Not In Kansas Blog Awards 2014 – parte 1: FUORI CONCORSO

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L’anno scorso mi lamentavo delle poche (61) prime visioni, non sapendo che quest’anno sarebbero state poco più della metà. Ai miei pochi ma affezionati lettori, pertanto, risparmio anche stavolta il tabellone di fine anno, che se metto migliori e peggiori 10 a momenti si rischia di avere sovrapposizioni. Riprendo pertanto le categorie dell’anno scorso:

FUORI CONCORSO – Sezione “Che Dio Vi Strafulmini”

La Categoria Gestori ed Esercenti (vincitore uscente) purtroppo quest’anno, complice la mia apatia cinematografica, ha avuto poche occasioni per dare prova di sè, e il premio va alla tribù di australopitechi che adatta e doppia i film, che ci ha devastato le orecchie con inflessioni dialettali (Frozen in napoletano), interpretazioni sconcertanti (la signorina Catania per Ellen Page in X-Men la prima che mi viene in mente) e adattamenti in italiano approssimativo (“The rest of us” tradotto con “Il resto di noi” in Tartarughe Ninja, ma anche Winter Soldier aveva belle perle). Ritirano il premio imbottito di tritolo, DOPPIATORI e ADATTATORI

 

FUORI CONCORSO – Premio Speciale della Giuria

Ritira il premio BILL MURRAY, che ho avuto il piacere di vedere 5 volte  quest’anno, nemmeno fossimo negli anni ottanta. Miglior attore protagonista (GHOSTBUSTERS, St. Vincent), miglior attore non protagonista (Monuments Men), miglior cameo (SCEMO e PIU’ SCEMO 2, Grand Budapest Hotel). Nell’anno che si è portato via Harold Ramis, l’unico modo per consolarsi era un’overdose del suo amico Murray.

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FUORI CONCORSO : Premio Speciale ASPESI

Le intitolo il premio, anche se è ancora viva (credo). Perchè se dovessi includere Natalia Aspesi tra i contendenti per la più grossa cazzata sparata in sede di critica cinematografica, non ci sarebbe mai gara. E’ inarrivabile, con Mereghetti eterno secondo come la Roma. Dunque al fotofinish (qui rischio querele, seriamente) se la contendono:

PAOLO MEREGHETTI (Corriere della Sera) : “La saga tolkieniana chiude i battenti con l’ultima parte dedicata allo Hobbit, il volume con cui l’autore inglese aveva sfruttato il successo del Signore degli anelli immaginandosi un prologo“. (Lo Hobbit, la battaglia delle Cinque armate)

Il mix di ignoranza e superficialità, aggravato dall’importanza della testata è tale che quasi mi fa passare la voglia di dare il premio al vincitore in pectore da mesi e mesi, quello per cui la categoria stessa è stata istituita:

FRANCESCO ALO’ (www.badtaste.it) “Ecco il nuovo Guerre stellari… prima del nuovo Guerre stellari!  James Gunn (regista e sceneggiatore) e Kevin Feige (produttore Marvel e creatore della Fase 2) ce l’hanno fatta a creare un’avventura spaziale dal sapore croccante, fresco e speziato che ci riporta proprio a quelle atmosfere dei primi Guerre stellari prodotti, concepiti e firmati (non tutti da regista) dal mitico George Lucas.  E adesso l’erede J.J. Abrams come farà? Non sarà facile per lui riproporre in sala il proseguimento delle avventure dei vecchi Han Solo e Luke Skywalker con un rivale così forte ad averlo preceduto di quasi 17 mesi.”  (GUARDIANI DELLA GALASSIA, perdio)

Ora di Alò avevo una certa stima, si vede chiaramente che ne capisce di cinema e gli piace tanto, quasi come ascoltare il suono della sua voce. E ognuno ha i suoi gusti, quindi se a lui sta cacata ricorda Guerre Stellari, che vi devo dire. A me st’affermazione ricorda una stronzata. Sono sinapsi. La mia sensazione è che la critica “ufficiale” si divida ormai in stanchi e svogliati scribacchini (vedi reperto Mereghetti) incapaci persino di rimediare alla propria crassa ignoranza con wikipedia (che poi io lo so che Mereghetti lo sa che Tolkien ha scritto prima Lo Hobbit, non lo sa il suo ghost writer sottopagato) e altri che usano l’esercizio della critica per fare pubblicità a se stessi, creandosi il personaggio a furia di prese di posizione originali e sovraesposizione non richiesta e non necessaria (vogliamo parlare dei selfie dei giornalisti di badtaste? meglio di no).

Dai, vince Mereghetti, che l’ultima volta che l’ho visto si faceva anche lui la videorecensione tutto spettinato per essersi appena svegliato da una proiezione stampa al Festival di Roma. Imbattibile.

FUORI CONCORSO: Poi non dite che non ve l’avevo detto

THE IMITATION GAME con Benedict Cumberbatch esce il 1 gennaio  e la mia stroncatura  è qui su filmscoop. E’ un biopic su Alan Turing, uno dei matematici più importanti del ventesimo secolo, ridotto a freak omosessuale e autistico che – in quanto tale – vince da solo la Seconda Guerra Mondiale. Non andò esattamente così. Come se non bastasse, c’è Keira Scucchia Knightley.

The_Imitation_Game_poster

A domani per i premi TOP & FLOP!!

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