Searching for Sugar Man

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(Sì ,lo so. Ho scoperto l’acqua calda.)

Un cantautore americano che pubblica due sfortunatissimi album negli anni settanta prima di scomparire nel nulla. Una storia come tante altre, quella di Sixto Rodriguez se non fosse che le sue canzoni sono stupende e che la sua musica, giunta chi sa come e a sua insaputa in Sudafrica, vende mezzo milione di dischi ispirando i movimenti di protesta e la scena musicale anti-apartheid. Il mistero che avvolge la sorte del musicista diventa un’ossessione per due sudafricani che negli anni novanta, dopo la fine dell’apartheid e grazie all’avvento di Internet, decidono di scoprire la verità sulla vita e soprattutto sulla morte del cantante che ha tanto influenzato la loro vita: si è davvero dato fuoco sul palco? E perché non ci sono informazioni su di lui? Possibile che nessuno l’abbia mai sentito nemmeno nominare in America?

Searching for Sugar Man sembra, almeno per la prima metà, un brillante mockumentary (per l’altra metà, credere alla storia di Rodriguez è solo un po’ più facile, ma io ho dovuto accertarmente su Wikipedia una volta tornato a casa per essere sicuro…) . La storia è talmente assurda e – soprattutto – il film è costruito talmente bene che la bellezza delle canzoni di Rodriguez, che molto hanno in comune con il primo Bob Dylan, sembra solo l’ulteriore prova che tutta la storia sia finta. Tutti parlano di un genio incompreso, addirittura Rodriguez in Sudafrica è più famoso di Elvis. Chi sa di storia della musica potrebbe non trovare troppo assurdo il suo mancato successo nel 1970, ma del tutto implausibile resta il fatto che fino all’uscita del film, canzoni così struggenti e poetiche non abbiano mai trovato qualche modo di emergere all’attenzione generale. La storia di Rodriguez è affascinante e commovente, e merita certamente di essere studiata,  ma non è il film.

Per essere bellissima , una storia deve anche essere raccontata bene: Searching for Sugar Man di Malik Bendjelloul ha vinto un Oscar come miglior documentario ma forse era nella categoria sbagliata, perché in realtà è pensato e scritto come un vero e proprio film, con un colpo di scena centrale degno dei migliori thriller e un lieto fine da scaldare il cuore anche a chi non ama la musica folk.

Non voglio spoilerare. Scommetto che non avete mai sentito nominare Rodriguez : non cercatelo su Wikipedia. Guardate il film, prima. Scopritelo mentre scorrono impietose le immagini delle desolate periferie di Detroit, che le canzoni di Rodriguez redimono ed elevano come solo i grandi poeti sanno fare. Sembra tutto finto, sembra l’opera di un grande sceneggiatore. Searching for Sugar Man racconta una storia vera, o almeno la parte più edificante di essa, quella in grado di lasciare qualcosa dentro chi la scopre. Il bello è che, a conti fatti,anche se fosse stato finto, sarebbe comunque una delle migliori storia che abbiate mai sentito.

 

 

 

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