I Puffi (3D)

Noi film di adesso siamo così, due palle e poco più
Cose strane dei Puffi: non invecchiano (allora Grande Puffo?), non si riproducono, hanno caratteri basati prevalentemente su difetti ma vivono in armonia, sono tutti single e tutti contenti (ma questo mi sa che deriva dal fatto che non si riproducono), non ce ne sono due con lo stesso carattere (e sono oltre cento, secondo il censimento ufficiale), tutti quelli nati naturalmente sono maschi (Puffetta è stata creata in laboratorio da Gargamella per seminare zizzania, usando la costola di un Puffo maschio…mi ricorda qualcosa…), sono blu.
Il punto di blu è uno dei problemi di questi Puffi tridimensionali. La terza dimensione (non quella del 3D, quella di qualunque cosa che non sia un cartone animato) è un altro. Insomma, questi Puffi cinematografici, così, a prima vista, sono un po’ più inquietanti di quelli che guardavamo – chissà perché – inebetiti vent’anni fa in televisione, forse ipnotizzati dalla cantilena intollerabile che accompagna tutte le loro attività. Però, fatta l’abitudine a questa loro nuova incarnazione, risultano comunque simpatici.
Trama: alcuni Puffi finiscono a New York, inseguiti da Gargamella e Birba. Sì, è tutto qui.
Il film dei Puffi non è un brutto film, intendiamoci. Solo mi chiedo a chi sia realmente indirizzato: a dei bambini, certamente, e allora che senso ha tutta la storia costruita su una coppia di New York in attesa del primogenito che si trova coinvolta nel tentativo dei Puffi di tornare al villaggio dei Puffi e aiutando tali Puffi ritrovano la perduta armonia che per colpa dello stress li stava eccetera eccetera? Ma che gliene frega ai seienni di Sofia Vergara che dirige una ditta di cosmetici e vessa i suoi poveri dipendenti tra cui il sopracitato futuro padre? Di contro, ma che gliene frega ai non seienni di Sofia Vergara accollatissima perché è pur sempre un film dei Puffi? Che sia un film da femmine?
Non era meglio un film ambientato nella dimensione dei Puffi, al villaggio dei Puffi? O che prevedesse dei bambini newyorkesi invece che degli adulti con problemi da adulti? Le cose sono due: sono previsti seguiti, dunque il pargolo in arrivo potrebbe essere un futuro amico dei Puffi che magari va in visita al villaggio dei Puffi. Oppure, la storia a contorno serve da contentino per le mamme che possono almeno vedere una storia di adulti con problemi da adulti, più alcuni, inevitabili, Puffi. Per gli sventurati papà al seguito, quel che resta (scoperto) della Vergara, che comunque è un gran pezzo di Puffa pure vestita.
Alla fine, le scene migliori sono quelle iniziali, completamente in CG, al Villaggio dei Puffi, dove si intravedono tutti i Puffi “storici”, prima che la storia si sposti a NY e si concentri – intelligentemente – sul  manipolo di Puffi in vacanza nella Grande Mela (Grande Puffo, Quattrocchi, Puffetta, un puffo Scozzese chiamato “Gutsy” fatto apposta per il film, il puffo che si lamenta di tutto e Clumsy, il puffo maldestro che non ricordo come si chiama in italiano). Hank Azaria, da grande caratterista, è un Gargamella perfetto, ma funziona proprio poco fuori dalla sua ambientazione classica. A salvare la baracca ci pensa un ottimo Neal Patrick Harris, a suo agio anche in un ruolo completamente diverso da quello che gli ha dato il successo in How I Met Your Mother e a recitare evidentemente di fronte a due mele e poco più sostituite poi in postproduzione dai Puffi digitali.
Il film dei Puffi non è un capolavoro ma neanche brutto. Solo: è proprio possibile che persino i Puffi, icone pop del ventesimo secolo, universalmente famosi perché semplicemente bidimensionali e bicromatici, per avere un posto al sole nel ventunesimo secolo, debbano aggiungersi dimensioni, iridi, ombre, sostanza e una vecchia e trita storia con la morale all’americana? Le favole non interessano proprio più a nessuno?
P.S. la costante ripetizione della parola “Puffi ” in questo post non è dovuta alla fretta. E’ un tentativo di simulare la sensazione di fastidio latente che un’esposizione prolungata ai Puffi, a come parlano e a quanto cantano, provoca negli adulti normali…fatemi sapere se ci sono riuscito….
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