Il Mundial Dimenticato

1942, il ministro dello sport della Patagonia, il Conte Otz, comunica a Jules Rimet, presidente della FIFA, la sua intenzione di ospitare la quarta edizione dei Mondiali di Calcio, nonostante la guerra infuri in Europa. Alla fine, la FIFA non acconsente, ma i Mondiali del conte Otz hanno ugualmente luogo. Partecipa un’Italia  di immigrati antifascisti, partecipano la rappresentativa della Patagonia e quella degli indios Mapuche, partecipa la temibile Germania nazista e partecipano gli Inglesi, per la prima volta nella loro storia. Eppure di questo Mondiale oggi nessuno parla: per gli annali della FIFA e per la storia ufficiale, i Mondiali di Calcio ripresero nel 1950. Perchè? Lo straordinario campionato di calcio sudamericano è sopravvissuto nelle testimonianze dirette di alcuni dei giocatori ma soprattutto nelle riprese leggendarie del cameraman/inventore Sandrini. E se lo scheletro rinvenuto abbracciato ad una bizzarra telecamera è proprio quello di Sandrini, anche l’ultimo mistero del “mundial olvidado” può essere svelato: il risultato della finalissima…

Non è vero nulla.

 Il mockumentary di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni ispirato ad un racconto di Osvaldo Soriano è un sontuoso lavoro di costruzione e decostruzione di una storia che prima fa di tutto per essere credibile e poi di tutto per svelare l’inganno (la “cinepelota”, il figlio di Butch Cassidy ed il duello sportivo/amoroso tra il portiere paratutto con lo sguardo ipnotico e l’attaccante occhialuto che segna sempre sono le intuizioni migliori, ma anche le più letterarie e meno credibili del film). Funzionano tutti i piani narrativi: la storia del Mundial – ricco di colpi di scena e partite epiche, la storia della ricerca delle prove e della documentazione mancante (complici testimoni d’eccezione come Roberto Baggio e Joao Havelange e finti testimoni diretti) , la romantica storia d’amore tra la figlia del conte ed i due giocatori più forti (con l’eccentrico cameraman quarto incomodo), costruita su un incastro di sguardi, lenti e pellicole al limite tra il ridicolo ed il poetico. 

Il Mundial Dimenticato è un film da vedere – ci vuole un piccolo sforzo, vista la programmazione infame – perchè era da tempo che non si vedeva un film così originale, perchè è fatto benissimo e perchè è raro vedere film sul calcio così belli. C’è pure Italia- Germania.

Il cinema funziona quando riesce ad ingannarci pur lasciandoci consapevoli dell’inganno ed il Mundial Dimenticato , che ci fa fessi e contenti, è un esempio perfetto di questo meccanismo. Il mockumentary è il contrario del biopic, e infatti a me piace un casino.

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