Lo Hobbit – La Battaglia delle Cinque Armate

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“Thank goodness!” (Bilbo Baggins, “The Hobbit”)

RECENSIONE DE Lo Hobbit – Un viaggio Inaspettato

RECENSIONE DE Lo Hobbit – La Desolazione di Smaug

E anche ‘sta trilogia… no, questa l’ho già usata. Cambiamo incipit.
Alla fine, è sempre questione di aspettative…no, ho usato anche questa.

E’ che se uno fa sempre la stessa cosa, dopo un po’ fa fatica a non ripetersi. E allora quando all’interno della Montagna quattro nani e uno hobbit partono di corsa (senza alcun motivo, perchè al sesto film è difficile trovare qualcosa di nuovo che ti insegua nelle grotte, quindi diciamo che corrono per sport) e si trovano sull’ennesimo fottuto ponte sospeso nel vuoto e la macchina da presa digitale si piazza per l’ennesima fottuta volta sulla sommità della grotta per dare l’ennesimo fottuto senso di pericoloso abisso di cui è fatta sta Terra di Mezzo, beh ho pensato: eccheccazzo, meno male che è l’ultimo.

Che poi La Battaglia delle Cinque Armate inizia anche molto bene, con l’attacco del drago Smaug a Pontelagolungo, in una delle sequenze più spettacolari dell’intera esalogia, peraltro in larga parte rielaborata ed arricchita da Jackson e soci, per una volta in maniera convincente.
La battaglia che dà il nome al film, invece, nel libro dura meno di dieci pagine e metà degli eventi sono raccontati a Bilbo che se li era persi. Nel film, parliamo di almeno tre quarti dell’intera durata di quasi due ore e mezza. Il lavoro di adattamento è pesantissimo, è il risultato è un episodio stilisticamente affine ai tre de Il Signore degli Anelli, che funge perfettamente sia da conclusione a questa trilogia sia da collegamento a La Compagnia dell’Anello. Che detta così sembra quasi un complimento. Peccato che per strada restino diverse cose importanti, come ad esempio il ruolo di Beorn nella battaglia e un finale che poteva essere più lieve e sul quale invece incombe il cambiamento di Bilbo dovuto agli effetti dell’anello. Non ho gradito, ma pensavo comunque peggio, nel complesso.
Inutile dire che avrei preferito Del Toro e tutt’altro spirito, mentre mi ritrovo a commentare la visione di Peter Jackson, che non si sposta di una virgola da quella di dieci anni fa (ne saranno contenti le schiere di fan, meno le schiere di detrattori). Per me, questa trilogia si riassume in tre momenti di grande cinema d’intrattenimento: l’incontro tra Bilbo e Gollum, quello tra Smaug e Bilbo e l’inizio di questo episodio con Smaug a Pontelagolungo. Totale: meno di un’ora.
Tutto il resto fa volume. E mi sa che ho già usato pure questa.

Recensione seria qui

Grazie a filmscoop.it

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