Il Grande Gatsby

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Leonardo di Caprio è sinonimo di due cose: bravura sempre crescente e sfiga sentimentale. Dai tempi del Titanic, non gliene va bene una. Sullo schermo, s’intende. Nella vita reale, passa da Bar Rafaeli a Gisele Bundchen (o viceversa, non ricordo, che me le confondo), quindi non può lamentarsi.

so' problemi

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Alle sfighe sentimentali è abbonato anche Baz Luhrmann, che con Il Grande Gatsby riprende la formula già vista in precedenza: una storia d’amore dal destino tragico raccontata in modo cinematograficamente grandioso. Inutile, più che in altri casi, il confronto con l’opera di Scott Fitzgerald o con il film con Robert Redford, il cinema di Baz Luhrmann fa genere a sé e dimostra come un’idea di cinema solida – condivisibile o meno – si possa appropriare in maniera sensata di materiale creato per altri media (lo stesso Moulin Rouge applicava tale principio alla musica pop). Il lavoro di regia e in generale tutto l’impianto tecnico de Il Grande Gatsby è decisamente ammirevole e se nella prima parte si rischia spesso il deja vu (le feste di Gatsby ricordano i fasti del Moulin Rouge), nella seconda ora di film il tono del film cambia drasticamente, senza che questo impedisca a Luhrmann di trovare soluzioni visive mai banali con cui accompagnare la storia verso la sua conclusione. Altro marchio di fabbrica è il lavoro sulla colonna sonora, con un mash-up di standard anni Venti e brani hip hop davvero riuscito. Il punto di forza dell’intero film è però l’ennesima grande prova di Leonardo Di Caprio, capace di rendere Gatsby un personaggio indimenticabile. Leo è abilissimo ad interpretare un personaggio leggermente diverso ogni volta che il punto di vista di Nick Carraway, che racconta in flashback la storia, acquisisce o crede di acquisire nuovi elementi per decifrare il suo enigmatico e affascinante amico. Non all’altezza (ma non di Di Caprio, proprio del ruolo) gli altri due attori principali: Tobey Maguire è rimasto all’espressione da fesso che aveva in Spider-Man (all’epoca si poteva pensare che si fosse calato perfettamente nella parte, invece mi sa che quella da fesso è l’unica espressione di cui disponga) mentre Carey Mulligan non ha né il fascino né il carisma né le capacità per reggere un ruolo come quello di Daisy, se non altro per quello che il personaggio rappresenta per Gatsby. E’ il suo momento e spunta ovunque, ma passerà presto. E’ un peccato, perché con due attori più capaci, avrebbe davvero potuto essere un altro film. Sospendo il giudizio su Joel Edgerton, che di solito mi piace molto (in Warrior, ad esempio) perché sospetto che il doppiaggio poco convincente mi abbia condizionato.

Ho letto Il Grande Gatsby molto tempo fa, forse dovrei rileggerlo. Non mi sorprende sapere che Luhrman abbia optato per un adattamento fedele, tanto non è nei dialoghi o nell’adattamento della trama che il regista australiano imprime la sua visione del cinema. Non penso che Il Grande Gatsby sia un film indimenticabile, ma certamente risponde alle esigenze di chi si aspetta dal cinema una ricerca sul linguaggio espressivo che il mezzo consente, e tanto mi basta per applaudire con convinzione. Un appunto sul 3D (che non ho visto): le sequenze in 3D si indovinano anche dalla visione normale e sono tutte gratuite. Più che un limite  riconducibile alla scarsa creatività di Luhrmann è l’ennesima dimostrazione dell’inutilità di questa tecnica. Tra qualche anno rideremo di tutti questi zoom avanti e indietro.

P.S. Top 5 delle storie sfigate di Leo sullo schermo:

5 Il grande Gatsby

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Dedicare la vita ad una donna che non si dimostra all’altezza del tuo amore e finire ucciso per un errore commesso da lei: non c’è peggior destino. E in più lei è Carey Mulligan, mica Bar Rafaeli.

4 J.Edgar

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Dopo anni di sfighe con l’altro sesso, Leo ci prova con gli uomini, ma gli va malissimo anche con Armie Hammer truccato da I soliti Idioti (e aveva preso il palo anche dalla segretaria).

3 Titanic

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Ci stavate in due, Jack.

2 Shutter Island

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Tua moglie è pazza, ma non pazza come tutte le altre che si ricordano cose mai successe in cui ovviamente tu sei colpevole di qualcosa, è pazza che al punto che ti fa uscire di senno e dimenticare cose successe davvero e di cui sei veramente colpevole.

1 Inception

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Tua moglie è pazza, ma non pazza come tutte le altre che sognano che fai lo stronzo e ti tengono il muso per davvero. E’ pazza che si lancia dal terrazzo pensando di stare sognando. E il peggio è che potrebbe avere ragione lei. (Stravince anche perchè è la più gnocca)

Ce ne sono altre, eh: Revolutionary Road, The Departed…

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