Advanced Star Wars – The Machete Order

Olly Moss - Star Wars 01 (The Phantom Menace)

“Solo i Sith ragionano per assoluti” (Maestro Jedi Obi Wan Kenobi)

Ho trovato quest’articolo interessante e divertente su Internet, di Rod Hilton, sul suo sito No Machete Juggling. Molto lungo, di quelli che la maggior parte delle persone si rifiuta di leggere a priori (chissà poi perché). Vi ho fatto un favore: l’ho letto, tradotto e riassunto. Poi dite che non vi tratto bene.

IL DILEMMA

Avete mai fatto vedere Star Wars a qualcuno che non l’aveva mai visto? Allora avete affrontato il dilemma dell’ordine delle trilogie. Iniziare dall’Episodio I, ovvero rispettando l’ordine cronologico interno della storia, o in ordine di uscita cinematografica, quindi iniziando con l’Episodio IV del 1977?

Ci sono tre opzioni generalmente prese in considerazione.

  1. Rinnegare totalmente la trilogia moderna e risolvere il problema alla radice identificando Star Wars con gli episodi IV, V e VI, magari nell’edizione originale non modificata.
  2. Release Order: Rispettare la visione originale di Lucas e vedere i film nell’ordine in cui sono usciti: IV, V, VI, I ,II, III.
  3. Episode Order: Rispettare la visione definitiva di Lucas e guardare i film partendo dall’Episodio I, spostando nettamente il centro di gravità dell’intera storia da Luke a Anakin.

La questione è delicata. Tralasciando l’opzione 1 (soluzione banale del problema), sia l’opzione 2 che la opzione 3 non sono praticabili alla leggera, secondo Hilton.

L’Episode Order presenta diversi problemi. Il primo è che, iniziando da La Minaccia Fantasma difficilmente convincerete la persona a cui state facendo vedere Star Wars non solo ad arrivare a guardarsi tutti e sei i film, ma anche solo a finire il primo. E’ una storia che – così raccontata – ha un remoto interesse solo se si conosce la trilogia seguente. Il secondo e ben più grave problema è che l’ordine cronologico distrugge tutti i colpi di scena contenuti negli episodi V e VI, svuotando tali episodi di gran parte della loro forza narrativa, come mostra il seguente video:


 

La scelta più logica è chiaramente  l’opzione 2, ma c’è un problema, uno solo, ma enorme: l’ultima scena de Il Ritorno dello Jedi, dove Lucas ha ben pensato – nelle versioni definitive del film – di inserire Hayden Christensen, che risulta essere un totale sconosciuto per chi non ha visto gli episodi II e III. Anche uno spettatore acuto potrebbe aver bisogno di aiuto per collegare un surfista biondo con l’espressione strafottente all’anima buona di Darth Vader. L’ultima edizione rimasterizzata con Sebastian Shaw è uscita in VHS oltre dieci anni fa.

SOLUZIONE – MACHETE ORDER

Un compromesso interessante è il seguente ordine: IV, V, I , II, III, VI. In questo modo sono preservati tutti i maggiori colpi di scena (a parte quello su Leia) e si crea un notevole pathos sospendendo sul più bello, con una trilogia flashback, la storia di Luke e dell’Alleanza Ribelle. Dopo la rivelazione finale dell’Episodio V, si torna quindi indietro per conoscere la storia di Darth Vader, nel momento in cui ci interessa di più, subito prima dell’atto finale. Bello, no? Tarantino del resto lo fa sempre e in fondo non è molto diverso da ciò che ha fatto Lucas stesso iniziando in medias res dall’Episodio IV.

Non è questo però il Machete Order. Il Machete Order è IV, V, II, III, VI.

Damnatio Memoriae dell’Episodio I, con buona pace della corsa di sgusci. La cosa ha senso, perché Lucas ha reso praticamente tutti gli elementi del primo episodio irrilevanti nei due capitoli successivi:  Qui-Gon Jin viene citato solo di passaggio, di Darth Maul non si fa più parola, dei MidiChlorian e dell’Immacolata Concezione nemmeno, Shmi Skywalker e Watto, così come altri personaggi minori, vengono reintrodotti brevemente durante l’Episodio II, tutta la pippa politica del blocco commerciale non ha senso ed è meglio non saperla affatto: nell’Episodio II si parla di sistemi separatisti, molto più semplice.

Lo stesso Anakin è un personaggio più consistente se si elimina la sua petulante versione infantile (vedi immagine sotto).  Il dittico Episodio IIEpisodio III è sufficientemente auto consistente per essere considerato a sé stante, oltre ad acquisire maggior coesione interna (c’è una sola coppia di Jedi/Padawan ed una sola coppia di maestro/allievo Sith) e simmetria con il dittico IV V .

Young Anakin Skywalker didn't turn out as expected

L’unica cosa che non funziona bene è che quando Anakin torna su Tatooine nell’Episodio II , C-3P0 lo saluta ed è implicito che i due si conoscano, oltre che l’intero episodio della madre perde un po’ di senso. E’ l’unico difetto macroscopico del Machete Order.

PERCHE’ FUNZIONA

In questo modo però la pentalogia si compone di un primo doppio episodio basato su Luke Skywalker, un secondo dittico basato su Anakin ed un atto finale di raccordo tra le due storie. Vengono preservati perfettamente i colpi di scena dell’Episodio V (che anzi “lanciano” il dittico su Anakin) e il colpo di scena su Leia viene anticipato di pochissimo (da metà Episodio VI alla fine dell’Episodio III), senza troppi drammi. Le storie di padre e figlio corrono parallele e l’inizio dell’Episodio VI mostra un Luke molto ambiguo, vestito di nero, che minaccia Jabba di morte. Involontariamente, la memoria recente dell’Episodio III aumenta la sensazione che Luke possa cedere al lato oscuro e la tensione drammatica di tutto Il Ritorno dello Jedi. E il problema dell’ultimo fotogramma è risolto.  Il tentativo di incesto, inoltre, viene allontanato di un paio di film dal suo svelamento. E non è poco.

Che ne pensate?

P.S. Se la persona che avete appena iniziato a Star Wars, oltre all’eterna riconoscenza, mostrasse anche una buona attenzione, vi chiederà come cavolo faccia Leia a ricordare la sua vera madre. A quel punto potrete iniziare a raccontare la storia del passaggio al lato oscuro di George Lucas…

L’articolo originale è qui: http://static.nomachetejuggling.com/machete_order.html

macheteorder

The Machete Order (art by Olly Moss)

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