Transcendence

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 “Processori Quantistici!”

Un uomo roscio cammina tra i resti della civiltà. Non c’è elettricità, gli iPhone sono abbandonati per strada, le tastiere sono usate come fermaporte, i selfie sono ormai un lontano ricordo, non c’è nemmeno più il televoto per Sanremo. Capiamo subito che rivedremo questa scena nel finale, quando sarà tutto chiaro e non potremo riavere i soldi del biglietto (io l’ho visto gratis,  e vi sto avvisando prima, poi fate come vi pare). Flashback: l’uomo roscio è uno Scienziato Famoso, che a Hollywood vuol dire un essere sovraumano all’occorrenza in grado di: scaricare la coscienza di una persona morente in quattro hard disk in un laboratorio di fortuna costruito in fretta e furia in una chiesa abbandonata (e quindi pure senza corrente), praticare operazioni chirurgiche d’urgenza in un ospedale da campo, condurre operazioni militari d’assalto (purchè indirizzate contro altri scienziati impazziti) e scrivere in due giorni un virus per debellare l’intelligenza artificiale più evoluta del pianeta. E io stupido che ho fatto ingegneria.

Scopriamo che il roscio, nonostante tutte queste abilità, è solo il terzo uomo più intelligente della Terra, dietro il capitano Jack Sparrow e sua moglie, che stanno lavorando ad un’intelligenza artificiale fantasmagorica in grado di fare sempre 6 al Superenalotto, montare LEGO senza istruzioni e finire Super Mario Bros con una vita sola. Come si evince dal trailer, a un certo punto  la geniale moglie, insieme al roscio di cui sopra che le sbava addosso in maniera patetica, decide di fondere l’amato marito con l’intelligenza artificiale del Superenalotto per salvarlo da morte certa e prematura.

Il capitano Jack Sparrow diventa quindi una coscienza artificiale collegata a youporn tutto il giorno, che sviluppa abilità guaritrici tramite nanotecnologie con scappellamento a destra e riesce anche a farsi beffe della forza di gravità non si capisce bene come (ma dopo aver eluso ogni controllo del governo americano per due anni e aver creato dal nulla una base spaziale nel deserto, direi che la forza di gravità è un dettaglio, come la coerenza della sceneggiatura). La morale comunque è che se sei il rivale in amore di Johnny Depp  e sei pure roscio, ti possono anche prendere negli Avengers, ma la scienziata gnocca non te la darà comunque.

Seguono minchiate per due ore intere, a un ritmo che ci fa capire che Wally Pfister è un esordiente totale alla regia e in un modo che ci fa sperare che Jack Paglen non scriva mai più nemmeno la sceneggiatura di una recita scolastica.

Transcendence sembra un lungo episodio di Black Mirror venuto male, incapace di esporre in maniera equilbrata il dilemma  sull’etica e la questione della coscienza, e lasciamo perdere il rapporto tra uomo e tecnologia (ma soprattutto tra donna e tecnologia). Sin dall’inizio è evidente che l’intera operazione di “download” è un’aberrazione illogica e pericolosa e quando il Capitano Sparrow 2.0 inizia a prendersi delle pericolose libertà, è chiaro a tutti che deve finire in un solo modo, e senza dilemmi. Che però non ha alcun senso che quel modo diventi quello che abbiamo visto all’inizio, ovvero il blackout globale e la fine della tecnologia. Per tutto il film, la scena iniziale fa pensare che l’assenza di elettricità sia una necessità (per abbattere la minaccia artificiale abbiamo spento tutto e non possiamo riaccendere), mentre il risvolto effettivo della trama è semplicemente senza senso. Senza spoilerare: ma se vi salta la corrente e scatta l’interruttore, cosa fate? Tornate alla vita bucolica? Ecco. In Transcendence fanno esattamente così.

Produce Christopher Nolan, sinonimo ormai sempre più frequente di plot hole e fumo senza arrosto.

 

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