Guardiani della Galassia

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Premessa: Guardiani della Galassia è piaciuto a tutti. 91% su Rotten Tomatoes. Star Wars Episodio IV ha 93%, tanto per capirci. Quindi quello che state per leggere potrebbe essere l’unico parere in controtendenza.

Marvel Studios sono come Daruma Sushi. Poi ci torno, ma è la metafora più semplice che mi venga in mente.

A mente fredda, penso e ripenso ai vari elementi del film. In effetti non c’è nulla che non vada. I personaggi sono ben delineati, il loro percorso nel film è pensato in maniera funzionale alla storia, che pur legandosi alla macrotrama dell’Universo Cinematografico Marvel (Avengers e Guardiani dovrebbero convergere tra qualche anno nella battaglia contro Thanos) è perfettamente autoconsistente e priva delle ingenuità che affliggono ormai endemicamente i film di questo tipo. L’universo Marvel si arricchisce di un bel gruppo di personaggi in grado  di sostenere anche dei film in solitaria (il percorso inverso fatto dagli Avengers, insomma) e forse tutto questo entusiasmo generale nasce proprio dall’introduzione contemporanea e un po’ inattesa di un roster di protagonisti alternativi agli Avengers, ma altrettanto validi e numerosi – certamente una boccata d’aria fresca rispetto al ping pong tra Thor, Iron Man e Capitan America che ci ha rotto le palle già da qualche tempo. Allora perchè Guardiani della Galassia mi ha lasciato completamente indifferente? Che è peggio che dire che non mi è piaciuto.

Ci avevo sperato. La scelta di personaggi minori per un film e i primi trailer sembravano prospettare davvero qualcosa di anche solo leggermente differente dalla formula consolidata e ormai metabolizzata dal pubblico.Sembrava esserci spazio per uno sguardo originale e complementare a quanto già visto e James Gunn sembrava il regista giusto. Leggere di paragoni (anche autorevoli) con Star Wars ha poi forse esagerato le mie aspettative, ma mettiamo in chiaro una cosa: a fare certe affermazioni si fanno solo figure di merda. Per essere paragonabile a Star Wars, tanto per dirne una, ci vorrebbe un’idea originale – e di certo Guardiani della Galassia non la annovera tra i suoi pure indiscutibili pregi. La necessità di coerenza (soprattutto estetica) tra i vari capitoli esclude la possibilità di essere sorpresi. Trattandosi di cinema fantastico, è un limite non da poco.

Tolta la sequenza iniziale (davvero bella), che racconta il momento determinante della vita di Peter Quill alias Star-Lord (Chris Pratt, un’altra ottima prova dopo The LEGO Movie), mancano ancora una volta le emozioni. Manca un nodo allo stomaco, manca qualcosa che tolga il fiato e che non sia l’odore del nerd che avete accanto in sala, manca qualcosa che resti dopo i titoli di coda e che non sia l’ennesima scenetta del cazzo o il piacere di aver colto la citazione da I Predatori dell’Arca Perduta. Nemmeno James Gunn riesce a togliere quell’insopportabile strato di plastica da quattro soldi che sembra ricoprire tutta la produzione Marvel.  Nella prima mezz’ora di Star Wars (teniamo il paragone, va), l’Impero uccide gli zii di Luke, i simpatici Jawas e fa saltare per aria Alderaan. Ancora non abbiamo conosciuto l’Imperatore e già ci sta profondamente sul cazzo. In Guardiani della Galassia Ronan l’Accusatore (che non viene preso sul serio nemmeno dai suoi alleati, figuriamoci dai nemici) minaccia il pianeta Xandar, che sembra Casal Palocco, di essere distrutto da Thanos il Titano Pazzo, ma ciò avverrà se e solo se Thanos riceverà in cambio l’Orb (che non si sa a cosa serva per oltre metà film). Ci sono le stesse probabilità di vincere a Torino con la Juve, e ovviamente nessun abitante di Casal Palocco se la rischia davvero fino al gran finale. In questi termini, risulta davvero difficile entrare in sintonia con la missione dei Guardiani o provare particolare antipatia per un cattivo sfigato che avrà anche i suoi motivi per obliterare Casal Palocco. Magari è di Acilia, vai a sapere. La buttiamo dunque sulla simpatia, visto che l’urgenza drammatica è pari a zero (arrotondando per eccesso). E sul piano della simpatia, non c’è dubbio: tra Groot, Rocket, Peter e Drax il Distruttore che non coglie le metafore, si ride abbastanza, seppur più di pancia che di cuore. Zoe Saldana, dite quello che vi pare, per me non sa recitare, di qualunque colore la dipingano. Era l’elemento peggiore di Star Trek, è l’elemento peggiore di Guardiani della Galassia. In Avatar si salva perchè tanto fa talmento schifo tutto che nemmeno ci si fa caso.

Facendo paragoni più consoni, Guardiani della Galassia è comunque uno dei migliori film Marvel. Ci sono almeno tre tra le migliori scene viste nella saga Marvel, c’è Rocket Raccoon che forse è il personaggio migliore introdotto al cinema dai Marvel Studios e c’è un’ottima colonna sonora (usata così così). L’ultimo atto è debolissimo, troppo simile nel complesso a quello degli ultimi film Marvel (battaglia aerea, esplosioni, roba che cade dal cielo) e forse troppo legato allo sviluppo della macrostoria. Poco al di sotto di Avengers, decisamente al di sopra di tutti gli altri.  Tutto è calcolato col bilancino, con l’unico obiettivo di i provocare un appagamento istantaneo e altrettanto volatile, che lasci al massimo un po’ di fame per il pasto successivo.  Tipo il sushi di Daruma, che quando vuoi del sushi veloce, lo ordini da Daruma e non sei mai insoddisfatto, ma nemmeno mai contento. Su ogni insipida varietà di pietanza c’è quell’insopportabile pellicola che ricopre ogni cosa dello stesso sapore posticcio. La salsa di soia Marvel. Anzi, la salsa di noia.

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