La Scoperta Dell’Alba

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Era meglio il libro. Si dice spesso. E d’altra parte: Harry Potter ? Il Signore degli Anelli ? I Miserabili (quello con Liam Neeson)? I Tre Moschiettieri (uno qualunque) ? Alice Nel Paese delle Meraviglie ?  IT ?  Il Conte di Montecristo ? Lo Hobbit ? Meglio il libro, e neanche di poco. Solitamente poi, migliore è il libro, più difficile è farne un adattamento altrettanto convincente, perchè la forza di un libro raramente risiede nell’intreccio nudo e crudo, ma l’intreccio è quanto si può tentare di portare nella sceneggiatura, mentre tutto il resto resta sulla pagina. E’ vero: un film andrebbe giudicato in base alle proprie qualità, non alla felicità dell’adattamento, ma un’opera che porta un nome importante non può sfuggire al confronto con le sue origini ed è innegabile che spesso un adattamento poco felice fa venire il rimpianto per quello che avrebbe potuto essere e non è stato.  

La Scoperta dell’Alba di Susanna Nicchiarelli è tratto da un pessimo racconto lungo di Valter Weltroni, di cui saggiamente eredita solo la vicenda (a grandi linee), decidendo di modificare drasticamente i personaggi – d’altra parte, provate a trovare un protagonista più antipatico e saccente di quello del racconto…neanche Stefano Accorsi doppiato da Pino Insegno riuscirebbe a renderlo efficacemente. Il risultato è che La Scoperta dell’Alba entra (anche se era facile) nel ristretto novero di film nettamente migliori del libro di partenza…ecco altri cinque appartenenti alla stessa categoria (la recensione è qui): 

1. Il Padrino: Uno dei più grandi film di tutti i tempi, contro un libro che non regge minimamente il confronto e che ha il merito ( per chi ama il film) di rivelare qualche dettaglio biografico sui personaggi della famiglia Corleone. Lo stile molto crudo di Puzo mi ha lasciato estremamente insoddisfatto, non c’è il pathos. Ammetto che aver visto prima i film (il libro copre anche parte de Il Padrino parte II) ha pesantemente condizionato il mio giudizio.

2. Il Mago di Oz :  Difficilissimo (direi quasi sbagliato concettualmente) paragonare un musical ad un libro, ma tant’è: il libro è un grande classico della letteratura per ragazzi, ma il film è un classico per tutte le età ed è parte del retaggio culturale americano del ventesimo secolo. Se si ammette il confronto, il film vince per forza ed è anche un esempio perfetto di come un adattamento possa sfruttare quanto di buono c’è nel materiale di partenza e dargli una forma ancora più convincente tramite il nuovo mezzo di narrazione utilizzato.

3. Big Fish : Tra tutte le discutibili cose fatte da Tim Burton nell’ultimo decennio, l’adattamento del libro di Daniel Wallace è sicuramente la migliore – al libro manca quella sensazione fantastica di equilibrio tra fantasia, e realtà che Burton e Ewan McGregor sono riusciti a trovare per il film. L’espediente della ripetizione con minime variazioni dello stesso episodio funziona poco nel libro, mentre il finale “rivelatore” del film è semplicemente geniale, ed è frutto della mente di Burton e soci.

4. Il Miglio Verde : gran bel libro senza dubbio, sopra la media di King, ma il film è illuminato dalla perfomance di Michael Clark Duncan e da un Tom Hanks praticamente mai più così bravo.

5. Mary Poppins : stesso discorso fatto per il Mago di Oz. Chiudi gli occhi, pensi a Mary Poppins e vedi Julie Andrews. Che è molto più simpatica della sua omonima cartacea (libro noiosetto anche per un bambino…almeno quello che ho letto io all’epoca). 

Ce ne sono tanti altri almeno all’altezza del materiale di partenza: Le Ali Della Libertà, Guida Galattica per Autostoppisti, Stand By Me, Apocalypse Now, Misery non deve morire, Dracula di Coppola, per non dire dei vari adattamenti di Stanley Kubrick (di cui però non ho letto le opere e quindi mi astengo da commenti) e di quelli di Disney (Il libro della Giungla, La Sirenetta, Aladdin, Biancaneve: meglio del libro. Alice, Il Pianeta del Tesoro, Pinocchio: peggio. ) …il travaso dalla carta alla pellicola non è mai indolore e partire da un libro come quello di Veltroni significa sfidare davvero la sorte. Complimenti, se non altro, al coraggio.

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