Not In Kansas Blog Awards 2013

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Con soli 61 prime visioni all’attivo, le top ten sono un po’ fuori luogo, quindi ho pensato a qualcosa di leggermente diverso. Il 2013 è stato avaro di film memorabili e ha sancito la mia resa definitiva nei confronti dei cinecomic (il chiodo finale nella bara è stato Man Of Steel). Credo che l’unica notizia degna di nota sia stata l’annuncio dell’Episodio VII, che ci sta già togliendo il sonno, visti i disastri della Disney tra Oz, Marvel, Pixar e altre licenze che sta fagocitando.

Per uno che se la prende tanto con i franchise, attendere con ansia un SETTIMO capitolo in effetti è un po’ un paradosso, me ne rendo conto.

Bando alle ciance e iniziamo dai premi speciali:

FUORI CONCORSO – Sezione “Che Dio vi Strafulmini”

Chi segue il blog potrebbe pensare che il premio lo ritirino gli spettatori molesti che mi stanno facendo passare la voglia di andare al cinema, oppure i doppiatori italiani tutti dal primo all’ultimo, e invece vince la categoria GESTORI ed ESERCENTI, per chicche come la reintroduzione dell’intervallo, la programmazione scandalosa, la qualità sempre peggiore delle sale, l’aumento dei minuti di spot all’inizio e la assoluta mancanza di visione a lungo termine a livello strategico.  Godetevi Checco Zalone, che vi trascinerà tutti all’inferno.

FUORI CONCORSO – Premio Speciale della Giuria

I due migliori film che ho visto quest’anno non entrerebbero in classifica, quindi vanno menzionati a parte: Vita di Pi di Ang Lee è uscito a fine 2012, mentre HER di Spike Jonze uscirà tra qualche mese. A loro il NiK Blog Award 2013 ex-aequo.

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Categoria: Bellissimo di Rete 4

Il Nik Blog Award 2013 nella ambita categoria va a Arbitrage con Richard Gere, un terribile polpettone su un riccone corrotto che tradisce la moglie.  Prima regola per un buon film: non si uccide Laetitia Casta.

Dalla recensione:  “Potrebbe essere il remake di altri dieci film, e il guaio peggiore è proprio il fatto che non lo sia.”

Categoria: Spinaceto (Me pensavo peggio)

Il Nik Blog Award 2013 nella categoria dei film che sono andato a vedere con la morte nel cuore va a Lo Hobbit – La Desolazione di Smaug. Il triangolo amoroso nano-elfa-elfo è il punto più basso dell’intera saga, ma il drago e Martin Freeman salvano la baracconata. Secondo per un’incollatura, Warm Bodies (che non ho recensito), che sembrava una minchiata stile Twilight, e invece non è affatto male.

Dalla recensione: “ci sono lampi di grande cinema e spettacolo, che però si pagano con momenti di buio pesto e forse una storia che inizia a sentire il peso della ripetizione formulaica scelta dal regista per dare coerenza al materiale di partenza

Categoria: L’occhio della madre

Senza rivali, vince Sacro GRA , che – osannato dalla critica – mi ha rotto le palle come pochi film (film?) nella storia del cinema. Sarà un linguaggio sperimentale, sarà la sintesi definitiva di fiction e documentario, ma due palle rare.

Dalla recensione: “solo per i romani, proiezioni in 3D: tutti i giorni, prendete il Raccordo all’ora di punta, e andate”

Categoria: Miglior Opera Prima

Il Nik Blog Award 2013 se lo dividono Pif, con La Mafia uccide solo d’estate  e Joseph Gordon-Levitt, con Don Jon. Entrambi sono stati delle piacevoli sorprese, una ventata d’aria fresca in un cinema sempre più uguale a se stesso e aggrappato a formule straconsolidate.

Categoria: Copia e Incolla

La lotta è stata serrata. Come peggior iterazione di un franchise (includo dunque sequel, prequel, remake e  reboot) se la giocavano di certo Man Of Steel, Wolverine – L’Immortale, Monsters University e Iron Man 3. Vince, ma di poco, Wolverine – L’Immortale, perchè non si salva niente di niente.

Dalla recensione: “Il problema è che manca completamente la sensazione dell’esperienza cinematografica, l’essenza del brivido di essere rapiti, trasformati, ingannati da qualcosa di mai visto prima: quello a cui si assiste è invece un lunghissimo, stanco, serial a puntate di cui non ci importa più nulla da tempo (con gli X-Men siamo alla sesta puntata in tredici anni, si sarebbe rotto il cazzo anche un monaco tibetano).”

Il rovescio della medaglia: ho gradito Star Trek Into Darkness, Kick-Ass 2 e Frankenweenie – ma ho meno dubbi: Tim Burton vince il Nik Blog Award 2013 per il miglior remake (che però gli ritiriamo subito per colpa di Planet of The Apes, Alice in Wonderland e La Fabbrica di Cioccolato). Mi spiace Tim,  ti devi comunque togliere il vizio.

Dalla recensione: “Erano anni che sognavo un film d’animazione mainstream in bianco e nero: Frankenweenie realizza questa mia fantasia e conferma che l’animazione è un mezzo espressivo potentissimo, anche quando si devono rispettare certi vincoli commerciali.”

E ora, i premi più ambiti:

CATEGORIA: GLI INTOCCABILI (top  5 peggiori film)

In ordine sparso, tanto sono brutti tutti allo stesso modo, chi per un motivo, chi per un altro:

TWO MOTHERS – un supplizio di film su quattro personaggi ripugnanti che fanno cose moralmente riprovevoli, con l’unico problema nella vita di non scottarsi al sole. Film inguardabile.

UPSIDE DOWN – le regole spiegate nei titoli di testa vengono infrante ripetutamente, fino a un finale completamente privo di senso. Kirsten Dunst, poi, è un cesso anche al contrario (c’aveva provato anche Spider-Man, ma niente, cesso è e cesso resta).

AFRICAN SAFARI 3D – Il racconto noioso di un documentario venuto male. Il 3D è un’aggravante.

ARBITRAGENon si uccide Laetitia Casta. L’ho già detto?

WOLVERINE L’IMMORTALE – Vi prego, non abbiamo tutti il fattore rigenerante di Wolverine. Certe ferite ci segnano per sempre.

Pistola alla tempia, direi che il peggiore è Two Mothers, di cui una seconda visione potrebbe risultare davvero letale. Riuscire a fare peggio di Man of Steel e Sole a Catinelle era arduo, ma complimenti a tutti.

CATEGORIA: Barzagli, Chiellini e Bonucci – ovvero siete in Nazionale solo perchè avete dieci anni meno di Nesta altrimenti nemmeno nella Nazionale Cantanti (top  5 migliori film)

Benchè non molto lusinghiero come titolo di categoria, è il modo più diretto che ho trovato per ricordare che questi che vado ad elencare vincono, ma solo perchè l’annata è stata tanto, tanto difficile. Al contrario dei suddetti B., C. e B., almeno i film non dovremo rivederli per forza al Mondiale. Anche questi in ordine rigorosamente sparso:

DJANGO UNCHAINED di Quentin Tarantino

GRAVITY di Alfonso Cuaron

VENERE IN PELLICCIA di Roman Polanski

SEARCHING FOR SUGARMAN di Malik Bendjelloul

QUESTIONE DI TEMPO di Richard Curtis

A rileggere l’elenco, in effetti, il titolo di categoria è largamente ingeneroso. Questi cinque, insieme a qualche altro (In Trance, La Fine del Mondo, La Migliore Offerta, Flight, Cloud Atlas) sono stati tutto sommato una accettabile selezione di film, anche se dubito resteranno a lungo nella memoria collettiva. In generale, tra i film che ho rinunciato a vedere e quelli che ho visto ma si sono rivelati mediocri (la stragrande maggioranza), è mancato il film atteso e che lasciasse un segno (forse Django? non so: rivedrei comunque prima Kill Bill o Le Iene per l’ennesima volta che Django per la seconda) o una grande sorpresa. L’anno scorso, alle spalle di Argo e Reality c’era davvero ben poco (e i film negativi sono stati decisamente peggiori, basti ricordare il pessimo Woody Allen “romano”). Forse ho solo scelto con maggior accortezza, ma comunque non mi pare di essere testimone di un’epoca memorabile. Sperare in un 2014 migliore non costa nulla…

Postilla:  La cosa più bella che ho visto quest’anno è stata senza dubbio Breaking Bad. Il finale della terzultima puntata,”Ozymandias“, mi ha fatto stare male per una settimana intera, emozionandomi come nessun film riesce a fare da troppo tempo. Se si continua così, inizio a recensire serie TV.

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