Capitan America – The Winter Soldier

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Un capitano, c’è solo un capitano”

Confortato e sorpreso dai giudizi positivi di Leo Ortolani e ZeroCalcare (ma non solo), ho deciso di concedere una chance a Capitan America 2, che però usare i numeri per i sequel ormai è fuori moda e allora lo hanno chiamato The Winter Soldier. Non mi soffermo più di tanto sulla trama: è un thriller fantapolitico molto parlato, basato sulla dicotomia tra ideali (er Capitano) e sporca realtà (i politici e i terroristi e la Juventus) con qualche scena di lotta ben coreografata e soprattutto posizionata sempre al momento opportuno per impedire il colpo di sonno. Rispetto al primo film, ambientato negli anni Quaranta e molto più divertente, questo secondo episodio è maggiormente integrato nell’affresco narrativo complessivo della Marvel (ci sono le scene post credit per lanciare Avengers 2 e certamente quello che avviene allo SHIELD avrà forti ripercussioni sulla serie TV) ma godibile anche come film a sè stante, e questo è certamente un merito. Lo spettatore occasionale (?) perderà alcuni riferimenti, ma non il quadro complessivo. La cosa che stona maggiormente però è proprio questa: se ho un problema urgente con della tecnologia futuristica e sono amico di Tony Stark, vado da Tony Stark, non in un Apple Store, come invece fanno Capitan America e la Vedova Roscia, ancora una volta cagnescamente interpretata da Scarlett Johansson, che eredita la casella “gnocca” da Hayley Atwell del primo episodio. Se temo un’imboscata e sono amico di Hulk, allo SHIELD mi presento con Hulk (o sempre con Iron Man), non da solo o con un ex-soldato che ora fa lo psicologo. Ovviamente queste piccole incoerenze nei fumetti vengono perdonate più facilmente, mentre in una serie composta per ora solo da una decina di episodi risultano meno comprensibili.

Chris Evans inizia a convincere in un ruolo che proprio non faceva per lui, ma forse è solo il confronto con Scarlett Johansson, limitata a una gamma binaria di espressioni: sorriso da zoccola (del tipo I Nazisti Vogliono Uccidere Dieci Milioni Di Persone Ma Se Mi Trombi Va Bene Lo Stesso) e espressione preoccupata, che sembra sempre che le sia sfuggita di mente la battuta. Pessima. Robert Redford incassa l’assegno, porta dignità al film, ed è la risposta ai vari Micheal Caine, Liam Neeson e Kevin Spacey utilizzati dalla Warner per i supereroi DC Comics. Anzi, tutto il film è un tentativo di allontanarsi dalle atmosfere camp dei vari Iron-Man e conferire un po’ di gravitas ad un universo finora troppo di plastica. Effetto Nolan.

I cattivi sono nazisti, ma come dice Mary, gli unici Nazisti da film sono quelli di Indiana Jones. Questi sono solo villain più o meno resistenti da prendere a pugni e calci e stanno ai Nazisti di Indy come il Milan di Mexes e Pazzini sta a quello di Baresi e Van Basten. Il miglior personaggio del film è proprio l’eponimo Soldato d’Inverno, la cui identità non svelo per i quattro che ancora non la conoscono e che leggono anche questo blog. Non solo è un avversario degno per tre supereroi messi insieme, ma – se seguirà il destino del suo originale cartaceo – potrà ricoprire un ruolo fondamentale nei prossimi film e l’attore che lo interpreta è uno dei casting più convincenti. Inoltre, il personaggio serve a ricordarci che stiamo guardando un film sui supereroi, visto che Falcon e la Vedova Nera praticamente non hanno costume e Chris Evans (come Robert Downey Junior) ha sicuramente negoziato una clausola per restare il più a lungo possibile senza maschera (la vanità delle star vs l’essenza del film…chi vince secondo voi?) e la sceneggiatura giustamente si inventa ogni plausibile supercazzola per accontentarlo – per fortuna l’effetto non è altrettanto palese che in Iron Man.

L’impressione generale è sempre quella di vedere un episodio di una serie ad alto budget (destinata però ad un pubblico molto poco esigente e affatto smaliziato) e la grandiosità degli effetti speciali non compensa la generale sensazione di deja-vu (la coerenza estetica con gli otto film che lo hanno preceduto non aiuta certo lo stupore) e soprattutto l’impressione che manchi qualcosa, anzi che manchino Thor, Hulk, Loki e Iron-Man. Dopo Avengers , non è facile mantenere lo standard e la virata su toni da thriller fantapolitico non è sufficientemente decisa per allontanare il confronto diretto, anche se basta per non avere un altro  film inutile come Iron Man 3.

Come dice ZeroCalcare, se vai a vedere Capitan America e ti aspetti Michel Gondry, è un errore tuo, quindi, lasciate le pretese a casa, armatevi di pop-corn e sospensione dell’incredulità (soprattutto per la pettinatura di Scarlett Johansson) e godetevi l’episodio 9 della saga dei Vendicatori-for-Dummies (sì, i Dummies siamo noi).

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