Sacro GRA

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La gente parla spesso di cinema con me. Amici, colleghi e parenti cercano consigli, conferme o magari solo un pretesto per fare due chiacchiere. Nell’ultimo mese, è uscito spesso il seguente dialogo:

Hai visto Sacro GRA?

ehm, no…sai, ancora no, non sono molto convinto

A questo punto la risposta cambia a seconda del grado di confidenza, gli estremi sono:

Parente stretto: “Eh, ma che cavolo di critico cinematografico, il LEONE D’ORO a Venezia e non ci vai, vedi solo minchiate

(a nulla vale ricordare che io non sono un critico cinematografico)

Conoscente casuale: “Beh ma lo devi vedere, ha vinto a Venezia, dicono sia bellissimo. ” (sottinteso: io non ci vado manco se me pagano, ma tu fai tanto il fico, te tocca)

Insomma, uno ha un blog e qualche DVD, e si deve vedere SACRO GRA altrimenti tutti lo sbertucciano.

Fatto. Riporto qualche estratto da recensioni altrui:

Sacro GRA, documentario umano sul paesaggio urbano capace di spiazzare e superare qualsiasi cosa pensiamo di sapere su cosa sia, come funzioni e che funzione abbia un documentario. Un punto di riferimento per tutto il cinema da cui in futuro sarà difficile prescindere.” /Badtaste.it

Si ha l’impressione paradossale che con un minutaggio più vicino alle due ore la fruizione sarebbe potuta essere ancor più godibile e completa” /spettacoli.blogosfere.it

“Se dovessimo trovare qualche marginale punto di contatto, la memoria tornerebbe al primo Sergio Citti, a Vittorio De Seta e magari sì, al Fellini di “Roma” spogliato però interamente della sua chiassosa mise en scène.” /filmscoop.it

“«Sacro GRA» è uno spaccato esistenziale anche ironico e anti narrativo che non ha la pretesa di cercare un inizio e una fine. Ma un modo, un’identità, un sentimento: la forma, alla fine, di un senso.” /Gazzetta di Parma

Ammazza che palle” / Daniele Amodio, ROMA

Si dice che i romani non si stupiscano più di nulla, e forse dal “di dentro”, quest’opera (perchè chiamarla film è fuorviante, e mi tengo sul neutrale ) fa un effetto diverso. Tutte le recensioni che ho letto, tutte oltremodo positive, seguono lo stesso schema: spiegano cos’è il GRA, chi è Rosi, elencano i personaggi più significativi del film, e poi cercano il modo più articolato possibile per dire che Sacro GRA è un film su cui non c’è niente da dire (“spaccato esistenziale” è un grande classico, sta bene su tutto come il parmigiano), quindi chi la spara più grossa ha ragione (vince quello che voleva un’altra mezz’ora di agonia).

Per me ha ragione Daniele, che a Roma ci vive, non deve campare di cinema, e di Sacro, sul GRA, al massimo ci lancia qualche Santo se lo trova bloccato mentre va da Leroy Merlin di venerdi pomeriggio.

A proposito, solo per i romani, proiezioni in 3D: tutti i giorni, prendete il Raccordo all’ora di punta, e andate.

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Mi state prendendo per il culo?

(foto e quote di Federica Bertolini, tutti i diritti riservati)

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