Alla Ricerca di Nemo 3D

E’ un segno dei tempi che cambiano: per giustificare un ritorno al cinema, anche i grandi film devono sottoporsi al lifting della stereoscopia e così, dopo Il Re Leone e prima di Monsters & Co., tocca a Alla Ricerca di Nemo provare a tirarci fuori qualche euro in più quando il dvd magari giace a prendere polvere da anni su uno scaffale della nostra libreria. Associato al film c’è il trailer di Sammy 2, che con Nemo condivide l’ambientazione marina e quindi una certa predisposizione al 3D (gli oggetti “fluttuanti” ingannano meglio l’occhio). Il 3D di Sammy è impressionante nonostante l’animazione sia peggiore (anche considerando gli anni di distanza tra le due uscite), quello di Nemo appena percettibile – ma il confronto resta impari: Nemo è un gran film, e ci voleva il cinema a ricordarmelo. Quando l’ho visto, oltre una vita fa, avevo circa la stessa età del ragazzetto che entra a proiezione in corso con la torcia del cellulare accesa anche se non ce n’è bisogno, parlando ad alta voce, e si siede (ovviamente) davanti a me. Dopo due minuti buoni si fa venire il dubbio ,  si volta e mi fa, giuro: “ma questo è proprio il film o è la pubblicità?” F4 (basito). Mantenendo un aplomb degno di un pokerista a cui è entrata una scala reale servita, confermo che è proprio il film , il che porta all’inevitabile conclusione che “avemo sbagliato sala“.

 L’immagine sdoppiata, oltre tre minuti di film CHIARAMENTE non confondibili con un trailer, gli occhiali 3D che in sala solo lui ed il suo altrettanto illuminato sodale non indossano evidentemente non sono abbastanza, per non parlare del fatto che il numero della sala è indicato sul biglietto, ammesso che uno sappia leggere e far di conto. Alla sua età, magari non ero più sveglio, ma certamente sapevo leggere e far di conto. E anche questo è un segno dei tempi che passano.  Chi era il ministro della Pubblica Istruzione quando questo subnormale faceva le elementari? Queste sono le conseguenze dei tagli alla scuola ed alla ricerca: soggetti del genere prima non vengono più educati e poi è anche impossibile trovare una cura. O un utilizzo come cavia da laboratorio al posto dei poveri topolini o dei beagle.    

Mi è rimasto il dubbio. Chissà cosa erano venuti a vedere.  

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