The Amazing Spider-Man 2

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ATTENZIONE, questo post contiene SPOILER sul finale del film.

Non metto mai spoiler nelle recensioni, ma questa non è una recensione, quindi faccio come mi pare. E il primo spoiler è : il film è una mezza cazzata, un netto passo in avanti rispetto al primo, che era una totale cazzata. Di questo passo, verso il decimo film riusciremo a vedere qualcosa di interessante.

Partiamo dalle cose noiose, ovvero dai lati positivi: ci sono ben tre scene degne in questo film, ovvero le tre scene in cui Marc Webb ci fa la grazia di mettere il costume sulla faccia da scemo di Andrew Garfield e gli fa fare l’Uomo Ragno come Dio comanda. Al quinto film (cazzo, QUINTO) finalmente si indovina il costume  e la coreografia delle scene d’azione. Questo è lo Spider-Man che ho sempre sognato di vedere al cinema. Peccato che il film duri due ore e venti e ci siano solo TRE scene con Spider-Man in azione. Le altre cose positive (finiscono presto) sono la scena con il bambino alla fine (che però rientra nelle tre già citate, visto che Peter è in costume) e la scena telefonatissima ma comunque di grande effetto del trapasso di Gwen Stacy; anzi, più che la scena, il momento stesso in cui Gwen termina la sua caduta alla base della torre dell’orologio (e anche in questa scena Peter ha il costume). Molto ben montata e di grande effetto, nonostante per tutto il film ogni battuta di Gwen abbia a che fare con l’incombenza della morte. Vai a capire perchè.

Finite le cose positive.

The Amazing Spider-Man 2 ha tutti i difetti del primo capitolo: narrazione incoerente, colpi di scena senza senso, implausibili laboratori nelle fogne. E voi mi direte: e basta fare il nerd, potevi non andare al cinema. E invece no, perchè il difetto principale del film è quello di avere un personaggio principale insopportabile, vanesio e immaturo – impossibile da amare. Non c’entra alcun discorso su adattamenti (anche se se ne potrebbero dire di cose in merito) o sulle mie aspettative, è una toppa bella e buona. Questo Spider-Man ha sulle mani il sangue di tre persone in pochi mesi di attività (lo zio, la ragazza e il padre della ragazza) e non affronta alcun percorso di crescita, non si assume alcuna responsabilità- per questo la gente che gli sta intorno muore. Questo, oltre ad essere un gravissimo tradimento dello spirito di sessant’anni di storie di Spider-Man, è contrario alla logica di qualunque film in cui il protagonista dovrebbe essere un eroe, un simbolo. Tutti i discorsi sulla responsabiltà e sul potere sono trasformati in “cazzo sono Spider-Man, quanto sono fico”. Terribile.

Però dai tempi di Gene Hackman che fa Lex Luthor un film di supereroi si salva con il casting dei villain. E allora dai con Paul Giamatti, Jamie Foxx e Dan De Haan. Sui primi due stendiamo un velo pietoso: Giamatti è in scena per forse tre minuti, Foxx fa il ritardato che acquisisce poteri che gli raddrizzano i denti e gli donano il senso dell’umorismo. Dan De Haan, astro nascente del cinema americano, pettinato come un cretino, tenta come può di salvare Harry Osborn da una sceneggiatura indegna. Come per il primo film, sembra che diverse versioni della storia siano state sovrapposte senza badare alle contraddizioni – oltre al fatto che tutte le scene del trailer sono state tagliate dal film: Harry arriva a New York dopo essere stato all’estero dall’età di dieci anni e Peter si comporta come se fosse il suo miglior amico (ma Peter è stato affidato agli zii in tenera età e pare difficile che frequentasse il figlio di un milionario…e comunque non avrebbe senso chiamare “migliore amico” uno che non vedi e non senti da dieci anni). A un certo punto Harry si convince che la malattia che lo ha tempestivamente colpito proprio nel giorno del suo ritorno a New York si possa curare con il sangue di Spider-Man (perchè? boh). Quando Spider-Man si rifiuta di collaborare Harry trova i Progetti Segreti di suo padre, nascosti machiavellicamente in una cartella sul desktop chiamata….Progetti Segreti (come avere i pornazzi in una cartella sul desktop chiamata PORNAZZI ) e decide di autocurarsi con il siero dei ragni modificati (perchè? boh). L’iniezione fa aprire una cella contenente il costume di Goblin (perchè? boh) e Harry si trasforma in una specie di vampiro verde, si allea con Electro per uccidere Spider-Man, ma finisce con uccidere, colpo di scena, solo Gwen. Alla fine della battaglia, Harry torna normale (perchè? boh) e decide di fondare una squadra di cattivi (perchè? boh), ma un piccolo gruppo, tipo Sei e mi raccomando che siano Sinistri. Uuuuuuh, il film sui Sinistri Sei.

Come se non bastasse, tutto il resto del film è una versione pompata di una puntata qualsiasi di una telenovela: un continuo, estenuante tira e molla tra il deficiente con i poteri di ragno e il ciuffo da hipster e la bionda cassandra che, come ogni liceale intelligente, lavora per la multinazionale supertecnologica e conosce i sistemi della centrale elettrica di New York (e ovviamente è in grado di riavviare la centrale dopo il blackout causato da Electro). Riformulo: Gwen Stacy, diciassette anni, va incontro alla propria morte perchè si precipita (rubando un’auto della polizia, altra cosa plausibilissima) alla centrale elettrica dove è in corso la battaglia tra Spider-Merda ed Electro, per riavviarne i sistemi. Alla fine deve tirare una leva, ma si vanta di conoscere come funziona la centrale, convincendosi di essere l’unica a New York in grado di farlo. E muore. Giustamente. Se c’era mia madre je dava pure il resto, come si dice da queste parti.

L’Amazing Cretino, dopo la morte della amata ragazza, ascolta sua zia fargli un discorso del tipo: “si chiude una porta, si apre un portone, chi muore giace chi vive si dà pace, fess’a chi more” e supera in scioltezza anche il terzo lutto di seguito della sua fantastica carriera da supereroe. Io, uno così, manco nella squadra di Scooby-Doo ce lo vorrei, altro che crossover con Avengers.

La SONY trasforma Spider-Man in un deficiente, la Warner trasforma Superman in un depresso, la FOX trasforma la Torcia Umana in un tipo di colore (che tipo di colore?), fottendo al primo colpo il reboot dei Fantastici Quattro. Ma è proprio così difficile metterci un minimo di impegno? Gli incassi sono garantiti con questi film, che senso ha fare queste porcate?

 

 

 

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