Twende Berlin

Cosa hanno in comune un gruppo di rapper di Nairobi e la speculazione edilizia che a Berlino sottrae gli spazi pubblici agli artisti ? Upendo Hero (Eroe dell’Amore), regista kenyota, si serve del vecchio topos del viaggiatore ingenuo alla scoperta di un nuovo mondo per descrivere un fenomeno comune a molte zone del mondo (Nairobi come Berlino), che sta mettendo in pericolo l’identità e la storia delle città, la loro unicità, il rapporto simbiotico tra abitanti, artisti e spazio pubblico.

Per “gentrification” s’intende infatti il processo per cui quartieri popolari in cui gli artisti hanno spazio e che contribuiscono a rivalutare diventano preda degli speculatori e dei costruttori, che alzano gli affitti e costringono gli abitanti a spostarsi per far posto alla borghesia (gentry), costruendo servizi e spazi di dubbio o nullo interesse per le comunità già presenti.  

I sei rapper del gruppo Ukoo Flani vengono ingaggiati dal regista Upendo Hero per un progetto: documentare la gentrification di Berlino attraverso le parole e le opere di artisti e attivisti tedeschi che si stanno opponendo agli speculatori, contribuendo in maniera pacifica con la musica ed un messaggio di amore disinteressato nei confronti del prossimo e degli spazi pubblici. Gli incontri del gruppo con gli artisti di Berlino saranno illuminanti e sorprendenti…

Non è semplice nell’analisi di un film come Twende Berlin separare la propria opinione sull’argomento trattato da un giudizio sulla bontà del film. È evidente che la lotta contro la gentrification venga presentata in maniera parziale e che la simpatia dei protagonisti sia una implicita captatio benevolentiae nei confronti dello spettatore affinchè sposi la causa di Upendo Hero.  Occorre lasciare alla coscienza di ciascuno un’eventuale presa di posizione: il merito del film è quello di porre la questione e spiegarne alcune dinamiche; per quanto parziale possa essere, è comunque un inizio. La struttura di Twende Berlin, grazie all’interpolazione dei momenti musicali ed alla innata simpatia del gruppo degli Ukoo Flani, che interpretano se stessi ( con qualche esagerazione nella caratterizzazione di alcuni personaggi, funzionale al documentario ) ricorda lontanamente quella di A Hard Day’s Night di Richard Lester: se nel film del 1964 Lester seguiva i Beatles in uno show televisivo fittizio, descrivendo le assurdità dello show business attraverso la freschezza dei quattro musicisti, Twende Berlin segue il viaggio degli Ukoo Flani a Berlino, da incuriositi visitatori a contatto con una capitale europea ed un rigido inverno ad attivisti coscienti del proprio ruolo nella battaglia contro la gentrification. I brani musicali (quasi veri e propri videoclip nel film) sono ispirati ai vari “capitoli” in cui è suddivisa la storia: ispirati a volte alle figure che il gruppo incontra, ora ai luoghi simbolo di Berlino che rischiano di sparire. La contaminazione musicale nella musica degli Ukoo Flani ben si sposa con quella culturale e umana che anima la battaglia contro la speculazione edilizia. Battaglia già persa a Nairobi, e ovviamente quasi impossibile da vincere anche altrove. Va dato grande merito al lavoro di Upendo Hero, capace di affrontare un tema scottante con la leggerezza dell’arte e non dimenticando mai l’obiettivo principale – diffondere un messaggio di amore universale e impegno pacifico.

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