondo al Mar” o “Questo il mondo fa girar”. Non lavorerò mai alla Disney, mi pare evidente.

TRANSCENDENCE: tutto il peggio della peggior fantascienza applicato al peggio della pigrizia di scrittura. E’ l’idea platonica di fantascienza deteriore, in assoluto il film che mi ha irritato di più.

ARANCE e MARTELLO: spiace infierire su Zoro, ma il cinema è un’altra cosa e la sua (di)visione politica non racconta che se stessa. Fuori tempo e fuori fuoco.

UNA DONNA PER AMICA: mi ha ispirato la miglior recensione da tanto tempo a questa parte, ma il film è inguardabile, nonostante la Casta, che invece è sempre guardabilissima.

THE AMAZING SPIDER-MAN 2: bruciare un patrimonio come Spider-Man è davvero difficile. Eppure. L’unica cosa positiva è che la SONY ora sta pensando di restituirlo (almeno creativamente) alla Marvel. Dove potranno distruggerlo in nuovi e più spettacolari modi, un po’ come hanno fatto nei fumetti.

CATEGORIA: FLY ME TO THE MOON (top 3 film )

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L’impietosa definizione dell’anno scorso non poteva applicarsi ai tre migliori film del 2014, che ritengo tre capolavori. Il migliore in assoluto è il film di Miyazaki, ma nemmeno avrei dovuto specificarlo: ha un respiro più ampio e un senso che va molto al di là della rivendicazione del cinema come esperienza (Interstellar) o come mezzo per rappresentare sinesteticamente l’eccesso sfrenato (The Wolf of Wall Street).

FUORI CONCORSO: Lei di Spike Jonze – non me lo sono dimenticato, e sarebbe sicuramente il quarto film dell’anno, forse farebbe scendere Nolan dal podio. Solo che l’ho visto nel 2013. Fuori concorso anche Synecdoche, New York di Charlie Kaufman, film bellissimo del 2008, uscito quest’anno per speculare sulla prematura dipartita di Philip S. Hoffman.

THE WOLF OF WALL STREET

“E’ una lezione di cinema. In secondo luogo, non si può non apprezzare la capacità di elaborare, anche grazie a delle straordinarie interpretazioni, una vicenda umana singolare negli eventi, ma universale moralmente. Non abbiamo bisogno di possedere uno yacht per immedesimarci o per capire, così come non dobbiamo essere grandi registi per apprezzare un capolavoro.”

INTERSTELLAR

“Inception prima, ma soprattutto Interstellar sono la dimostrazione che un altro cinema è ancora possibile, a patto di accettare la sfida dell’ignoto, la possibilità della sconfitta, una partita sul piano intellettuale ed emotivo oltre che su quello dell’intrattenimento.  Nolan vuole farci tornare spettatori, esploratori di realtà che si aprono ai nostri occhi per qualche ora e poi germogliano nella nostra fantasia per anni, invece della vuota esperienza seriale in cui si è trasformato il cinema di massa.”

SI ALZA IL VENTO

“L’elemento di Si Alza il Vento è senza dubbio l’aria in cui gli aerei volano, che simboleggia anche lo spirito che crea i sogni e dà linfa all’uomo. Ogni volta che il vento si alza, ricorda a tutti di provare a vivere nonostante tutto quello che accade e che ci tiene legati alla materia, alla vita che ci scorre tra le dita, al tempo che passa.”

Se questa fosse stata una TOP 10 non avrei potuto tralasciare  L’Amore Bugiardo, Saving Mr. Banks, Inside Llewyn Davis, The Grand Budapest Hotel, Il Capitale Umano e 12 Anni Schiavo.  Come dice il mio amico Stefano: un’ottima annata.

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