Biancaneve e il Cacciatore

Dalla prima volta che ho visto il trailer, ho pensato che avrei visto il film per tifare per la regina cattiva, Charlize Theron, e non per Biancaneve, ovvero Kristen Stewart. In realtà, sebbene simpatizzare per Biancaneve sia impossibile, è difficile anche prendere le parti della regina: nonostante una buona prova di Charlize Theron, il personaggio è scritto come una vedova nera maniaca depressiva e bipolare che strilla come un’aquila per qualunque cosa e soprattutto, CREDE di parlare con lo Specchio Magico e invece sta parlando con un inerte vassoio da portata.

Un impianto estetico originale ed effetti speciali davvero notevoli rendono il film estremamente gradevole nonostante i dialoghi assurdi (ci sono TRE sceneggiatori, probabilmente tra loro non si conoscono e non si sono mai parlati) ed una trama zoppicante. La sospensione dell’incredulità serve tutta a credere che Kristen Stewart sia più bella di Charlize Theron, ma nel complesso ci si può stare.

Il problema del casting delle due protagoniste è imbarazzante. Se prendi la più bella del reame per interpretare la seconda più bella del reame, ti scavi la fossa da solo. Se poi per la più bella del reame prendi Kristen-faccia-da-cazzo-Stewart, che al più ispira una sveltina punitiva nel cesso dell’autogrill, la fossa te la ricopri anche.  

Ogni elemento della trama che non appartiene al racconto dei fratelli Grimm è rubato da qualcos’altro e ovviamente ora vado ad elencare tutta la refurtiva raccontando la trama per filo e per segno. Se non gradite spoiler, interrompete pure qui, quel che c’era da scrivere l’ho scritto, ora parte il cazzeggio.

La regina Charlize, che fa il bagno nel latte (di non si sa cosa, che tutti gli animali sono morti) davanti al fratello albino maniaco sessuale (e questo già la dice lunga sulla sceneggiatura), ha bisogno di rubare la giovinezza o strappare il cuore (ehi! Indiana Jones!) ad altre fanciulle per mantenersi giovane e bella – verso la fine del film vediamo che se rimane senza vittime, si trasforma prima in Nilde Iotti e poi in Yoda, quindi vai a darle torto – però queste scarseggiano, e poi c’è la crisi: “La magia ha un prezzo altissimo” fa notare l’albino, e lei risponde, giuro, “… e le spese stanno aumentando”. Geniale.

Biancaneve è imprigionata nella torre più alta del castello (Ehi! Raperonzolo!) da quando la regina ha fatto morire col viagra il buon re, padre di Biancaneve. Quindi ricapitolando fin qui: per rimanere giovane hai bisogno di trovare giovani e graziose fanciulle, ma aspetti che Biancaneve riesca a scappare, dimostrando notevoli doti atletiche per una rinchiusa per anni in una torre, per accorgerti che potevi usare anche lei. Anzi, non ti va a scoprire la povera Charlize che Biancaneve è l’unica in grado di spezzare l’incantesimo ed ucciderla OPPURE farla vivere per sempre se muore (ehi! Harry Potter!!)? Quindi la regina incarica il cacciaThor (ovvero Chris Hemsworth con lo stesso look di Thor armato di ascia invece che di martello) di uccidere Kristen Stewart prima che prenda parte ad un altro seguito di Twilight.

Così la bella e soprattutto buona Biancaneve, dopo aver abbandonato senza pensarci due volte il suo cavallo bianco nelle sabbie mobili (ehi! La Storia Infinita!), si ritrova in una foresta incantata (ehi! Qualunque film fantasy medioevale!) dove incontra il CacciaThor e sconfigge un Troll uscito da un film di Guillermo del Toro urlandogli contro(?). A quel punto inizia una supercazzola animista per cui Biancaneve incontra prima degli Hobbit, sorry, dei Nani (ehi! Tutto Tolkien!), poi  un cervo con delle corna lunghissime che è lo spirito della Foresta (ehi! Princess Mononoke!). Tutti si chiedono (in sala e nel film): “che è ‘sta minchiata adesso?”  e un nano gaglioffo ciecato e quindi veggente, ma che in realtà spara solo cazzate a causa dell’alcool, dice che “lei è la vita stessa” ed è la prescelta non si sa per cosa ma ha dei poteri curativi sovrannaturali (il cavallo affogato può confermare), scambiando evidentemente l’ormone assassino che ti fa salire la Stewart per poteri taumaturgici, anche perchè lui ciecato era e ciecato rimane. Infatti quando l’ottavo dei Settenani si prende un freccia nel cuore al posto di Biancaneve, la prescelta dallo spirito della Natura lo soccorre consigliandogli di respirare e facendogli vedere come si fa. Tipo quando nei film una deve partorire su un autobus o cose del genere. Giova a questo punto ricordare che tutte queste cose senza senso, Biancaneve le fa con la faccia e l’espressione da gatta morta di Kirsten Stewart:

 A quel punto si unisce alla compagnia un arciere provetto che serve a creare il triangolo amoroso da tirare per le lunghe nei sequel (ehi! Twilight!). E insomma, se hai tre uomini e sette nani che ci fai? Li fai camminare per tutta la Terra inquadrandoli dall’alto (ehi! Il Signore degli Anelli!) mentre vanno non si sa dove, forse a Mordor. E mentre tutti gli scagnozzi della regina si fanno il mazzo a tarallo per cercare la Compagnia del Nanello, la Regina li trova, li raggiunge e avvelena Biancaneve con la proverbiale mela. Come Roger Rabbit, lo poteva fare solo quando la trama lo richiedeva. Segue doppio bacio spezza-incantesimo (sia Legolas che il CacciaThor fanno un tentativo, indovinate voi chi riesce a svegliarla. Suggerimento: il film NON si intitola Biancaneve ed il devoto arciere).  

Biancaneve risorta si trasforma non si sa come in condottiero indomito e fa il superdiscorso per spronare le truppe (ehi! Il Ritorno del Re!), ma si incasina e comincia a parlare delle proprietà fisiche dei metalli (“il ferro fonde ma poi si solidifica!”) o citando Anna Tatangelo (“Preferisco morire che vivere un altro giorno in questa morte!!” ). Segue comunque battaglia finale al castello della Regina (ehi! Le due Torri!), con il nano gaglioffo ciecato e quindi veggente che saluta la spedizione dicendo “Addio, principessa” e tu pensi, o c’ha ragione e davvero vince la Regina cattiva o fino ad adesso ha tirato ad indovinare puntando sempre sulla cosa più probabile. Segue scontro finale in cui la regina insulta Biancaneve facendosi beffe della virilità di suo padre (“era troppo debole per alzare la spada!”) ma poi vissero tutti felici e contenti tranne il devoto arciere, che però ancora non lo sa. Il CacciaThor, tutto pettinato per la prima volta, mi sa che lo sa.

Particolare inquietante, il film è ambientato in un universo cattolico, visto che Biancaneve recita il Padre Nostro e il Clero, molto realisticamente, è presente attorno al trono quando le cose vanno bene e sparisce quando c’è la Regina cattiva. Come poi il monoteismo cristiano si sposi con poteri magici ed animismo, vallo a capi’.

Nel film ci sono otto Settenani che però hanno nomi fantasy tipo Gus e Miur, perchè Pisolo Mammolo e Brontolo erano impegnati a scrivere i dialoghi del film, e l’unico vantaggio di avere otto Settenani è che ne puoi fare secco uno (come in Once Upon A Time, viva l’originalità) e avere ancora Biancaneve e i Settenani come titolo per un seguito. Anche perchè Biancaneve e Ottonani ricorda molto il titolo della celeberrima versione porno. Che Kristen Stewart secondo me poi c’ha proprio la faccia della “ragazza irriverente” della canzone di De Andrè che vuole saper se è vero quel che si dice intorno ai nani sulla virtù meno apparente ecc ecc e viene illuminata nei suoi dubbi da Settenani che si uniscono come Voltron e le tolgono finalmente quell’espressione da cazzo dalla faccia violandola ripetutamente.

Forse per contratto, Kristen Stewart dev’essere messa sempre al centro di un triangolo amoroso, così stavolta invece di un bacio di vero amore se ne becca due. La morale del film è la stessa di Cara Ti Amo di Elio e Le Storie Tese. Ovvero: tu puoi essere devoto per tutta la vita, lanciarti a capofitto dentro una foresta maledetta per salvare la tua amata, portarti il rimorso per non averla salvata da piccola, seguirla in una missione suicida contro l’esercito di una strega e quella ti preferirà un grosso villico ubriacone che all’occorrenza la prende a sberle.

Per il sequel, tutti pronti a dividersi in team CacciaThor e team Legolas.

P.S. Princess Mononoke, di Hayao Miyazaki, 1999 (destra) – Biancaneve e il CacciaThor (sinistra) :

Annunci