Cars 2

Doveva arrivare questo giorno. Sto per stroncare un film della Pixar, il mio studio cinematografico preferito, quello che consideravo infallibile, un esempio, un punto di riferimento. D’altra parte, sono loro che hanno fatto un film di m….

C’era bisogno di Cars 2? Per rispondere, chiediamoci prima di tutto, c’era bisogno di Cars?

Nell’incredibile famiglia Pixar, che ci ha abituati ad un capolavoro all’anno, Cars è il fratellino simpatico ma un po’ scemo, figlio prediletto di John Lasseter e dunque – di riflesso – rispettato, ma non amato da nessuno.
Da nessuno sopra gli otto anni: perchè Cars – fratellino scemo – è un mostro in termini di indotto relativo al merchandising. Dalle macchinine all’abbigliamento, virtualmente ogni bambino del mondo occidentale conosce, ama e – soprattutto – colleziona Cars.
Inevitabile dunque mettere altra legna per rivitalizzare il parco personaggi ed opzioni (almeno tre o quattro personaggi di Cars 2 potranno essere venduti in varie “versioni”).
Cars 2 (addirittura co-diretto da Lasseter e Brad Lewis) è destinato dunque ad un pubblico diverso da Cars: non a caso stavolta il protagonista -assoluto – è Cricchetto, carro attrezzi idiota che nel primo faceva da spalla (poco) comica, e che in questo secondo episodio si fa coinvolgere in una spy-story che ricalca un Bond movie a suon di luoghi comuni e citazioni. Mentre Cars era una storia banalotta sul valore dell’amicizia e sulla bellezza dell’America on the road, Cars 2 è solo un gran casino di corse e gag che annoiano gli adulti ma intrattengono i bambini, suggerendo qualche scenario un po’ più interessante della provincia americana per far correre le proprie macchinine.
Il problema è che – al contrario di altri film Pixar- Cars 2 esclude le altre categorie di pubblico e non fa nulla per coinvolgere chi non ha passato gli ultimi quattro anni a giocare con un modellino di Saetta McQueen.
Un film inconsistente, al di sotto degli standard qualitativi Pixar (persino il corto iniziale è poco ispirato), realizzato palesemente a scopi commerciali, neanche fosse Kung Fu Panda. Al contrario dei due seguiti di Toy Story, Cars 2 non porta la storia da nessuna parte, non approfondisce i legami tra i personaggi (anche perchè praticamente cambiano tutti), non aggiunge nulla che non potesse essere contenuto nei titoli di coda del primo film.
Come se non bastasse, l’auto italiana doppiata da John Turturro è stata affidata ad Alessandro Siani. Ho tifato per un rovinoso schianto dall’inizio alla fine.
Gli ultimi due film Pixar sono stati sequel, l’anno prossimo ci sarà Brave e poi ancora un sequel (Monsters & co.). Pixar si è giocata il credito accumulato con Toy Story 3, che mi aveva fatto sospendere il giudizio preventivo sui sequel Pixar in attesa di verifica. Dopo Cars 2 sono ufficialmente preoccupato, anche se posso concedere le attenuanti del caso. Era difficile raddrizzare un concept evidentemente storto sin dal primissimo trailer. Ma come dice Cricchetto stesso, le macchine nate male non migliorano neanche con i pezzi di ricambio…e Cars era la Multipla del parco auto Pixar. Cars 2 è peggio, è la Duna.
Evitabile, sconclusionato, con buoni spunti nella trama rovinati da una scrittura evidentemente superficiale. Lasciate perdere…e se avete figli, fategli rivedere Toy Story a casa, è meglio. O magari, cogliete l’occasione per tentare un Miyazaki.
Fate un esorcismo a Lasseter, estirpate il demone DreamWorks che è in lui e aridatece Wall-E.
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