Venere in Pelliccia

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“e Dio lo colpì e lo mise nelle mani di una donna”

C’erano due vecchi accanto a noi, di quelli che il Comune di Roma mi piazza dietro dai tempi di Alemanno ogni volta che vado al cinema. Non due anziani, proprio due vecchi, nel senso più deteriore che vi possa venire in mente. Lui a un certo punto, mi sa dopo la prima volta che alla Seigner si intravede un capezzolo,  non ha potuto più trattenersi e ha detto, ad alta voce, che la Seigner non gli piace, che pare un uomo. Tipico commento sprezzante che nasconde l’esatto opposto, ovvero l’amara riflessione che Roman Polanski sta con una gnocca e tu, coetaneo di Polanski, con una che pare la nonna della suddetta gnocca, e che non era così in forma nemmeno a sedici anni. La moglie, ovviamente, gli ha dato man forte, e dall’alto dei suoi settacinque, forse ottanta, anni ha chiosato: “Certo, è vecchia”. Non “anziana”, “vecchia”. Si vede che è cambiata la Giunta. I vecchi di Alemanno erano solo molesti, questi di Marino sono pure divertenti.

Allora adesso io vorrei dire a tutti gli uomini che leggono, ma perchè no, anche alle donne, che alla fine, è più probabile che sarete finiti con una che, per quanto vi piaccia ora,  sembrerà un boiler piuttosto che con una che a cinquant’anni suonati può fare ancora la Venere in Pelliccia al cinema. Per cui magari prima di far incazzare gli amici per compiacere sempre e solo la donna, ecco, pensateci un momento, o anche due.

Per esempio, uno fa il regista, e sposa un’attrice. Un classico. Poi come fa però a non farla recitare nei propri film? Vale anche per i musicisti: John Lennon s’è incastrato con la Malvagia Strega dell’Est e poi è stato tutto un susseguirsi di rantoli striduli tipo gesso sulla lavagna che al confronto Ringo Starr canta come Sinatra. Meno male che ha salvato almeno Imagine da questo orribile strazio. Se sei Tim Burton, devi far recitare Helena. E vabbè. Se sei Roman Polanski, devi far recitare Emmanuelle. E vabbè. Se sei Virzì te tocca far recitare Micaela, che però alla fine il ruolo della svampita nuda lo fa da Oscar, basta mettere una svampita nuda nella storia e sei a cavallo. Se sei Benigni…ecco ci siamo capiti. Mica può dir bene a tutti.

Tornando al film di Polanski, Venere in Pelliccia è – dopo Carnage – un altro adattamento da una piece teatrale, stavolta di David Ives, e si vede: il palco del teatro unico ambiente, due soli attori a confronto, un film che è principalmente un testo scritto da recitare. A tratti, la staticità della scena rende faticosa la visione, che però è sorretta dalle incredibili performance dei due attori, impegnati in un doppio ruolo e un doppio rapporto (quello dei personaggi del film e quello dei personaggi della piece) che iniziano presto a confondersi tra loro, innescando una tensione  che nemmeno le continue interruzioni (discussioni sul copione, cellulari che squillano) riescono realmente a rompere.

Il film tratto dalla piece tratta dal libro di Leopold von Sacher-Masoch ovviamente non mira a dare scandalo e comunque non può farlo (i due vecchi si sono scandalizzati), ma offre tanti spunti interessanti sul rapporto tra uomo e donna, sul potere, sulla dipendenza e sull’ossessione. L’erotismo è e rimane un fortissimo catalizzatore, la metafora più immediata per raccontare la dipendenza e la perversione insita in certi rapporti. Persino un esempio banale, oserei dire: ma il film cattura, è intenso; alla fine si potranno dare diverse interpretazioni, alcune più superficiali, altre meno, ma è impossibile non sentirsi toccati, sfidati: e questo sicuramente è quello che voleva Polanski, oltre a ricordarci che è sposato con una gnocca.

 Mathieu Amalric non ha più bisogno di conferme, può fare qualunque cosa (vabbè, a parte il cattivo di James Bond) ed è sempre incredibile. La signora Polanski è la vera rivelazione: inquietante, affascinante, esce ed entra dal personaggio in maniera incredibile, dettando i tempi della tensione che si instaura tra i due personaggi. E’ il ruolo chiave del film , sbagliare l’attrice avrebbe significato rendere del tutto inefficace la messa in scena. Reggere il confronto con un interprete come Amalric non è cosa da poco.

Meglio di Carnage, perchè meno artefatto, più viscerale, Venere in Pelliccia è un riuscito adattamento che – nonostante alcuni limiti – riporta all’essenza del cinema (regia, recitazione, copione e montaggio). Scelta coraggiosa e certamente apprezzabile.

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