I Muppet

It’s time to light the lights

Inutile girarci intorno, il film dei Muppet è davvero brutto. Non lo salva Kermit, non lo salva Gonzo, non lo salva Fozzie, non lo salva Jason Segel, non lo salva Amy Adams. Semplicemente, non funziona niente. I numeri musicali sono di una noia imbarazzante (e la traduzione italiana non aiuta affatto), i Muppet ci mettono troppo ad entrare in scena (Kermit compare dopo una ventina di minuti) e l’operazione di resurrezione mi sa che finisce qui. E pensare che l’idea non era neanche malvagia: sfruttare il declino reale della popolarità dei Muppet nella trama del film, costruendo una storia sui Muppet che tentano di ritornare alla ribalta per salvare i loro vecchi studios dalla demolizione. Praticamente, è la versione Muppet dei Blues Brothers, con il reclutamento della gang che resta il momento migliore del film. L’umorismo demenziale illumina alcuni momenti (il viaggio attraverso la mappa, o l’”uso del montaggio” per risparmiare tempo, in un gioco continuo di trucchi metacinematografici veramente indovinati) ma né la parata di ospiti né soprattutto lo show riescono ad emozionare o divertire davvero. E’ come se i Blues Brothers invece di Everybody Needs Somebody avessero cantato Grazie dei Fiori. Il difetto peggiore del film è lo spazio concesso ai personaggi umani, piatti e prevedibili, che rubano di fatto la scena ai personaggi di cui ci importa davvero qualcosa. Jason Segel ha scritto il film e si è ritagliato una parte troppo ingombrante, soprattutto perchè non interagisce mai davvero con i Muppet.

Dispiace perchè di una comicità sana come quella dei Muppet ci sarebbe davvero bisogno, ma forse i tempi sono cambiati davvero, come si dice nel film.

Un film deludente per i nostalgici, che non attirerà nuovo pubblico e che non aggiunge nulla alla storia dello show. Peccato.

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