Re delle Terre Selvagge

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Sapete che c’è.

Invece di dirvi com’è il film, vi do un consiglio. Non tentate l’approccio razionale. Non tentate di capirlo, di interpretarlo, di aggrapparvi a elementi marginali della trama per costruirvi uno scenario coerente, tanto non è possibile. E’ come con le donne. Meglio lasciarsi guidare dall’istinto, affascinare, conquistare. Magari alla fine penserete che era tutto finto e alla seconda visione potrebbe non scattare la stessa magia, ma intanto la serata è stata speciale, irripetibile.

Beasts of the Southern Wild è un racconto fantastico (ma non nel senso canonico del termine), che mescola in maniera impressionante diversi piani narrativi con una scelta formale di realismo che prende per mano lo spettatore, guidandolo e fuorviandolo allo stesso tempo. Elementi metaforici e reali interagiscono tra loro, momenti onirici e reali si alternano senza niente a distinguerli, persino la voce narrante è sospesa tra realtà e fantasia. La potenza di questo film non è nella prova della piccola dal nome impronunciabile candidata all’Oscar (so’ tutti bravi, da piccoli, dai), ma nella struttura del film. Non è un caso forse: il mantra della piccola Hushpuppy è che tutto l’universo funziona finché tutte le sue parti sono in armonia – e vale anche per i film , forse – certamente vale per Beasts of The Southern Wild: è nel modo di raccontare che si trova la potenza del racconto stesso, nell’armonia tra la musica e le immagini, tra l’alto e il basso, tra il miserrimo e il sublime che Benh Zeitlin riesce così delicatamente a giustapporre. Se ogni film sapesse trovarsi un linguaggio così autentico, avremmo un cinema molto più emozionante. Alla fine, tutto torna (o così sembra). Mi torna in mente Vita di Pi: a quale storia preferite credere? A quella poetica della tigre o a quella tragica del cuoco? In questo caso la domanda resta implicita – anzi, se ve la fate già avete sbagliato. Ma prima di chiedervi cosa c’entrino dei cinghiali mutanti in una storia di crescita ambientata nel futuro, ad esempio, pensate che la voce narrante è quella di una bambina di meno di dieci anni che cerca le sue certezze in un mondo doloroso e ingiusto. Anzi, non pensate e lasciatevi prendere in giro da questa bellissima favola.

P.S. Non so come possa essere in italiano, ma consiglio fortemente una visione in inglese. Temo che il doppiaggio possa togliere molto della spontaneità della recitazioni e quindi della forza del film 

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