12 Anni Schiavo

 

12YAS

Questo è un bellissimo film, per me decisamente superiore a Shame, che alla fine, nonostante il pisello di Magneto, non è che mi abbia impressionato poi tanto. La storia, vera, di Solomon Northup è ovviamente molto più interessante di quella raccontata da Steve McQueen, che però se non altro ha il merito di riportarla prepotentemente all’attenzione generale. Agli americani piace tanto raccontare di come hanno sconfitto i Nazisti e ce la menano con un paio di film all’anno  sull’argomento, mentre più di rado raccontano di quando i Nazisti erano loro. Segno che, nonostante decine di sitcom negli anni Ottanta abbiano provato a dimostrare l’integrazione definitiva dei neri nella società, la ferita è ancora aperta. Non che mi lamenti di Arnold o de Il Principe di Bel-Air, veri capisaldi della mia cultura personale, ma in effetti una riflessione in merito ci starebbe: ad esempio, che fine hanno fatto? L’ultima black sit-com che ho visto è stata Tutto In Famiglia, ma per il resto, si è passato alle Modern Families (in cui però l’unica non wasp è una supermodella da capogiro) o comunque si è tornati a parlare di bianchi. Probabilmente, applicare alla realtà delle minoranze il paradigma del realismo della fiction di oggi semplicemente non porterebbe a una sit-com. Se Shameless parlasse di una famiglia afro-americana sarebbe molto diverso e probabilmente meno libero di eccedere.

Ho divagato.

Vedetevi il film prima che potete, che poi altrimenti vince dodici Oscar e vi tocca andare a vederlo con il gregge guidato dai consigli del TG1 e del Corriere della Sera.

La mia recensione di 12 Anni Schiavo è qui

 

Si ringrazia filmscoop.it

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