Ted

 

Ci sono cose che a un certo punto decidi di lasciare indietro. Persone, ricordi, ma soprattutto oggetti legati a periodi della vita che non sembrano più importanti o che non hanno bisogno di feticci materiali. Ognuno segue i suoi percorsi: butta le vecchie cartoline, le audio cassette, i fumetti. Si libera posto in casa, si fanno magari anche due soldi. Ci si sente meglio, dopo. Io – generalmente – seguo invece il percorso inverso, e tendo a circondarmi di tutto ciò che mi ha accompagnato (chi ha visto la mia casa sa di cosa parlo). Perché un NES a 8 bit fa parte della mia vita tanto quanto le foto del liceo e li voglio entrambi a portata di mano. E se una cosa nel tempo si è persa, c’è sempre ebay per recuperarla, trasferendo il valore affettivo dall’originale alla copia. Ogni tanto però, qualche sacrificio va fatto. E quindi via se ne andranno oltre 300 numeri di Topolino che giacevano tristemente in soffitta da anni. Al momento, non mi dispiace, ma spero di non pentirmene in futuro. Per L’Uomo Ragno non so, devo decidere, sarà dura. Non lo rileggerò mai, ma non riesco a toglierlo di mezzo. Che c’entra tutto ciò con Ted? C’entra, c’entra.  

Ted è l’ultima trovata di Seth McFarlane,  l’uomo che non ringrazieremo mai abbastanza per i Griffin e che non riusciamo ad odiare nonostante ci abbia definitivamente rovinato la sacralità della visione di Star Wars (provateci voi a restare seri mentre guardate episodio IV dopo aver visto Blue Harvest…).

Seth McFarlane parla ai suoi coetanei, quindi anche a me. Capiamo i riferimenti culturali, abbiamo gli stessi miti pop, un affine senso dell’umorismo, un modo simile di fare i conti con la nostra parte fanciullesca (solo che lui ci fa anche molti soldi). Giudicare Ted si rivela più difficile del previsto. Il film è molto buono, dal punto di vista tecnico, la sceneggiatura è brillante e – finale a parte – originale. Esprimere un parere su senso del film si rivela almeno per me, decisamente meno semplice. Condivido e quindi ad un certo punto va messo via l’orso di pezza e ci si deve rassegnare a crescere, oppure non sono d’accordo, e mi potete regalare Lego e videogames anche l’anno prossimo e quello dopo? E soprattutto, le due cose sono per forza in antitesi? Ci dovrei pensare di più, ma devo provare se funziona il NES che ho fatto modificare e passare in fumetteria a prendere l’Omnibus di Spider-Man.  

Guardando Ted, infatti, è difficile non provare un senso di immedesimazione con il protagonista John (Mark Wahlberg , soprendente nel registro comico) e una certa compassione per le nostre ragazze che devono fare i conti quotidianamente con la nostra incurabile sindrome da Peter Pan Nerd, che nel film è rappresentata da un orso di peluche, Ted, per l’appunto,  che prende magicamente vita e impedisce (?) il definitivo passaggio all’età adulta del suo proprietario John. Irresponsabile, sboccato, superficiale, infantile, omofobo, ovviamente scorretto politicamente: Ted è il concentrato di tutti i difetti dei migliori personaggi di Seth McFarlane (da Brian Griffin a Roger l’Alieno) mentre John è il Peter Griffin della situazione, condannato alla contrizione tardiva ed alla promessa di essere migliore, ma sempre dal giorno dopo.

Il problema del film, se vogliamo per forza cercarne uno, è proprio questo: che mentre Peter Griffin non matura mai, ed all’inizio di ogni episodio è imbecille esattamente come prima (se non di più), questo meccanismo non può funzionare in un film. O almeno McFarlane non ci prova nemmeno: i personaggi, Hollywood insegna, devono passare nel corso del film dal punto A al punto B, in cui stanno meglio del punto A. L’ultimo atto del film risulta pertanto un po’ telefonato e forse un po’ tirato per le lunghe: è l’unico difetto di un film divertente e curato, con trovate divertentissime che confermano l’abilità unica di Seth McFarlane di rivedere in chiave comica e irriverente  tutti i capisaldi della cultura pop di chi è cresciuto negli anni settanta e ottanta (da Star Wars a Flash Gordon, da E.T. a Top Gun), senza inutili eccessi parodistici demenziali né complicazioni geek  (tipo Prometheus), ma integrando elegantemente ogni omaggio all’interno della storia. Un puntatote de I Griffin, come dice senza averlo visto il mio amico e maestro Jedi Angelo? In parte: oltre a Seth McFarlane stesso che dà la voce a Ted c’è anche Mila Kunis, storica doppiatrice della serie ed alcune sequenze e tecniche narrative ricordano palesemente le puntate de I Griffin (la scena di lotta, ad esempio), ma c’è anche qualcosa di differente e di più adatto al cinema.

Un bell’esordio per Seth McFarlane e un film davvero divertente. Ah, e se volete 300 numeri di Topolino, sapete dove trovarmi.

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