Yellow Submarine

“I’m a born Lever-puller”

Esce così, in sordina, senza aspettare un anniversario, senza (per ora) l’annuncio di edizioni deluxe, il Blu-Ray di Yellow Submarine (a fine maggio). Come a coprire solo il buco nelle “uscite Beatles” per il primo semestre 2012. E io, che prometto solennemente di fare l’upgrade solo se ci sarà un’edizione limitata (suggerimenti in tal senso ne avrei…vedi sotto),  voglio rendere un po’ di giustizia a questa noncuranza generale. E’ pur sempre il primo film che ho comprato in DVD, è pur sempre robba de Beatles.

Nel 1965 i Beatles sono pettinati e vestiti tutti uguali, pubblicano Help!, l’ultimo disco contenente cover di altri artisti, girano l’omonimo film di Richard Lester nello spirito di A Hard day’s Night e ricevono l’MBE dalla Regina Elisabetta, non mancando di fumarsi una canna nei bagni di Buckingham Palace, Brian Epstein, nel 1965, è vivo e vegeto.
Nel 1968, cinque album dopo, a malapena si rivolgono la parola, si pettinano ognuno come meglio crede (tutti abbastanza male) hanno sviluppato un bizarro gusto per l’oriente (che va dal Sitar a Yoko Ono), hanno davanti a sè ancora un disco capolavoro e soprattutto molti litigi, Brian Epstein è morto l’anno prima.

Nel 1965, campione di incassi al cinema è Tutti Insieme Appassionatamente, Disney è reduce dal successo di Mary Poppins e Walt Disney è ancora vivo.
Nel 1968, Kubrick  sbanca con 2001 Odissea nello Spazio, mentre Disney esce con Herbie – Il maggiolino tutto matto.  Walt Disney è morto l’anno prima.

Dal 1965 al 1968, per il mondo passano tre anni, per i Beatles ne sembrano passati almeno dieci. A quel che resta della più grande band della storia non gliene può fregare di meno che manchi ancora un film per rispettare il contratto stipulato con la United Artists. Non è aria, insomma, di commedie alla Lester, come dimostra il film successivo, Let It Be, passato alla storia per gli scazzi in studio impietosamente filmati e pubblicati.

Yellow Submarine nasce in questo contesto, l’animazione è il compromesso tra la presenza dei Beatles nel film e la riluttanza dei quattro ad esserci (infatti nemmeno prestano le voci ai personaggi). Gli inediti per il film sono pescati tra gli scarti dell’anno precedente, il resto è preso qua e là. La trama è un pretesto per infilare nel film il maggior numero di canzoni possibili, senza un senso preciso (da Eleaonor Rigby a Hey Bulldog passando per When I’m Sixty-Four), immaginando per ciascuna una sequenza animata (spesso abbastanza indipendente dalla trama).

Uno schifo cosmico? Non esattamente.

Se non avete visto Yellow Submarine, non avete mai visto niente come Yellow Submarine. E se non l’avete visto, come cavolo ve lo racconto? L’unica parola che mi sembra calzante è spiazzante. Musicalmente, narrativamente, cromaticamente. Non c’è uno scambio di battute di senso compiuto, non c’è un accostamento di colori che i vostri occhi possano istintivamente approvare, non c’è nemmeno una canzone storicamente rilevante (anche se per me Hey Bulldog è la canzone più bella dei Beatles, ora l’ho detto). La tecnica di animazione  aliena il pubblico infantile (a cui la storia è chiaramente rivolta) facendo largo uso di animazione limitata tipo Monthy Python e colori acidissimi e sconsolatamente piatti, mentre la sceneggiatura è infarcita di nonsense meravigliosi che alienano anche buona parte del pubblico adulto. Come per molti album del periodo, sospetto che una visione in uno stato mentale alterato artificialmente sarebbe il miglior modo per godersi il film. Altro che alta definizione. Idea per una limited edition: pasticche di LSD a basso dosaggio per un 3D senza occhialini. Genio del marketing che non sono altro…

Una perla nascosta, un film seminale per moltissimi autori, non commerciale nonostante il marchio che porta. Ecco: pensate a Yellow Submarine, la canzone: una fastidiosa filastrocca composta per far cantare Ringo, di quelle canzoni che le senti una volta e ti si attaccano come un virus. Il film è l’esatto opposto: ogni cadenza obbligata non viene risolta sulla nota attesa, ma mezzo tono più su: una continua dissonanza, se mi passate una metafora musicale. Se esiste un punto d’incontro tra spensierata dabbenaggine e genio fine a se stesso, là c’è Yellow Submarine (il film). Insieme a buona parte della discografia dei Beatles.  Ecco perchè questo film fa parte dei Beatles, anche se i Beatles ci sono solo per finta.

Un motivo in più per vederlo, ora che esce in Blu-Ray: il remake in CGI è stato cancellato dalla Disney. Che porcata sarebbe stato, lo sa solo Dio, ma io me lo immagino molto bene.

Doppio P.S. Il film è di George Dunning,  il direttore artistico è Heinz Edelmann.  L’album uscì nel 1969, e, oltre alla title track, conteneva gli inediti e i brani orchestrali composti da George Martin. Discografia ufficiale, ma veramente poca cosa. la SONGTRACK uscita qualche anno fa e di prossima ristampa, contiene TUTTE le canzoni del film e pure remixate. Uno spettacolo.

Annunci