Noi Siamo Infinito

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“Buonasera, due biglietti per Noi Siamo Infinito, per lo spettacolo delle 22.30”

“L’ultimo?”

(con perplessità)“… boh, sì…22.30…”

“L’ultimo? ”

(con stupore crescente) “…ventidueettrenta…”

La cassiera del Savoy mette a dura prova la nostra pazienza. Ma alla fine conveniamo che, non essendoci spettacoli dopo quello delle 22.30, sì, vogliamo due biglietto per L’ultimo. Ah, la cassa automatica. Le sorprese non sono finite. In sala, ad attenderci, c’è tutta la Seconda B dell’istituto superiore Minus Habens di Via Nomentana. Il biglietto del Savoy riporta in bella vista le seguenti informazioni:

  • Nome del cinema
  • Indirizzo del cinema (hai visto mai ti perdessi tra la cassa e la sala)
  • Orario di inizio spettacolo (curiosamente in ore:minuti invece che in ordine – Primo-Secondo-Ultimo…)
  • Posto assegnato (combinazione lettera/numero)

Il pupo alfa nella fila davanti a me (che cambierà posto quattro volte durante il film) si volta e fa: “Scusi, (e già mi sta sul cazzo) che via è questa?” Non mi trattengo: “Via Bergamo, com dice anche il biglietto” Sottinteso: “che, se leggessi, ti indicherebbe anche dove DEVI sederti, ammesso che tu riesca a collegare il binomio lettera/numero con quello fila/posto”. Mi preparo mentalmente ad anni di carcere per strage di minori, invece la Seconda B mi sorprende positivamente. I due miei coetanei, anch’essi visibilmente preoccupati della possibile cagnara adolescenziale, hanno parlato di più, e hanno detto solo minchiate. Tipo quando lei ha scambiato Something dei Beatles con Heroes di David Bowie. Ex alunna modello del Minus Habens senz’altro.

Insomma, io ’sti adolescenti non li tollero. E le femmine sono molto peggio dei maschi. Noi non eravamo così. Noi eravamo più tipo i protagonisti di Noi Siamo Infinito (The Perks of Being a Wallflower), impacciati, confusi: incapaci di comunicare chiaramente a parole, ci affidavamo spesso a compilation pazientemente create su cassette, a velocità normale. Prima dei masterizzatori e di Internet, prima che Nick Hornby ci rivelasse che facevano così anche in Inghilterra. Trovare la canzone giusta poteva essere questione di mesi, ci voleva anche fortuna. Altro che Shazam.  Condividerla, un atto d’amore, magari immaturo, ma sincero. E faticoso, quando non c’erano il tasto “Share” né quello “Like”. Come scambiarsi libri e film nella speranza di stabilire un contatto intimo: era tutto frutto di una ricerca fatta senza motori automatici e senza parole chiave. Ognuna di queste azioni era mettersi in gioco, comunicare, cercare aiuto. La ricerca della felicità passava sempre da uno stereo a doppia piastra. Dall’abilità di non far sentire il click dello stop del nastro tra una canzone e l’altra, dipendeva la nostra credibilità.

Tutto l’insieme di turbamenti interiori propri degli anni del liceo (soprattutto i primi) è raccontato in maniera commovente dal film di Stephen Chbosky, tratto dal suo libro omonimo. Logan Lerman (il D’Artagnan dell’ultima vergognosa versione cinematografica de I tre Moschettieri) rivela un potenziale drammatico sorprendente, mentre Emma Watson si affranca definitivamente dal ruolo ingombrante di Hermione Granger con un personaggio difficile come quello di Sam. La rivelazione è però Ezra Williams, che interpreta Patrick, il fratello gay di Sam. Ne sentiremo parlare ancora e presto.

Il tema della nostalgia è centrale. Noi Siamo Infinito racconta un momento storico particolare, archiviato da Internet e dai telefoni cellulari. Chi c’era, capisce, gli altri (tipo la Seconda B) faranno spallucce e magari casino al cinema. Ma non l’hanno fatto, perché l’incerto farsi strada nel mondo dei sentimenti adulti è un tema universale – la latitudine ed il decennio non contano – e anche in questo Noi Siamo Infinito riesce a rendere un’autentica versione di quello che è successo più o meno a tutti e che sta certamente accadendo anche in Seconda B al Minus Habens di Via Nomentana. Insomma, se siete in grado di passare sopra al titolo italiano un po’ melenso e al rigetto da Harry Potter che potreste avere vedendo la Watson, sarete ricompensati da un film davvero bello e intenso.

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