Escape Plan – Fuga dall’inferno

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Uno non azzecca un film da anni. L’altro ha un aspetto inquietante, fa sempre lo stesso ruolo dal 1972, ha un colorito strano e un pizzetto ridicolo. Entrambi si sono contesi i migliori film del loro decennio d’oro, con enormi incassi e qualche scivolone, ma il meglio è decisamente alle spalle e la vecchiaia non è gentile con loro. Un unico film insieme, pessimo.

Stallone e Schwarzenegger? No, Robert De Niro e Al Pacino. Fregati. C’è uno là in fondo che protesta. Gli dico una sola cosa: Manuale D’Amore 3.

Quindi se ancora fanno fare film a De Niro, ne hanno tutto il diritto anche questi due qua e non si accettano repliche.

Cara Hollywood, quando in un film mi metti  SYLVESTER STALLONE E ARNOLD SCHWARZENEGGER, io voglio vedere un body count elevato al quadrato, voglio vedere il sangue, voglio vedere Rocky contro Terminator, cazzo, non un ex-avvocato diventato esperto di evasioni grosso come un bue che cerca di evadere insieme a un hacker austriaco grosso come un muflone. E contro di loro ci devi mettere Gesù Cristo (vabbè, c’è Jim Caviezel, che ancora non ha smaltito il transfer di The Passion), perché quei due, insieme, eccheccazzo, ci vuole un gesucristo per fermarli.

Invece no. Escape Plan è un film scritto male e diretto peggio, ma soprattutto è il remake  brutto di Sorvegliato Speciale con la partecipazione fin troppo amichevole di Arnie, il cui ruolo non ha nulla a che vedere con la sua mitologia (al contrario di Stallone, che invece è il solito tipo). Non a caso, quando dopo un’ora e mezza Schwarzie imbraccia un mitra, tutto avviene al ralenti, giusto il tempo di mormorare “eraoracazzoadessofaiunastragechesonodueorecheaspetto”. L’unico segno che non siamo più negli anni ottanta è che nel carcere invece dei neri e degli ispanici, sono tutti arabi. I neri, nel frattempo sono diventati hacker (ma sempre ex galeotti).

Per il resto, c’è tutto: la detenzione ingiusta, il direttore del carcere bastardo, il capo delle guardie talmente sadico che al confronto i terroristi sono frati francescani, la fuga disperata io mammeta e tu dove mammeta deve morire eroicamente (scappano Stallone, Schwarzenegger e un arabo innominato. Indovinate chi ci resta secco nella fuga). Tutto senza pathos e senza l’ironia che c’è , ad esempio, ne I Mercenari.

E’ vero che troppo spesso in carriera sia Schwarzenegger che Stallone hanno supposto che la sola loro presenza bastasse a giustificare un film, senza pretendere una qualità adeguata, ma non sono affatto loro a essere vecchi o sbagliati in Escape Plan: è tutto il resto che lo è. Tutto già visto, tutto troppo stupido e inadeguato per due leggende come loro. Cara Hollywood, torna pure a giocare con Robert Downey Junior e Chris Hemsworth, almeno vendi gli Happy Meal, io per consolarmi mi rivedo Over The Top e L’Implacabile.

Una cosa doveva essere Escape Plan: una festa. Cibo spazzatura, cazzate e fuochi d’artificio. Era così difficile?

 

La recensione seria è qui. Si ringrazia filmscoop.it

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