Looper

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Il personaggio di Emily Blunt, Sarah, fa la sua comparsa nel film mentre con un’accetta colpisce ripetutamente la base di un grande albero. In seguito, Joe (Joseph Gordon-Levitt) le chiede come mai non si limiti a sradicarlo con un trattore, ma lei non risponde. Effettivamente, rovinarsi le mani e la schiena in quel modo non ha molto senso, se l’obiettivo è semplicemente sradicarlo. Il grande problema di Looper è perfettamente riassunto da questa scena. Tutte le premesse del film appaiono completamente prive di senso, soprattutto perché non sono mai spiegate e allo spettatore conviene non porsi nemmeno domande ovvie, tanto non avrà risposta. Nel seguito della recensione, per comodità di chi legge, segnerò con un asterisco (*) tutti i punti che rientrano in questa categoria di elementi assiomatici.

Non è una scelta di comodo (spero): lo scopo del film non è quello di affascinare lo spettatore con l’ennesimo futuro distopico nè quello di metterlo alla prova con un altro casino quadrimensionale da sviscerare a colpi di logica e fantafisica. Looper è la storia di un uomo, Joe Simmons, che lavora come sicario per la mafia del 2044, uccidendo individui inviati dal futuro (*). Il suo contratto prevede una clausola, la “chiusura del loop”, per cui l’ultimo lavoro sarà l’uccisione di se stesso trent’anni più vecchio (*). In pratica la mafia ti congeda e ti concede trent’anni in cui goderti la vita (*), al termine dei quali ti toglierà di mezzo rimandandoti indietro nel tempo a farti uccidere da te stesso (*). Il problema di Joe Simmons (Joseph Gordon-Levitt) è che il vecchio Joe è Bruce Willis. E col cavolo che Bruce Willis si fa ” chiudere il loop” solo perchè la mafia del 2074 ha deciso così.  Bruce Willis  è l’uomo che si è ribellato alla Apple sulla questione dei diritti sugli acquisti digitali, figuriamoci se si fa uccidere da una trama poco convincente senza fare un po’ di casino.

Si viene dunque a scoprire che Joe/Bruce Willis non si è rassegnato al suo fato perchè vuole vendicarsi della morte della moglie, uccidendo il boss mafioso che ritiene responsabile della cosa, che nel 2044 ha dieci anni. Risolvere il problema alla radice. Radice che ci riporta a Emily Blunt e al suo albero, che entrano in scena perchè indovinate chi è  (forse) la madre del suddetto decenne e di chi si innamora (ovviamente) il giovane Joe/Joseph Gordon-Levitt.

Looper è spiazzante quasi fino a deludere nel suo voler testardamente evitare di scendere nei dettagli degli elementi più interessanti (la logica dei viaggi nel tempo, i paradossi, la telecinesi di alcune persone…) e persino nel lasciare aperti quasi tutti i punti della trama, ma funziona perfettamente come racconto metaforico sulla possibilità di cambiare il proprio destino ( i ruoli del giovane Joe e di quello vecchio si scambiano ripetutatmente la posizione di Joe buono e Joe cattivo agli occhi dello spettatore). Inoltre i tre ruoli principali sono coperti tra tre attori praticamente perfetti: Emily Blunt, Bruce Willis e (come sempre) Joseph Gordon-Levitt, sepolto sotto un make-up assurdo che dovrebbe farlo somigliare a Bruce Willis da giovane (mah, vedi foto…). Gordon-Levitt riesce a dare cuore e anima ad un personaggio totalmente negativo e a rendere credibile il suo arco narrativo ed il suo percorso umano. Non dimenticando di imitare qua e là alcune smorfie tipiche di Willis per dare consistenza al personaggio. Bravissimo.

guardete com'eri...guadete come dovresti esse...

guardete com’eri…guadete come dovresti esse…

E’ nel gioco di specchi tra i due Joe che Looper ha la sua grandezza (nascosta), la scena del loro confronto al diner è la migliore del film. Forse non sarà un film perfettamente riuscito, ma ricorda a tutti una cosa: se mai doveste incontrare la versione vecchia di voi stessi e scoprire che questa è Bruce Willis, vi conviene non farla incazzare, perchè mena sicuramente più forte di voi e dei vostri amici messi insieme.

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