FROZEN

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Allora io questo film l’ho scaricato illegalmente. Farò ammenda comprando il blu-ray per la collezione, spendendo 25 euro per un film che non mi è piaciuto. L’ho scaricato illegalmente perché volevo vederlo in lingua originale. Volevo vederlo in lingua originale perché:

Ovvero: è ambientato in un cazzo di fiordo palesemente fanta-nordeuropeo, ma alla Buena Vista Italia devono averlo scambiato per il Golfo di Surriento, visto che le due protagoniste sono doppiate da due attrici televisive napoletane con trascorsi in Un Posto al Sole, come si evince chiaramente dal tono neomelodrammatico che il dialogo assume nella clip.

Potevano rinominare le protagoniste Maria e Rosaria, già che c’erano.

E non fatemi iniziare su Brignano, che comunque al confronto pare Ferruccio Amendola.

Comunque, il lato positivo è che non è che abbiano imbrattato il Guernica. Frozen, nomen omen, è un film che dimentica completamente quello che rende speciali i classici Disney: il calore. Non c’è mezza emozione, non c’è un momento genuinamente divertente o originale, ci sono troppi personaggi senza ruoli e caratteri ben definiti, non c’è un centro emozionale della vicenda né una vera e propria trama. Praticamente, aggiungete il portiere Raffaele e avrete davvero una puntata tipo di Un Posto al Sole.

La tecnica di animazione riprende il nuovo standard Disney inaugurato da Rapunzel, di cui purtroppo Frozen eredita anche l’insipienza. Manca l’effetto sorpresa (alcune scene di Rapunzel toglievano il fiato per bellezza) e la noia aiuta a concentrarsi sulle cose che funzionano meno, tipo il character design dei volti, che sta prendendo una piega strana (nasi minuscoli e occhi enormi).

La lavorazione di Frozen è stata lunga e sofferta e purtroppo si vede palesemente. La struttura del musical appare da un lato forzata (troppi numeri inconcludenti e nessuno che resti davvero impresso nella prima mezz’ora, salvo poi non avere più canzoni nell’ultima parte) dall’altro ripetitiva: cantano in continuazione e quando finalmente la finiscono, ormai speri solo che muoiano tutti di freddo. Nemmeno mandare le canzoni a 1,5x con il telecomando ha aiutato. E’ uno strazio. Dove sono finite le canzoni splendide degli anni sessanta o quelle di Aladdin? Davvero ormai conta così poco far uscire un film di qualità, curato e che possa tenere testa ai classici del passato? La trama sembra (probabilmente è) un collage di mezze idee strampalate e inconcludenti, il deus ex machina finale è il più idiota della storia del cinema.

Le cosiddette “Principesse Disney” sono ormai un brand da spremere invece che un’eredità da proteggere, e forse non è un caso che in Frozen ce ne siano addirittura due (è forse l’unico motivo per cui questo film sarà ricordato), ovvero doppio delle bambole da spacciare al Disney Store. Per la cronaca, in due non ne fanno una: va bene che sono sorelle, ma potevano sforzarsi di disegnarle un minimo diverse l’una dall’altra.

Non salvo nulla, perché un film non riuscito può anche capitare, ma questa è una palese una strategia commerciale che non ha nulla a che vedere né con il cinema, né con ciò che Walt Disney ha sempre rappresentato, e che dopo la Pixar e la Marvel ha sepolto anche la tradizione dei Classici. Sempre in attesa di ucciderci tutti nel 2015.

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