Una Spia Non Basta

 

Uno che si chiama McG al massimo può fare il panino. Di certo non il regista. E il buon McG non perde mai l’occasione di ricordare  a tutti che, nonostante continuino incredibilmente ad affidargli progetti non esattamente di quarta categoria, lui più che il panino non può fare. Dopo il fiasco di Terminator Salvation, il panino prestato alla regia dimostra di essere completamente allergico anche alla grammatica della commedia romantica, che in Una Spia Non Basta (This Means War) viene declinata in versione action, così, tanto per far sperperare al panino un po’ di soldi in effetti speciali. In soldoni, non si salva nè la parte action (banale) nè la parte romantica (prevedibile come era da attendersi ma anche stupida). E dire che l’idea non era male affatto: il più classico dei triangoli, modello Georgie-che-corre-felice-nel-prato: due amici fraterni (Tom Hardy e Chris Pine, sprecati) che perdono completamente il senno per il mento di Reese Witherspoon (mistero). Essendo i due agenti della CIA, il corteggiamento ed il reciproco sabotaggio avvengono a colpi di cimici, droni spia, dardi sedativi, finchè il cattivo di turno (con un plot twist davvero imprevedibile) rapisce il mento di Reese Whiterspoon e costringe i due ormai ex amici a ridiventare amici. Ah, e in tutto questo il mento di Reese Whiterspoon se la fa con entrambi come se niente fosse e si incazza pure quando scopre che i due si conoscono e se la stanno giocando come un trofeo. Cioè tu, indecisa e ovviamente autorizzata dalla solita amica saccente, puoi usare gli uomini per tuo diletto mentre scegli, mentre loro, realmente interessati, non si possono litigare le tue attenzioni come meglio credono. Ho detto tutto.

Delle tre interpretazioni principali, stupisce la Whiterspoon. Non è bella, non è brava, non è simpatica. Non regge nel ruolo della donna che può distruggere l’amicizia solidissima di due che si salvano reciprocamente la vita un giorno sì e l’altro anche. Il film è debolissimo, e peggiora quando il panino inserisce scene da abbrutimento come quella in cui il mento di Reese Whiterspoon e la sua amica sono al supermercato e le due procedono nello spazio posto tra le casse e l’inizio delle varie corsie dei reparti, riempiendo il carrello unicamente delle cose esposte in offerta davanti alle casse (alla fine dei reparti, dove di solito ci trovi le videocassette, i tagliaunghie e il vino già andato a male). Mai vista una cosa tanto ridicola.

Non pago della sua manifesta incapacità, il panino vestito da regista pensa anche bene di inserire ogni tanto qualche bell’omaggio a classici del cinema (del calibro di Butch Cassidy e Frankenstein Junior) facendoli vedere qua e là proiettati su televisori, con l’ovvia intenzione di distrarre l’attenzione dallo scempio in atto in primo piano.

Una spia non basta, il titolo italiano, fa riferimento al fatto che la spia dell’incapacità di McG era già evidente in Charlie’s Angels. Ma visto che una non basta, gli hanno fatto fare Terminator Salvation. Se siete addirittura al vostro terzo McG, fatevi seriamente qualche domanda (io l’ho visto gratis, quindi non conta).

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