I Mercenari 2

Non si batte il classico

Dolph Lundgren, aka Ivan Drago, ha interpretato He-Man in un (terribile) film sui Masters, i miei giocattoli preferiti di quando ero piccolo. L’avevo rimosso, anzi, l’avevo sepolto sotto centinaia di film discreti, decenti, buoni, ottimi ed eccezionali. Ma era lì, annidato, ancora più sotto del ricordo di Schwarzenegger ne L’Implacabile, ancora più sotto del ricordo di Stallone in Cobra, di Van Damme in Senza Esclusione di Colpi e di Kim Rossi Stuart in Il Ragazzo dal Kimono d’Oro 2.

Questi film sono come gli amici di infanzia a cui vuoi bene ma che non frequenti più, o che frequenti ancora solo perchè li conosci da sempre, che se li conoscessi adesso magari non li sopporteresti nemmeno. Colpa della discutibile programmazione di Italia 1 negli anni ottanta e novanta, ma ormai il danno è fatto: sono cresciuto con questi film, con questi attori dalla limitata gamma espressiva e dal fisico ipertrofico. Jason Statham è più bravo di tutti gli altri Expendables messi insieme, ma per me Stallone, quando fa la faccia dello sconfitto che non demorde ( o quando fa a botte) non si batte. Mai. Perchè è un classico.
Come si può evincere, sarò estremamente indulgente nei confronti de I Mercenari 2, per due motivi: mi ha risolto la questione di fondamentale importanza su chi fosse più forte tra Stallone e Van Damme, e perchè voglio un gran bene a tutti i buoni, ed anche al cattivo.

I Mercenari 2 (che risulta assolutamente godibile anche senza la visione del primo episodio) è una festa organizzata da Sylvester Stallone a base di cazzotti e spari, a cui sono invitati tutti quelli che hanno costruito la loro carriera su cazzotti e spari: da Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger fino a Jean-Claude Van Damme e Chuck Norris. Il catetere ai vecchi lo tiene Jason Statham, erede in pectore della generazione action. I Mercenari è un film talmente vecchio stampo che non cede neanche alla tentazione di inserire un po’ di gnocca ad minchiam (tipo Megan Fox in Transformers) tanto per vendere quei tre biglietti in più. Qua si menano le mani, e l’unica donna del giro è una cinese molto poco avvenente che tira calci come un mulo incazzato.
Van Damme, che aveva rifiutato di partecipare al primo film perchè a suo dire il ruolo propostogli mancava di spessore (mah…), interpreta un cattivo talemente monodimensionale che se si mette di profilo scompare. Più o meno come tutti i personaggi interpretati da Van Damme. C’è del buono in questo: in controtendenza con la mania di dare spessore psicologico a tutti, ed in particolare ai cattivi, qui le cose sono chiare sin da subito: i buoni sono super-buoni, magari un po’ disadattati, e i cattivi sono dei bastardi leccati e viscidi senza mezzi termini che ti fanno venire il sangue agli occhi come il bullo dell’asilo. E che muoiono, tutti, entro la fine del film, come ai bei tempi. Come avresti voluto uccidere il bullo dell’asilo.

C’è poco da aggiungere: criticare questo film significa non essere in grado di metterlo nella giusta prospettiva. Non vale più (ma neanche meno) di tutti i film che hanno fatto la fortuna dei suoi protagonisti trent’anni fa o giù di lì, con tutti i loro pregi e difetti. Aggiungete l’effetto nostalgia e l’all-star band reclutata per l’occasione, e forse c’è anche qualcosa in più. Stallone, che lascia la regia a Simon West dopo aver diretto il primo episodio, è la mente dietro questa autocelebrazione collettiva e non potrebbe essere altrimenti, vista la sua naturale vena malinconica (sarà una di quelle che gli escono dal braccio) e i risultati degli ultimi episodi di Rambo e Rocky, che hanno testimoniato che il cinema ha ancora bisogno dei vecchi eroi, visto che quelli nuovi sono davvero poca cosa e si dimenticano ai titoli di coda. D’altra parte, non credo esistano tre più credibili e più belli da vedere di Stallone, Schwarzenegger e Willis,  uno di fianco all’altro, che trucidano decine di cattivi senza faccia nè nome con la proverbiale pessima mira che consente ai buoni di fare anche le solite battute “ti-ammazzo-e-ti-prendo-anche-per-il-culo”. Nel suo genere, I Mercenari 2, per quanto anacronistico, è un film praticamente impeccabile e quest’anno, di film impeccabili nei rispettivi generi, se ne sono visti davvero pochi. Non ho visto il primo episodio (un po’ per spocchia, lo ammetto) e ora lo vedrò.

Suggerimenti per il cast de I Mercenari 3: Lorenzo Lamas, Cynthia Rothrock, Bud Spencer & Terence Hill, Lou Ferrigno dipinto di verde, Hulk Hogan,  Mr. T in rappresentanza dell’A-Team, Mazinga Z , Super Vicky, Christopher Lambert con spada da Highlander, l’Uomo Tigre. Tutti contro Clint Eastwood, con cappello.

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