In ordine di sparizione

Krftidioten

E’ arrivata l’estate. E se n’è andata la programmazione cinematografica. Voglio andare al cinema. Ma posso scegliere solo tra Edge of tomorrow, Maleficent, Transformers IV e gli scarti delle commedie della stagione che non hanno trovato spazio sinora. Synecdoche New York? Ce l’ho in DVD e comunque non alimenterò con i miei euro la politica di aver distribuito un film a firma CHARLIE KAUFMAN prodotto da SPIKE JONZE con musica di JON BRION e interpretato da PHILIP SEYMOUR HOFFMAN la bellezza di 6 (SEI) anni dopo la sua uscita , chiaramente in un becero tentativo di speculare sulla morte di Hoffman.

Ripiego dunque sui Mondiali di Calcio, il mio evento sportivo preferito in assoluto. La Juve vestita di Azzurro però aveva già le vacanze prenotate in Costa Smeralda e ha pensato bene di togliere le tende dal Brasile il prima possibile, dando la colpa al caldo, al calendario Maya, ai negri, alle mezze stagioni,  alle mezze seghe, alla malasorte, all’arbitro, a Suarez, a Blatter. Il capitano poi aveva fretta di rientrare per trombarsi la sua nuova fiamma e quindi due tiri: due gol presi. Ma è colpa di Balotelli, eh.

Allora, per togliermi dalla testa il terrificante jingle di Sky sul delirio al Maracanà, mi butto su una commedia che dal trailer pareva interessante. Una black comedy norvegese, piena di quel tipico umorismo grottesco per cui gli scandinavi sono celebri nel mondo. Wikipedia (versione inglese) addirittura lo descrive come un action film, tanto per far capire quanto lo humor norvegese faccia presa sugli americani. In ordine di sparizione (Kraftidioten) ha untitolo che potrebbe essere riutilizzato per uno speciale sulla Nazionale di Prandelli a Brasile 2014, visto che in un paio di settimane sono scomparsi Montolivo, Giusepperossi, Buffon, DeRossi, Pirlo, Balotelli, il possesso palla, la dignità, le speranze di qualificazione, la possibilità di prendere per il culo la Spagna per due anni e, per fortuna, l’allenatore.  E’ il classico film che a casa in tv non sopravvive cinque minuti, ma che al cinema ha una certa dignità che però poi più ci pensi e meno ti è piaciuto. Nel complesso tiene, ma ha tanti e tali difetti strutturali (primo: non scegliere una direzione precisa, un po’ come Prandelli) che è impossibile da promuovere o consigliare a qualcuno in particolare , se non alle ottuagenarie plastificate che popolano il Roxy Parioli probabilmente solo perchè l’aria condizionata a temperatura polare contribuisce a non farle sgretolare. Mi sa che una era Pirlo.

Avere Stellan Skarsgard e Bruno Ganz e sprecarli così è abbastanza assurdo. Allora potevi lasciarli a casa e non fargli fare il viaggio fino in Brasile. No, scusate, mi sto confondendo, ma la ferita è ancora aperta. Il film ha i suoi momenti interessanti, così e la vendetta del padre cittadino modello che risale a colpi di omicidi l’organizzazione criminale colpevole di avergli ucciso il figlio è un’intuizione brillante, ma in cui sembra credere poco la stessa sceneggiatura, che da metà in poi prende una piega completamente diversa, disperdendo il già debole potenziale del film, un po’ come Prandelli dopo la partita con l’Inghilterra. L’ambientazione scandinava è certamente una variazione interessante, ma non viene sfruttata a dovere – ma d’altra parte è solo il mio occhio mediterraneo a percepirla come un elemento potenziale di novità.

Bisogna dirla tutta. Per i prossimi due anni (almeno) mi roderà il culo per l’eliminazione dell’Italia. Ho dovuto tifare Buffon Pirlo Bonucci e Chiellini e questo è il risultato. Voglio dire: In ordine di sparizione è un film mediocre e dimenticabile, ma i problemi nella vita so’ altri. Tipo Prandelli CT o la Germania che magari vince il quarto mondiale e ci raggiunge.

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