Festival di Roma – il meglio

E’ stato quello del 2011 l’ultimo Festival di Roma? Incassi sensibilmente migliori rispetto all’anno scorso (ma anche prezzi maggiori), film decisamente più scadenti: chissà se non sia un bene fermarsi qui e lasciare tutto alla fetida laguna padana. Meglio aver amato e perso che non aver amato mai, no? A conti fatti, nessun film ha fatto gridare al capolavoro (almeno tra quelli che ho visto, in totale 23), ma qualcosa per cui è valsa la pena sopportare il peggio del Festival c’è.

Cosa potremmo portare a difesa di quest’edizione, se mai ce lo chiedessero? Ecco qui, per chi c’era e per chi non c’era, il meglio del Festival:

5) La Sezione EXTRA e le retrospettive

Al contrario delle cialtronate in Santa Cecilia alla presenza di illustri sconosciuti che vengono arrotolati nel red carpet e chi li vede più fino al prossimo anno, nelle retrovie vive un altro festival. Perle come Comic-Con oppure How to Die in Oregon e Catching Hell sono film che al cinema non arriveranno mai ed anche recuperarli in altro modo potrebbe essere difficile. E’ un anno che sto cercando Las Buenas Hierbas e il documentario su George Lucas ci ha messo altrettanto per arrivare in dvd, tanto per dire. Quanto alle retrospettive, ho visto A Hard Day’s Night e rinunciato a The Ladykillers (quello vero, non quella cagata con Tom Hanks), tanto per dirne due.

4) From Up on Poppy Hill

Non è difficile individuare i film migliori tra quelli che ho visto. Lo Studio Ghibli, anche con le produzioni minori, è sempre sinonimo di qualità pazzesca. Relegato nella sezione Alice Nella Città, per studenti che non meritano o non possono capire certi lavori, questa perla d’animazione passerà nei nostri cinema più veloce di Road Runner davanti a Wile E. Coyote, magari solo in spettacoli pomeridiani.   

3) La nouvelle Guerre des Boutons

Altro film per ragazzi, ma davvero interessante, e non solo per  una Laetitia Casta tornata in ottime forme dopo la magrezza deprimente dello scorso anno. Un film per ragazzi convincente e sincero, diretto ad un target giovanile senza paternalismi o ipocrite lezioni morali. E divertente, che non guasta. Ottimi i giovani attori: confrontati con i nostri giovanissimi, vincono a mani basse. 

2) Nuit Blanche

E sono due film francesi nella top 5. Considerando che Mon Pire Cauchemare e La femme du Cinquieme che non ho visto hanno avuto ottime critiche, bisogna ammettere di essere inferiori ai cugini, almeno in questo. Si può discutere di formaggi e vini, si può recriminare sul culo mostruoso con cui ci hanno eliminato dai mondiali del ’98 o dagli europei del 2000, ma sul grande schermo non c’è partita, non ci salverebbe nemmeno Roberto Baggio dal primo minuto. Nuit Blanche è un claustrofobico thriller ricco di inventiva e colpi di scena. Un piccolo manuale di cinema a basso costo ed alto rendimento.

1) Un Cuento Chino

Non era difficile vincere un Festival in tono minore, ma Un cuento chino avrebbe avuto le sue chances anche con avversari di calibro superiore. Una originale variazione sul tema delle buddy comedy americane degli anni ottanta, ma anche una riflessione leggera sul tema della casualità e del destino. Notevole. Arriva in sala a metà del 2012, ma ha già un pessimo titolo: Cosa cade dal cielo?

 

Le recensioni dei film saranno pubblicate su www.filmscoop.it prossimamente…

Si ringrazia filmscoop.it

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