Ralph Spaccatutto

Wreck-It-Poster

Ralph Spaccatutto è l’anello mancante tra cinema e videogames. Era ora: dopo numerosi tentativi fallimentari di coniugare i due principali mondi dell’intrattenimento, la Disney ha trovato la chiave giusta, con un film chiaramente di ispirazione Pixariana, nell’anno in cui Pixar ha fatto uscire il suo film più Disneyano (Brave). Vince Disney, a  mani basse. 

La recensione è qui. Per il blog, pensiamo ad altro….

Troppo facile sarebbe la top 5 dei film più brutti tratti dai videogames: Super Mario Bros. con Bob Hoskins, Street Fighter con VanDamme, Mortal Kombat con Cristopher Lambert, Tomb Raider con le tette finte di Angelina Jolie…hai voglia a mettere. Troppo facile, dunque facciamo l’inverso: top 5 dei peggiori giochi tratti dai film (a cui ho giocato, s’intende):

1. Home Alone (Game Boy) : tipico gioco secondario da Game Boy: grafica piatta, sonoro meccanico, giocabilità ridotta, nessuna opzione di salvataggio, difficoltà estrema. Frustrante e orribile, scambiato già alle medie con un non meno indegno Ken Il Guerriero

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2. The Lion King (Super Nintendo): frustrante, come tutti i giochi su licenza di quel periodo, indipendentemente dalla piattaforma. Aladdin non era da meno, ma per The Lion King ho sfondato un controller del Super Nintendo lanciandolo contro la console a causa dell’ennesimo salto sbagliato per elevata latenza nel rispondere ai comandi (tra l’altro, lo screenshot qui sotto sembra essere preso ESATTAMENTE nel punto del gioco che mi ha fatto sbroccare).

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3. The Phantom Menace (PlayStation) : finito solo per devozione, ma l’intelligenza artificiale dei personaggi è tale che se c’è un vicolo cieco in cui infilarsi, loro lo puntano da lontano mentre la telecamera impazzisce di colpo rendendo impossibile continuare a giocare, mentre un esercito di nemici incazzati e armati fino ai denti ti crivella di colpi tipo Sonny ne Il Padrino. C’è voluta tanta Forza. Ma tanta.

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4. The Goonies II (NES) : desiderato sin da piccolo, venerato come l’unica prova concreta dell’esistenza di un fantomatico sequel de I Goonies , ci ho finalmente giocato in tutto il suo splendore l’altro giorno, sul mio NES appena modificato. Atteso per vent’anni e scartato dopo sessanta secondi. Terribile anche per l’epoca in cui è uscito.

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5. Robocop (Game Boy) : meno svogliato di tanti altri giochi simili, almeno alternava livelli a scorrimento con livelli puzzle. PECCATO non poter salvare, in un gioco con vite, tempo e munizioni limitati, visto che far muovere il vero Robocop con i tasti  A e B del Game Boy sarebbe stato forse più facile. Non ho mai saputo cosa ci fosse oltre il livello sette (credo il livello otto, ma vado a naso).

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Menzione di merito, invece, va al gioco di Ritorno al Futuro (Back To The Future: The Game): uscito in episodi giocabili separatamente (ma in realtà capitoli di un’unica lunga storia che porta Marty all’epoca del proibizionismo, ad interferire stavolta con la vita di un giovane Doc) e vittima di un porting scandaloso su console (l’ho giocato su PS3), può vantare una trama solidissima, centinaia di riferimenti ai film, un cast vocale eccezionale ( incluso Christopher Lloyd…). E’ un vero e proprio sequel al terzo film e fa venire nostalgia per un impossibile quarto episodio cinematografico. E’ un gioco stile Monkey Island, con i dialoghi a scelta multipla. Una delle scelte porta avanti nel gioco, ma le altre, nella maggior parte dei casi, esplorano il mondo di Ritorno al Futuro collegando il gioco alla storia dei film in maniera forse inessenziale, ma imperdibile per i fan della saga. Veramente divertente, e quanto di più prossimo ad un sequel ufficiale. Lento in alcuni momenti, ripetitivo in altri, ripaga però i fan della serie con una profondità nei dialoghi e nelle scelte di sceneggiatura da fare invidia a giochi originali ben più blasonati.

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