African Safari 3D

african-safari-poster

“Ciao, sono il Futuro”

Se il futuro ha la voce di Pino Insegno, stamo combinati malissimo. Che poi stavolta il polifonico Pino ha pochissime colpe, anzi: African Safari 3D sembrava un bel documentario con bellissime riprese in 3D. Invece già dalla lunghissima esposizione iniziale, che racconta i mezzi tecnici impiegati per girare il film  e il CV dei due protagonisti, roba che sarebbe fuori luogo nel pressbook, figuriamoci nel film, si capisce che qualcosa non quadra. Poi, quando i tanto decantati mezzi tecnici fanno cilecca tre volte su quattro, sembra di assistere al backstage di un documentario venuto così male che al confronto a Terry Gilliam va tutto liscio come l’olio.  Gli animali ci sono, alcune riprese con un buon 3D sono effettivamente molto emozionanti  , ma vengono puntualmente distrutte dai dialoghi dei due protagonisti, che – pur essendo due grandi esperti di animali africani – si limitano ad esclamazioni di stupore e pareri personali, invece di spiegarci qualcosa sul comportamento di leoni ed elefanti. Vedere l’esperto di leoni, che è stato addirittura accolto in un branco, in preda al panico quando un  leone cerca di entrare nella sua tenda è il massimo dell’umorismo involontario. Un non-documentario (e un non-film, ovviamente), uno spreco di mezzi e risorse per un risultato mediocre, che non ha niente a che vedere con i meravigliosi film Disney Nature o Great Migrations del National Geographic.

Non si doveva sprecare nemmeno Pino Insegno, e per dirlo io…

P.S. Per chi pensa che esagero quando dico che il Comune di Roma mi manda i vecchi molesti, ecco una prova inequivocabile che non sono un mitomane (stavolta erano in 3, forse pensavano che il 3D si deve vedere minimo in 3, non lo so):

 

foto

 

 

Annunci