Festival di Roma – il peggio

Anche quest’anno, scegliere cinque cose pessime non è facile. C’è sempre qualcosa che deve rovinare la festa, e non basta neanche la porzione di biscottini da tè al bar dell’auditorium (2 euro 6 biscotti) a tirare su il morale. Passino i film scarsi, ma il resto proprio no. Ecco cosa vi siete risparmiati o cosa avete dovuto sopportare se ci siete stati:

5) La gente 

Siamo sull’orlo del collasso nervoso, e questo si sapeva. Le persone sono pronte a scattare rabbiosamente contro chiunque ed in qualunque situazione per motivi estremamente futili, riversando frustrazioni represse su malcapitati interlocutori. Scene di ordinaria follia, ma anche di disumana maleducazione, sia nello staff che nel pubblico.  

APPELLO SPECIALE ALLE SCUOLE: tenete gli alunni in classe, se non siete neanche in grado di farli stare zitti. Comunque, a guardare le insegnanti, viene da sperare che almeno non facciano ulteriori danni.

4) I film italiani

L’assenza di grandi titoli, a parte Tin Tin, e di grandi star internazionali (Richard Gere è il meglio che abbiano saputo tirar fuori dalla naftalina) ha messo in risalto i titoli italiani, presentati in pompa magna: a vedere L’Industriale c’erano nientepopodimeno che Giorgio Napolitano e signora, mentre per Cotroneo è venuto tutto il cast con l’automobile di scena sul red carpet. Peccato che i film siano al più mediocri, quando non imbarazzanti. Si salvano opere minori (tipo Il Paese delle Spose Infelici), ma in generale siamo alla frutta, ed è anche un po’ marcia.

3) I giornalisti

Le “anticipate stampa”, ovvero le proiezioni riservate ai giornalisti, sono sempre la ciliegina sulla torta. Non c’è miglior occasione per sentir sputare sentenze su film appena visti, con (pre)giudizi portati da casa e desiderosi di essere condivisi. Tra il critico del più importante quotidiano nazionale che filma le recensioni al volo mentre va al cesso tra un film e l’altro (scrivere ormai gli costa troppa fatica e poi vuoi mettere apparire)  e racconta solo quello che ricorda della trama e lo sfigato critico web (dietro il quale tento sempre di sedermi) che scrive recensioni con punteggiatura espressionista ma ama insultare qualunque film veda prima dopo e durante la visione, quest’orchestra di tromboni solo il Parco della Musica poteva ospitarla.

2) La kryptonite nella borsa e Like Crazy

Like Crazy e La Kryptonite nella borsa sono due tra i più brutti film che abbia mai visto, e se il primo vanta riconoscimenti internazionali e potrebbe solo essere una mia idiosincrasia, sfido chiunque a non vergognarsi del secondo, in quanto film italiano e film di punta del Festival. Altre scelte della selezione sono almeno discutibili: una commedia banale come A Few Best Men è da festival? Dubito. Locos, a parte essere un film sudamericano, che valore aggiunge ad una manifestazione? Anche del film con la Gerini, Il Mio Domani basta guardare il trailer per capire dove va a parare, ma non l’ho visto e non lo userò come reperto nell’accusa (il trailer fa cagare davvero, però).   

La recensione de La Kryptonite nella borsa è qui , quella di Like Crazy ci sarà presto, devo limare gli ultimi insulti.

P.S. se sperano ancora di coglionarci con i trailer con gli attori che ballano, hanno sbagliato blog (e, spero, lettori del blog).

1) L’organizzazione

Primo, 25 euro per un film sono un furto punto e basta, ci può stare anche gesucristo in sala, non si possono fare ‘sti prezzi.

Secondo, ma che cazzo ci vuole a far partire i sottotitoli in sincrono con il film? Possibile che ogni anno ci sia il solito problema?  

Terzo, ma possibile che gli accreditati siano trattati come carne da macello, come un male necessario? Possibile che ad ogni singolo spettacolo non si sappia fino all’ultimo momento quanti posti disponibili ci siano e poi, con le sale semivuote, si spedisca la gente in tribuna manco fosse Del Piero?

Quarto, la sezione Alice Nella Città riservata alle scuole, è una cialtronata. Non si può far vedere lo stesso film ai bambini delle elementari ed agli studenti delle superiori, non si possono mostrare film con gli autori in sala ad adolescenti maleducati che rovinano la proiezione del film con le loro buffonate (e qui vorrei dire che ho visto certi insegnanti veramente da prendere a sberle, altrochè). Lasciamo perdere ste cazzate, insegniamogli prima l’educazione, poi FORSE li portiamo fuori dalla scuola.

Quinto, il programma. Intere mezze giornate in cui l’unica scelta è tra la replica di un film inglese degli anni sessanta e un documentario, e poi serate con decine di sovrapposizioni, con lo stesso film in replica anche a poche ore di distanza, che hanno reso praticamente impossibile stilare un programma senza dover sacrificare qualcosa. Complimenti poi all’idea di spostare al Moderno decine di repliche. Tanto è ben collegato con l’auditorium, per due ore di film se ne perdono quattro a cercare parcheggio o aspettare l’autobus.

E anche per quest’anno è tutto, ma proprio tutto.  

Si ringrazia filmscoop.it

Annunci